
Trump e il Reflecting Pool: accuse di vandalismo per un restauro già in crisi
Il presidente imputa a sabotatori i danni alla vasca appena ridipinta, ma emergono dubbi su appalti senza gara e arresti controversi.
Il restauro della Reflecting Pool ai piedi del Lincoln Memorial, voluto personalmente da Donald Trump in vista del 250° anniversario dell’indipendenza, è diventato nel giro di poche settimane un caso politico e giudiziario. Dopo un investimento di oltre 14 milioni di dollari, in gran parte assegnato senza gara pubblica, la vasca è stata rivestita con una vernice «blu bandiera americana» e riempita all’inizio di giugno. Nel giro di giorni, l’acqua si è tinta di verde per una fioritura di alghe e ampie porzioni del nuovo rivestimento hanno cominciato a staccarsi, galleggiando in superficie. L’amministrazione Trump ha reagito denunciando un sabotaggio organizzato: sei persone sono state arrestate e sette hanno ricevuto citazioni, mentre il presidente ha evocato un taglio di oltre cento metri inferto con lame affilate e ha minacciato pene fino a dieci anni di carcere per chi danneggi i monumenti federali.
Secondo la Casa Bianca e il Dipartimento degli Interni, i danni sarebbero stati provocati intenzionalmente da «criminali» che avrebbero agito di notte, versando anche sostanze chimiche nell’acqua. La procura federale di Washington, guidata da Jeanine Pirro, ha promesso procedimenti severi, e la National Guard è stata dispiegata intorno al bacino. Tuttavia, né la presidenza né le forze di polizia hanno finora reso pubbliche immagini che dimostrino i presunti tagli, limitandosi a descriverli come «numerosi squarci» su una lunghezza di circa 350 piedi. Trump ha inoltre annunciato l’intenzione di citare in giudizio la rete ABC, accusandola di «falsa informazione» per aver mostrato i lembi di vernice staccati e l’acqua verde.
Dall’altro lato, fonti del Congresso e analisti statunitensi mettono in dubbio la tesi del vandalismo. Documenti e testimonianze indicano che la limousine presidenziale e i veicoli blindati del seguito avrebbero percorso il fondo asciutto della vasca durante un’ispezione di Trump, con un peso tale da lacerare il rivestimento ancora fresco. Inoltre, esperti di ecologia acquatica interpellati da diverse testate attribuiscono la proliferazione di alghe a condotte rimaste ferme per mesi e a un sistema di filtraggio installato in fretta da una società dell’Ohio legata a un donatore di Trump e residente a Mar-a-Lago. Tra gli arrestati figura l’ex canoista olimpico David Hearn, il quale sostiene di essersi limitato a toccare un lembo di vernice già staccata per curiosità, venendo trattenuto per cinque ore con l’accusa di danneggiamento di proprietà federale.
Per gli osservatori europei, la vicenda assume i contorni di un microcosmo dello stile di governo descritto nel libro appena pubblicato dai reporter del New York Times Maggie Haberman e Jonathan Swan, «Regime Change»: un esecutivo che trasforma ogni intoppo in una crociata contro nemici interni, ricorrendo alla minaccia penale e alla retorica del complotto. La gestione del Reflecting Pool, con appalti no-bid, costi moltiplicati e una narrazione presidenziale che oscilla tra il trionfo e la persecuzione, viene letta a Bruxelles come un segnale della crescente personalizzazione delle istituzioni federali e della pressione sui media critici.
Al momento, i lavori di riparazione non saranno completati prima delle celebrazioni del 4 luglio. L’azienda appaltatrice ha dichiarato che sarà necessario svuotare nuovamente la vasca, operazione prevista subito prima o subito dopo la festa nazionale. Le indagini della Park Police restano in corso, mentre la sicurezza attorno al monumento è stata rafforzata con telecamere e pattugliamenti. Il presidente continua a promettere la diffusione di prove fotografiche, ma il dossier resta aperto e il contenzioso legale con ABC potrebbe allargare ulteriormente il fronte dello scontro istituzionale.
| Stampa europea continentale | −0.80 | critical |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.70 | critical |
Il progetto di Trump per la Reflecting Pool si è trasformato in un disastro: l'acqua è tornata verde per le alghe e i costi sono esplosi da 1,8 a oltre 14 milioni di dollari. L'appalto è stato assegnato senza gara, ma la tecnologia promessa non ha funzionato, lasciando la vasca simile a una palude.
Il progetto personale di Trump per la Reflecting Pool ha visto i costi lievitare a 14,7 milioni di dollari e il rivestimento già si sta scrostando. Il Dipartimento degli Interni ha paragonato l'eliminazione delle alghe alla sconfitta della marina iraniana, ma la piscina resta di un verde torbido.
Allarga lo sguardo
Dazi USA del 15% sul polisilicio: la mossa di Trump per contrastare il dominio cinese
6 lingue · 16 testate
Da TechnologyL’amministrazione Trump esenta i modelli open-weight cinesi dai nuovi test di sicurezza sull’IA
3 lingue · 11 testate
Da Science & HealthCiclosporiasi in Messico, 33 casi ma nessun focolaio attivo. Indagine parallela su salmonella nei jalapeños
1 lingua · 12 testate