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mercoledì 10 giugno 2026

L'ambasciatore russo a Roma attacca il Quirinale: 'Falsità contro Mosca'

Nel giorno della festa nazionale russa, l'ambasciatore di Mosca a Roma, Alexei Paramonov, ha lanciato un duro attacco contro le istituzioni italiane, in particolare il Quirinale, accusato di diffondere «palesi falsità» sulla responsabilità della Russia nei conflitti globali. Davanti a circa cinquecento ospiti riuniti a villa Abamelek, il diplomatico ha respinto le critiche provenienti «dagli alti colli romani», sostenendo che Mosca viene ingiustamente additata come causa di tutti i problemi dell'ordine mondiale, dall'Europa orientale al Medio Oriente fino all'Africa. Un'affermazione che suona come una replica alle posizioni espresse dal presidente Sergio Mattarella, il quale ha più volte condannato l'aggressione russa all'Ucraina.

Secondo la prospettiva del Cremlino, la Russia non si considera una «fortezza assediata», ma resta aperta al dialogo e alla cooperazione con l'Occidente, a patto che quest'ultimo rinunci a un «atteggiamento ostile» e smetta di calpestare i legittimi interessi di Mosca. Paramonov ha ribadito che l'operazione militare in Ucraina è una risposta alla «guerra ibrida» della Nato, un argomento che riecheggia la narrativa ufficiale russa. L'assenza di politici italiani di spicco alla celebrazione, segnalata da fonti diplomatiche, conferma il gelo nei rapporti bilaterali, già ai minimi storici dall'inizio del conflitto.

Da Bruxelles, gli analisti osservano che le dichiarazioni di Paramonov mirano a dividere l'Italia dal resto dell'Unione europea, sfruttando le tradizionali simpatie di alcune forze politiche verso Mosca. Tuttavia, la fermezza del Quirinale e del governo Meloni nel sostenere le sanzioni e l'aiuto militare a Kiev sembra aver resistito alle pressioni. Per l'Italia, il nodo rimane la dipendenza energetica e la necessità di mantenere canali di dialogo, ma senza cedere a ricatti. In prospettiva, la mossa russa potrebbe rafforzare la coesione europea, spingendo Roma a ribadire la propria lealtà atlantica, mentre Mosca cerca di ritagliarsi spazi di influenza in un continente sempre più polarizzato.

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mercoledì 10 giugno 2026

L'ambasciatore russo a Roma attacca il Quirinale: 'Falsità contro Mosca'

Nel giorno della festa nazionale russa, l'ambasciatore di Mosca a Roma, Alexei Paramonov, ha lanciato un duro attacco contro le istituzioni italiane, in particolare il Quirinale, accusato di diffondere «palesi falsità» sulla responsabilità della Russia nei conflitti globali. Davanti a circa cinquecento ospiti riuniti a villa Abamelek, il diplomatico ha respinto le critiche provenienti «dagli alti colli romani», sostenendo che Mosca viene ingiustamente additata come causa di tutti i problemi dell'ordine mondiale, dall'Europa orientale al Medio Oriente fino all'Africa. Un'affermazione che suona come una replica alle posizioni espresse dal presidente Sergio Mattarella, il quale ha più volte condannato l'aggressione russa all'Ucraina.

Secondo la prospettiva del Cremlino, la Russia non si considera una «fortezza assediata», ma resta aperta al dialogo e alla cooperazione con l'Occidente, a patto che quest'ultimo rinunci a un «atteggiamento ostile» e smetta di calpestare i legittimi interessi di Mosca. Paramonov ha ribadito che l'operazione militare in Ucraina è una risposta alla «guerra ibrida» della Nato, un argomento che riecheggia la narrativa ufficiale russa. L'assenza di politici italiani di spicco alla celebrazione, segnalata da fonti diplomatiche, conferma il gelo nei rapporti bilaterali, già ai minimi storici dall'inizio del conflitto.

Da Bruxelles, gli analisti osservano che le dichiarazioni di Paramonov mirano a dividere l'Italia dal resto dell'Unione europea, sfruttando le tradizionali simpatie di alcune forze politiche verso Mosca. Tuttavia, la fermezza del Quirinale e del governo Meloni nel sostenere le sanzioni e l'aiuto militare a Kiev sembra aver resistito alle pressioni. Per l'Italia, il nodo rimane la dipendenza energetica e la necessità di mantenere canali di dialogo, ma senza cedere a ricatti. In prospettiva, la mossa russa potrebbe rafforzare la coesione europea, spingendo Roma a ribadire la propria lealtà atlantica, mentre Mosca cerca di ritagliarsi spazi di influenza in un continente sempre più polarizzato.

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