
L’indice PMI manifatturiero indonesiano torna sopra 50 a luglio, primo rialzo in quattro mesi
Dopo la contrazione di giugno, l’attività manifatturiera indonesiana risale a 50,2, trainata da produzione e domanda interna, ma con esportazioni ancora in calo.
L’indice Purchasing Managers’ Index (PMI) manifatturiero dell’Indonesia è risalito a 50,2 a luglio 2026, dopo il 46,9 di giugno che segnava una contrazione. Si tratta del primo incremento in quattro mesi e del ritorno nella zona di espansione, ovvero sopra la soglia di 50 punti, secondo i dati diffusi da S&P Global il 3 agosto 2026. Il rimbalzo è stato trainato dall’aumento della produzione, tornata a crescere per la prima volta da febbraio, e da un parziale stabilizzarsi dei nuovi ordini, favorito da un miglioramento della fiducia dei clienti e dall’avvio di nuovi progetti.
L’espansione resta però contenuta. L’economista di S&P Global Usamah Bhatti ha sottolineato che i prezzi elevati delle materie prime continuano a frenare una crescita più robusta. A ciò si aggiunge il quinto mese consecutivo di calo degli ordini esteri, a causa della debolezza della domanda internazionale. Sul fronte interno, le imprese hanno ricominciato ad assumere dopo cinque mesi di contrazione, ma la crescita occupazionale è modesta. Le scorte di materiali sono state ridotte e gli acquisti di input sono diminuiti per il quinto mese consecutivo, segno di una cautela diffusa.
Secondo il vicepresidente per l’industria della Camera di commercio e industria indonesiana (Kadin), Saleh Husin, il dato positivo non basta per parlare di una ripresa solida. “Il PMI è un indicatore di breve periodo – ha dichiarato – e un solo mese di espansione non è sufficiente per concludere che l’industria sia entrata in un trend di recupero robusto”. Ha aggiunto che occorrono alcuni mesi consecutivi di crescita, sostenuti da indicatori come l’output industriale, l’utilizzo della capacità produttiva e gli investimenti. Nel confronto regionale, l’Indonesia si colloca al di sotto di Vietnam (52,9) e Filippine (51,8), in linea con la Malaysia (50,2) e sopra Myanmar (49,3).
Il quadro è completato da un aumento degli arretrati di lavoro, ai massimi da novembre 2025, segnale che la capacità produttiva inizia a essere sotto pressione. La fiducia degli imprenditori sulle prospettive a dodici mesi è salita al livello più alto da sei mesi, come riferito da S&P Global, grazie alla speranza che la domanda e la fiducia dei clienti continuino a migliorare e che le pressioni sui prezzi si attenuino. I prossimi dati mensili – a partire dal PMI di agosto – indicheranno se l’espansione potrà consolidarsi o se resterà fragile.
| Stampa indiana e sudasiatica | +0.60 | aligned |
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L'India continua la sua espansione manifatturiera trainata dalle esportazioni, superando le attese.
Il blocco enfatizza solo gli indicatori positivi – crescita delle esportazioni e miglioramento delle catene di approvvigionamento – omettendo qualsiasi contesto globale comparativo che potrebbe moderare la narrazione.
Omette il forte calo degli ordini di esportazione riportato dalla Russia e il tono cauto delle autorità indonesiane, che insieme suggeriscono una domanda globale disomogenea.
Il manifatturiero indonesiano riprende, ma la ripresa è fragile: costi in aumento e incertezza globale temperano l'ottimismo.
Il blocco giustappone l'ottimismo ufficiale del Wamenperin con la valutazione prudente di Kadin, creando una narrazione equilibrata ma cauta che mette in dubbio la sostenibilità del rimbalzo.
Omette un confronto diretto con il PMI molto più alto dell'India (53,5) e con il dato robusto della Germania (52,2), che metterebbero in luce la modestia relativa della ripresa indonesiana.
Il manifatturiero russo cresce grazie alla domanda interna, mentre gli ordini di esportazione crollano sotto la pressione esterna.
Il blocco inquadra il calo delle esportazioni come un vincolo esterno, non una debolezza, rafforzando così la narrazione di resilienza attraverso l'autosufficienza e la sostituzione delle importazioni.
Omette il dato che India e Indonesia riportano solide performance export, che indebolisce l'idea di una domanda globale universalmente debole e rafforza l'implicazione che il calo russo sia di origine politica.
Il settore industriale tedesco cresce, ma l'ombra del conflitto mantiene le aspettative al di sotto delle norme storiche.
Il blocco ancora il dato PMI a un livello prebellico, moderando così ogni celebrazione e inquadrando l'espansione come incompleta e fragile.
Omette qualsiasi confronto con i tassi di crescita più forti di economie emergenti come India e Indonesia, che farebbero apparire la ripresa tedesca più lenta in confronto.
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