
Inter, la rinascita firmata Chivu: ventunesimo scudetto tra festa e futuro
L’Inter di Cristian Chivu ha scritto una delle pagine più significative della sua storia recente, conquistando il ventunesimo scudetto con tre giornate d’anticipo grazie al 2-0 inflitto al Parma a San Siro. I gol di Marcus Thuram in pieno recupero del primo tempo e di Henrikh Mkhitaryan a dieci minuti dalla fine hanno suggellato un dominio netto, con dodici punti di vantaggio sul Napoli campione uscente. Per i nerazzurri è il terzo titolo in sei stagioni, un ciclo che li riporta stabilmente al vertice del calcio italiano dopo un triennio segnato da alti e bassi.
A rendere speciale questa vittoria è il percorso di rinascita che l’ha preceduta. Dodici mesi fa l’Inter usciva distrutta dalla finale di Champions League persa 5-0 contro il PSG, con lo spogliatoio lacerato da tensioni interne e l’addio di Simone Inzaghi. In quel clima di incertezza, Beppe Marotta ha puntato su Chivu, ex difensore rumeno cresciuto nel vivaio, accolto con scetticismo da buona parte del panorama calcistico. Secondo gli analisti di Milano, la scelta è stata una scommessa vincente: Chivu ha saputo rigenerare un gruppo logoro, restituendo fiducia a elementi chiave come Federico Dimarco — autore di diciotto assist stagionali — e rilanciando giovani talenti come Salvatore Pio Esposito. La cavalcata è stata costruita su una striscia di quindici partite senza sconfitte tra novembre e marzo, interrotta solo dal derby perso contro il Milan.
Dal punto di vista europeo, l’impresa nerazzurra assume contorni ancora più rilevanti. A Londra, gli osservatori sottolineano come l’Inter abbia dimostrato una capacità unica di reagire alle batoste: dopo la debacle di Monaco, il gruppo si è ricompattato attorno a un’idea di calcio solida e concreta, valorizzando il contributo degli italiani (Barella, Bastoni, lo stesso Dimarco) e degli stranieri di lungo corso come Mkhitaryan e Lautaro Martinez. Il capitano argentino, partito dalla panchina per un problema fisico, ha comunque inciso servendo l’assist del raddoppio. La sua presenza resta centrale per il progetto, nonostante le voci di mercato.
Milano ha vissuto una notte di festa collettiva, con settantacinquemila spettatori a San Siro e migliaia di tifosi in Piazza Duomo, in una celebrazione che ricordava il 1989, ultimo scudetto vinto tra le mura amiche. La manifestazione ha coinvolto anche gruppi di tifosi olandesi e argentini, segno del respiro internazionale di un club che ora guarda al futuro. L’Inter ha già un piede in finale di Coppa Italia, ma la dirigenza è consapevole che questa rosa ha bisogno di un rinnovamento. Secondo le indiscrezioni che filtrano dalla Pinetina, almeno sei giocatori potrebbero lasciare, mentre Chivu studia un modulo più offensivo per reggere il confronto in Champions League. La sfida per i nerazzurri sarà trasformare questo scudetto in un trampolino, non in un punto d’arrivo. Come ha detto Marotta: “Abbiamo le idee molto chiare”. Il prossimo capitolo si scriverà con la stessa determinazione che ha permesso di rialzarsi dopo il baratro.
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