
L'Academy chiude le porte all'intelligenza artificiale: nuove regole per gli Oscar 2027 tra umanità e globalizzazione
L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha scelto di tracciare un confine netto. In vista della novantanovesima edizione degli Oscar, prevista per il 2027, l’istituzione ha annunciato una serie di modifiche al regolamento che segnano un punto di svolta nel rapporto tra cinema e tecnologia. La novità più rilevante riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale: d’ora in poi, solo le interpretazioni dimostrabilmente umane potranno concorrere per la statuetta, e le sceneggiature dovranno essere interamente scritte da persone per essere considerate eleggibili. Una decisione che arriva appena dopo la presentazione, davanti a una platea di esercenti, di una versione generata artificialmente di Val Kilmer: un’ombra digitale che ha spinto la comunità cinematografica a chiedere tutele più stringenti.
Ma le novità non si fermano qui. Per la categoria del miglior film internazionale, l’Academy ha introdotto un ampliamento significativo: non più un solo titolo per Paese, ma possibilità di candidature multiple per pellicole che abbiano ottenuto riconoscimenti in festival di livello, superando così il paradosso sollevato da casi come quello di 'Anatomia di una caduta', che nel 2023 aveva acceso il dibattito sui limiti di rappresentanza nazionale. Secondo gli analisti di Hollywood, questa mossa risponde a un’esigenza di equità in un panorama sempre più globale, dove le barriere linguistiche non dovrebbero penalizzare la qualità artistica. Dalla prospettiva europea, e in particolare da Bruxelles, la mossa è stata accolta con favore: per il cinema italiano, abituato a competere con una sola pellicola, si apre una finestra che potrebbe permettere a più voci emergenti di farsi strada.
Ulteriore novità è la possibilità per gli attori di ricevere più nomination nella stessa categoria, un cambiamento che riflette l’aumento di produzioni corali e seriali. Una scelta che, nell’ottica di Pechino, appare come un ulteriore passo verso l’integrazione di modelli narrativi diversi da quello hollywoodiano classico. Tuttavia, a dominare il dibattito resta la questione dell’intelligenza artificiale: l’Academy ha chiarito che non intende bandirla del tutto, ma valuterà caso per caso il contributo umano, chiedendo ai candidati di dichiarare l’entità dell’uso dell’IA. È una linea di equilibrio, commentano gli esperti di Los Angeles, che potrebbe diventare un modello per altre istituzioni culturali. Il futuro del cinema, insomma, non sarà antitetico alla macchina, ma dovrà difendere con chiarezza il primato della creatività umana.
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