
Kevin Warsh alla Fed tra inflazione e pressioni di Trump
Il Senato Usa conferma il banchiere alla guida della banca centrale. Atteso per venerdì il giuramento alla Casa Bianca.
Venerdì prossimo Kevin Warsh presterà giuramento come presidente della Federal Reserve in una cerimonia alla Casa Bianca presieduta da Donald Trump, come riferito da fonti governative. L’approvazione del Senato, con 54 voti favorevoli e 45 contrari, ha sancito il passaggio di consegne da Jerome Powell, il cui mandato scadeva proprio in questi giorni. La nomina arriva dopo mesi di tensioni tra Trump e Powell, accusato dal presidente di non aver tagliato i tassi d’interesse con sufficiente rapidità.
La nuova leadership si inserisce in un quadro economico complesso, segnato da un’inflazione in risalita. Secondo gli analisti di mercato, Warsh – ex banchiere di Wall Street e già consigliere di George W. Bush – non rappresenta necessariamente una svolta verso una linea più dura, ma potrebbe modificare il modo in cui la Fed valuta i rischi, aumentando l’esposizione alla volatilità. Il prossimo incontro del Comitato federale per il mercato aperto a giugno sarà il primo banco di prova: i mercati scontano una pausa sui tassi, ma Trump preme per un taglio.
Da Bruxelles e Francoforte si guarda con attenzione alla nuova fase americana. Un’eventuale divergenza tra la politica monetaria della Fed e quella della Bce – che in Europa sta gradualmente allentando la stretta – potrebbe influenzare i flussi di capitale e il cambio euro-dollaro, con implicazioni dirette per l’Italia, già alle prese con un debito pubblico elevato. L’incertezza sulle prossime mosse di Warsh rende i mercati più nervosi, come sottolineato da analisti economici, e la mancanza di una posizione unitaria all’interno della Fed rischia di amplificare gli scossoni.
In prospettiva, la presidenza Warsh promette di essere un banco di prova per l’autonomia della banca centrale. Trump, che lo ha scelto proprio per la sua presunta disponibilità ad assecondare le pressioni politiche, si scontrerà con una realtà economica ostinata: l’inflazione, pur rallentata, resta sopra il target del 2% e frena qualsiasi ipotesi di allentamento aggressivo. La partita si giocherà nei prossimi mesi, tra indici dei prezzi e riunioni del Fomc, con l’ombra lunga di una Casa Bianca che non ha mai nascosto di volere tassi più bassi.
| Stampa latinoamericana | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.50 | critical |
I media latinoamericani riferiscono dell'insediamento di Kevin Warsh alla Fed in modo fattuale, sottolineando le polemiche passate di Trump contro Powell e le incertezze sui futuri tassi. L'attenzione è sulle divisioni nel FOMC e sulla volatilità attesa, con un tono di pragmatismo e distacco.
La stampa europea continentale analizza con ironia e scetticismo il cambio alla Fed, notando come Trump abbia prima criticato Powell e ora lo elogi dopo la nomina di Warsh. La narrazione sottolinea le contraddizioni di Trump e la mancanza di vera indipendenza della Fed.
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