
L’annuncio a sorpresa di Trump sull’accordo con l’Iran coglie impreparato Netanyahu
Mentre Netanyahu presiedeva un vertice sulla sicurezza, Trump annuncia un accordo imminente con Teheran; Israele si dice colto di sorpresa, ma il premier apprezza poi le garanzie americane su nucleare e missili.
Giovedì sera, un post del presidente americano Donald Trump sulla propria piattaforma social ha gettato nello sconcerto la leadership israeliana. Secondo una fonte israeliana citata dalla CNN, il primo ministro Benjamin Netanyahu stava conducendo un dibattito ristretto sulla sicurezza con ministri e alti ufficiali quando è stato raggiunto dalla notizia di un’intesa imminente con l’Iran. «Israele non era a conoscenza di alcun accordo imminente con l’Iran, né di alcuna approvazione di un accordo», ha dichiarato la fonte, contraddicendo apertamente le affermazioni del capo della Casa Bianca, che aveva parlato di un’intesa «eccellente» e della firma imminente dei documenti finali, probabilmente in Europa.
Poche ore dopo, l’ufficio di Netanyahu ha diffuso una nota dai toni concilianti. Nel corso di una telefonata, Trump ha illustrato al premier israeliano una «bozza di memorandum d’intesa» con la Repubblica Islamica per l’avvio di negoziati formali. Pur precisando che Israele «non è parte di questo memorandum», Netanyahu ha ringraziato il presidente per l’impegno a includere, in un accordo definitivo, la rimozione del materiale arricchito, lo smantellamento delle infrastrutture di arricchimento, limiti alla produzione missilistica e la fine del sostegno iraniano alle forze proxy nella regione. La dichiarazione segna un evidente tentativo di ricucire la frattura e di allineare le posizioni alleate.
L’annuncio di Trump arriva dopo due notti consecutive di attacchi statunitensi sul territorio iraniano e minacce di ulteriori rappresaglie, cui Teheran ha risposto con propri raid. In questo clima di escalation, la prospettiva di un canale negoziale ha sorpreso molti osservatori. Da fonti vicine agli ambienti iraniani, tuttavia, non giungono conferme circa un accordo sul testo definitivo del memorandum, lasciando aperto il dubbio su una possibile manovra comunicativa di Washington per allentare la tensione. La scelta di una capitale europea come sede per la firma suggerisce il tentativo di coinvolgere gli attori continentali, preoccupati per le ricadute di un conflitto aperto nel Golfo.
La vicenda rivela la profonda asimmetria informativa tra Washington e il suo principale alleato mediorientale, nonché lo stile decisionale erratico dell’amministrazione Trump. Mentre l’establishment della sicurezza israeliano appare scettico di fronte a un’intesa che potrebbe lasciare margini a Teheran, in Europa si guarda con cauto interesse a una soluzione diplomatica che scongiuri un conflitto su larga scala, ma si teme al contempo un accordo debole che non affronti il programma missilistico e la rete di milizie regionali. Nei prossimi giorni la verifica dei dettagli chiarirà se si tratti di una vera svolta o dell’ennesimo colpo di teatro in una partita ad altissimo rischio.
| Stampa iraniana e affini | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.40 | aligned |
| Stampa del Golfo arabo | −0.50 | critical |
Secondo i media iraniani, l'ufficio di Netanyahu ha confermato un colloquio telefonico con Trump su una presunta intesa con l'Iran. Hanno sottolineato che il regime israeliano non è parte dell'accordo, riportando le condizioni che Netanyahu ha apprezzato ma senza concedere loro credibilità. L'Iran presenta la situazione come se fosse Trump a dettare le condizioni e Israele a dover accettare passivamente.
Fonti atlantiche evidenziano che Netanyahu ha espresso apprezzamento per l'impegno di Trump a includere nell'accordo finale con l'Iran lo smantellamento nucleare, limiti missilistici e la fine del sostegno ai gruppi armati regionali. Questo riflette un allineamento di sicurezza tra Israele e Stati Uniti, con condizioni considerate essenziali per la stabilità regionale.
La stampa del Golfo rileva che, sebbene Netanyahu abbia lodato l'impegno di Trump su arricchimento, missili e delegati, le recenti dichiarazioni pubbliche del presidente americano si sono concentrate solo sull'uranio arricchito, omettendo missili e alleati, e senza fissare scadenze. Questo suggerisce che Netanyahu stia esagerando la portata dell'intesa per rassicurare il proprio fronte interno.
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