
Il sindaco di New York chiede a re Carlo di restituire il diamante Koh-i-Noor: un gesto che riaccende il dibattito coloniale
La visita di re Carlo III e della regina Camilla a New York, culminata mercoledì con una cerimonia solenne al memoriale dell’11 settembre, è stata segnata da un’ombra inattesa. Poche ore prima dell’incontro, il sindaco Zohran Mamdani, esponente democratico di origini indiane, ha dichiarato alla stampa che, se avesse potuto parlare privatamente con il sovrano, lo avrebbe incoraggiato a restituire all’India il Koh-i-Noor, uno dei diamanti più grandi mai estratti, incastonato oggi nei gioielli della corona britannica. Il gesto è parso tanto più significativo perché avvenuto in un frangente di alto valore simbolico, e ha subito polarizzato le opinioni.
Secondo gli osservatori francesi, la vicenda si inserisce in una lunga scia di miti e controversie storiche: il diamante, considerato «maledetto» da alcune tradizioni, fu portato in Inghilterra dopo la conquista coloniale del Punjab e da allora è al centro di una disputa mai sopita. Dal punto di vista indiano, il richiamo di Mamdani non è che l’ultimo episodio di una rivendicazione che attraversa i decenni, sostenuta da una parte dell’opinione pubblica e da alcuni governi, secondo cui il gioiello fu sottratto illegalmente. La stampa americana, invece, si è divisa: il New York Post ha accusato Mamdani di essersi lasciato «ossessionare dal colonialismo» in un momento che avrebbe dovuto unire, mentre altri hanno visto nella sua presa di posizione un coerente atto di coerenza politica.
A Londra, Buckingham Palace ha scelto il silenzio, ma analisti britannici sottolineano come la richiesta colpisca un nervo scoperto della monarchia, costretta a confrontarsi con il peso della storia imperiale. In Russia, la notizia è stata ripresa con ironia, a testimonianza di come la questione continui a dividere l’opinione pubblica globale. L’episodio, al di là della sua portata immediata, apre uno squarcio su un dibattito più ampio: quello della restituzione dei beni culturali trafugati in epoca coloniale, che sta guadagnando terreno in Europa e che potrebbe presto coinvolgere anche l’Italia, dove alcune collezioni museali conservano opere d’arte provenienti da ex colonie.
Mentre il re Carlo prosegue il suo tour americano, il nodo del Koh-i-Noor resta simbolicamente sospeso, pronto a riemergere ogni volta che la corona si troverà faccia a faccia con le sue ombre.
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