
Indagine negli Stati Uniti sulle banche che chiudono conti per motivi politici
La procura federale di Washington ha avviato un'inchiesta sulle principali banche americane, tra cui Bank of America e JPMorgan Chase, per verificare se abbiano chiuso i conti correnti di alcuni clienti per ragioni politiche. Secondo il Wall Street Journal, la procuratrice Jeanine Pirro ha emesso citazioni per ottenere informazioni dettagliate sui clienti 'debankati' e le motivazioni alla base delle chiusure. L'indagine si inserisce nel solco delle denunce di Donald Trump, che dopo la sconfitta elettorale del 2020 ha accusato gli istituti di credito di discriminare i conservatori. Lo stesso Trump ha citato in giudizio JPMorgan per la chiusura dei suoi conti dopo l'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021.
L'iniziativa della procura segue un ordine esecutivo firmato da Trump nell'agosto scorso, che incaricava le autorità di regolamentazione di esaminare eventuali violazioni dell'Economic Credit Opportunity Act. L'Office of the Comptroller of the Currency del Tesoro sta già conducendo una propria indagine. Secondo gli analisti di Washington, il caso solleva questioni delicate sul confine tra libertà d'impresa e discriminazione politica, in un clima di crescente polarizzazione. Le banche, da parte loro, sostengono di agire in base a criteri di rischio e conformità normativa, ma l'accusa di 'debanking' politico rischia di minare la fiducia nel sistema finanziario.
In Europa, la vicenda è seguita con attenzione. Secondo gli osservatori di Bruxelles, il caso americano potrebbe influenzare il dibattito sul ruolo delle banche nell'escludere clienti per motivi ideologici, tema già emerso in alcuni paesi europei. In Italia, dove il sistema bancario è fortemente regolamentato, l'ipotesi di chiusure discriminatorie appare remota, ma la trasparenza nelle decisioni degli istituti di credito resta un tema caldo. La vicenda potrebbe inoltre alimentare le richieste di maggiori tutele per i consumatori, in un contesto in cui la digitalizzazione dei servizi finanziari rende più opachi i criteri di selezione della clientela.
L'esito dell'indagine avrà implicazioni significative. Se emergeranno prove di discriminazione sistematica, si potrebbe aprire la strada a nuove regolamentazioni, sia negli Stati Uniti che altrove. Per ora, le banche coinvolte hanno dichiarato di collaborare con le autorità. La partita, però, è politica oltre che giudiziaria: in un'epoca di forte contrapposizione, il confine tra gestione del rischio e censura finanziaria diventa sempre più labile.
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