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Antonelli fa tris a Miami: l’Italia torna regina della Formula 1 mentre Colapinto incanta tra sogni e campioni

Il futuro della Formula 1 ha un volto giovane, italiano e inarrestabile. Andrea Kimi Antonelli, diciannove anni, bolognese, ha vinto anche il Gran Premio di Miami, portando a tre le vittorie consecutive dopo i trionfi in Cina e Giappone. Una striscia che mancava dai tempi di Alberto Ascari, settantatré anni fa, e che proietta il pilota Mercedes in cima al mondiale con cento punti, venti più del compagno di squadra George Russell. La gara, anticipata di tre ore per il rischio di temporali che poi non sono mai arrivati, è stata un thriller di strategia e nervi: Antonelli ha perso la testa della corsa al via, l’ha riconquistata con un undercut perfetto ai box e ha respinto gli assalti del campione del mondo Lando Norris, secondo, mentre l’australiano Oscar Piastri completava il podio.

Dietro il dominio Mercedes, il Gran Premio ha offerto una storia parallela di riscatto argentino. Franco Colapinto, pilota di Alpine, ha chiuso settimo dopo una penalità di venti secondi inflitta a Charles Leclerc per aver tagliato la pista nell’ultimo giro. Il risultato – il migliore in carriera per il ventiduenne di Pilar – è stato celebrato come una piccola epopea nazionale, impreziosita dalla presenza nel paddock di Lionel Messi, che ha voluto incontrare il connazionale, e di Juan Martín del Potro, arrivato a sorpresa per abbracciarlo. L’Argentina, insomma, si è presa la scena anche fuori dalla pista, unendo calcio, tennis e motorsport in una sola, potente immagine di orgoglio sportivo.

La corsa è stata segnata da momenti di alta tensione. Il francese Pierre Gasly, compagno di Colapinto in Alpine, è finito rovesciato dopo un contatto con Liam Lawson: illeso, ma costretto al ritiro. Max Verstappen, autore di un testacoda in partenza, ha rimontato fino al quinto posto, mentre la Ferrari ha vissuto un pomeriggio amaro: Leclerc ha perso il podio per un testacoda a un giro dalla fine, Lewis Hamilton è arrivato settimo, e la voglia di riscatto è rimasta inappagata. A Monaco e Maranello si interrogano su un avvio di stagione al di sotto delle attese, mentre a Stoccarda Toto Wolff, pur vincendo, ha tuonato contro le partenze sempre incerte: «Non è accettabile», ha detto il team principal austriaco, già proiettato al prossimo appuntamento.

Con il Mondiale che si sposta in Canada tra tre settimane, il duello annunciato è tra Antonelli e Norris, con una McLaren in crescita e una Mercedes che deve limare dettagli. Per Colapinto, invece, il settimo posto apre scenari di consolidamento: Alpine punta a inserirlo stabilmente nella zona punti, e l’entusiasmo popolare in Sudamerica potrebbe trasformarlo in un simbolo del rilancio della categoria. Il Circus, dopo la pausa forzata per le tensioni in Medio Oriente, riparte da Miami con un’energia nuova: quella di un ragazzo italiano che non smette di vincere e di un argentino che ha appena cominciato a sognare.

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lunedì 4 maggio 2026

Antonelli fa tris a Miami: l’Italia torna regina della Formula 1 mentre Colapinto incanta tra sogni e campioni

Il futuro della Formula 1 ha un volto giovane, italiano e inarrestabile. Andrea Kimi Antonelli, diciannove anni, bolognese, ha vinto anche il Gran Premio di Miami, portando a tre le vittorie consecutive dopo i trionfi in Cina e Giappone. Una striscia che mancava dai tempi di Alberto Ascari, settantatré anni fa, e che proietta il pilota Mercedes in cima al mondiale con cento punti, venti più del compagno di squadra George Russell. La gara, anticipata di tre ore per il rischio di temporali che poi non sono mai arrivati, è stata un thriller di strategia e nervi: Antonelli ha perso la testa della corsa al via, l’ha riconquistata con un undercut perfetto ai box e ha respinto gli assalti del campione del mondo Lando Norris, secondo, mentre l’australiano Oscar Piastri completava il podio.

Dietro il dominio Mercedes, il Gran Premio ha offerto una storia parallela di riscatto argentino. Franco Colapinto, pilota di Alpine, ha chiuso settimo dopo una penalità di venti secondi inflitta a Charles Leclerc per aver tagliato la pista nell’ultimo giro. Il risultato – il migliore in carriera per il ventiduenne di Pilar – è stato celebrato come una piccola epopea nazionale, impreziosita dalla presenza nel paddock di Lionel Messi, che ha voluto incontrare il connazionale, e di Juan Martín del Potro, arrivato a sorpresa per abbracciarlo. L’Argentina, insomma, si è presa la scena anche fuori dalla pista, unendo calcio, tennis e motorsport in una sola, potente immagine di orgoglio sportivo.

La corsa è stata segnata da momenti di alta tensione. Il francese Pierre Gasly, compagno di Colapinto in Alpine, è finito rovesciato dopo un contatto con Liam Lawson: illeso, ma costretto al ritiro. Max Verstappen, autore di un testacoda in partenza, ha rimontato fino al quinto posto, mentre la Ferrari ha vissuto un pomeriggio amaro: Leclerc ha perso il podio per un testacoda a un giro dalla fine, Lewis Hamilton è arrivato settimo, e la voglia di riscatto è rimasta inappagata. A Monaco e Maranello si interrogano su un avvio di stagione al di sotto delle attese, mentre a Stoccarda Toto Wolff, pur vincendo, ha tuonato contro le partenze sempre incerte: «Non è accettabile», ha detto il team principal austriaco, già proiettato al prossimo appuntamento.

Con il Mondiale che si sposta in Canada tra tre settimane, il duello annunciato è tra Antonelli e Norris, con una McLaren in crescita e una Mercedes che deve limare dettagli. Per Colapinto, invece, il settimo posto apre scenari di consolidamento: Alpine punta a inserirlo stabilmente nella zona punti, e l’entusiasmo popolare in Sudamerica potrebbe trasformarlo in un simbolo del rilancio della categoria. Il Circus, dopo la pausa forzata per le tensioni in Medio Oriente, riparte da Miami con un’energia nuova: quella di un ragazzo italiano che non smette di vincere e di un argentino che ha appena cominciato a sognare.

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