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Società e Culturalunedì 15 giugno 2026

L’Argentina saluta Taty Almeida, voce instancabile delle Madri di Plaza de Mayo

Scomparsa a 95 anni, la presidente della Línea Fundadora lascia un’eredità di lotta per i diritti umani mentre il governo Milei è accusato di negazionismo.

La scomparsa di Lidia Stella Mercedes Miy Uranga, per tutti Taty Almeida, ha scosso l’Argentina e la comunità internazionale dei diritti umani. Presidente dell’associazione Madres de Plaza de Mayo Línea Fundadora, Almeida si è spenta domenica a Buenos Aires dopo una vita spesa a cercare verità e giustizia per il figlio Alejandro, sequestrato nel 1975 da gruppi paramilitari, nove mesi prima del golpe che instaurò la dittatura. Il suo corpo è stato vegliato nella sede del sindacato FOETRA, nel quartiere di Balvanera, dove centinaia di persone di diverse generazioni hanno sfilato accanto a una valla ricoperta di fazzoletti bianchi, simbolo di una resistenza che non si è mai interrotta.

La veglia ha unito riferenti politici, sindacali e della cultura in un clima di profonda commozione. Il governatore della provincia di Buenos Aires, Axel Kicillof, ha ricordato «una presenza permanente, sempre presente quando ce n’era bisogno». La famiglia ha chiesto di non portare fiori ma di fare donazioni, mentre accanto al feretro a cassa chiusa campeggiava una fotografia di Taty sorridente. Secondo la stampa argentina, la cerimonia ha assunto i contorni di una mobilitazione collettiva, un passaggio di testimone tra le fondatrici del movimento e le nuove generazioni che ne raccolgono il lascito.

A segnare la giornata è stata anche la dura presa di posizione di Estela de Carlotto, presidente delle Abuelas de Plaza de Mayo, che ha dichiarato: «Ci odiano, oggi devono brindare», riferendosi al governo di Javier Milei. Le parole di Carlotto, riportate con evidenza dai media argentini e riprese in Brasile e in Europa, mettono a nudo la frattura tra l’esecutivo ultraliberista e il movimento per i diritti umani. Milei e la sua vicepresidente Victoria Villarruel hanno più volte minimizzato i crimini della dittatura, alimentando un negazionismo che, osservano analisti da Bruxelles, preoccupa le istituzioni europee storicamente vicine alla causa delle Madri.

Nata nel 1930 in una famiglia di militari, Taty Almeida si unì alle Madri nel 1979 e divenne una figura morale riconosciuta ben oltre i confini argentini. La sua scomparsa è stata commentata dalla stampa internazionale – dal britannico Guardian al portale brasiliano UOL, fino allo spagnolo La Vanguardia – come la fine di un’epoca. In Italia, dove il movimento delle Madri ha sempre trovato solidarietà e spazi di ascolto, la notizia riaccende il dibattito sull’importanza della memoria storica e sul rischio che la scomparsa dei testimoni diretti favorisca le derive revisioniste.

Con la morte di Taty Almeida, la Línea Fundadora perde la sua presidente ma non la sua eredità. «Se le Madri hanno potuto, perché non noi?», ripeteva a chi vacillava. Il suo esempio, dicono da Buenos Aires, resta un argine contro l’oblio. Mentre il tempo allontana gli anni della dittatura, la sfida per i movimenti argentini e per la comunità internazionale sarà mantenere viva quella domanda di verità che Taty ha incarnato per quasi mezzo secolo, in una regione dove le ombre dell’autoritarismo non smettono di allungarsi.

Divergenza — chi la racconta come
5%Bassa
3 blocchi · posizioni da −0.20 a +0.10
CriticoFavorevole
LATEURRUS
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana+0.10neutral
Stampa europea continentale0.00neutral
Stampa russa e CSI−0.20neutral
Stampa latinoamericana+0.10

La scomparsa di Taty Almeida, amatissima dirigente delle Madri di Plaza de Mayo, ha scosso profondamente l'Argentina. La compagna di lotta Estela de Carlotto ha lanciato una dura accusa al governo, affermando che oggi 'devono brindare'. L'eredità di Almeida come instancabile combattente contro il negazionismo della dittatura resta un faro per le nuove generazioni.

IndignazioneUrgenzaAllarme
Stampa europea continentale0.00

Taty Almeida, dirigente storica delle Madri di Plaza de Mayo, è morta a 95 anni. Pioniera della difesa dei diritti umani, negli ultimi tempi si era opposta alla politica negazionista del governo Milei. La sua scomparsa chiude un capitolo fondamentale del movimento argentino per i diritti umani.

DistaccoPragmatismo
Stampa russa e CSI−0.20

In Argentina è morta a 95 anni Taty Almeida, figlia di militari diventata simbolo del movimento per i diritti umani. La sua scomparsa avviene mentre il governo in carica mette in discussione le cifre ufficiali dei desaparecidos, riaccendendo vecchie polemiche. L'evento viene letto come l'ennesimo episodio di un conflitto ideologico mai sopito.

ScetticismoDistaccoPragmatismo
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lunedì 15 giugno 2026

L’Argentina saluta Taty Almeida, voce instancabile delle Madri di Plaza de Mayo

Scomparsa a 95 anni, la presidente della Línea Fundadora lascia un’eredità di lotta per i diritti umani mentre il governo Milei è accusato di negazionismo.

La scomparsa di Lidia Stella Mercedes Miy Uranga, per tutti Taty Almeida, ha scosso l’Argentina e la comunità internazionale dei diritti umani. Presidente dell’associazione Madres de Plaza de Mayo Línea Fundadora, Almeida si è spenta domenica a Buenos Aires dopo una vita spesa a cercare verità e giustizia per il figlio Alejandro, sequestrato nel 1975 da gruppi paramilitari, nove mesi prima del golpe che instaurò la dittatura. Il suo corpo è stato vegliato nella sede del sindacato FOETRA, nel quartiere di Balvanera, dove centinaia di persone di diverse generazioni hanno sfilato accanto a una valla ricoperta di fazzoletti bianchi, simbolo di una resistenza che non si è mai interrotta.

La veglia ha unito riferenti politici, sindacali e della cultura in un clima di profonda commozione. Il governatore della provincia di Buenos Aires, Axel Kicillof, ha ricordato «una presenza permanente, sempre presente quando ce n’era bisogno». La famiglia ha chiesto di non portare fiori ma di fare donazioni, mentre accanto al feretro a cassa chiusa campeggiava una fotografia di Taty sorridente. Secondo la stampa argentina, la cerimonia ha assunto i contorni di una mobilitazione collettiva, un passaggio di testimone tra le fondatrici del movimento e le nuove generazioni che ne raccolgono il lascito.

A segnare la giornata è stata anche la dura presa di posizione di Estela de Carlotto, presidente delle Abuelas de Plaza de Mayo, che ha dichiarato: «Ci odiano, oggi devono brindare», riferendosi al governo di Javier Milei. Le parole di Carlotto, riportate con evidenza dai media argentini e riprese in Brasile e in Europa, mettono a nudo la frattura tra l’esecutivo ultraliberista e il movimento per i diritti umani. Milei e la sua vicepresidente Victoria Villarruel hanno più volte minimizzato i crimini della dittatura, alimentando un negazionismo che, osservano analisti da Bruxelles, preoccupa le istituzioni europee storicamente vicine alla causa delle Madri.

Nata nel 1930 in una famiglia di militari, Taty Almeida si unì alle Madri nel 1979 e divenne una figura morale riconosciuta ben oltre i confini argentini. La sua scomparsa è stata commentata dalla stampa internazionale – dal britannico Guardian al portale brasiliano UOL, fino allo spagnolo La Vanguardia – come la fine di un’epoca. In Italia, dove il movimento delle Madri ha sempre trovato solidarietà e spazi di ascolto, la notizia riaccende il dibattito sull’importanza della memoria storica e sul rischio che la scomparsa dei testimoni diretti favorisca le derive revisioniste.

Con la morte di Taty Almeida, la Línea Fundadora perde la sua presidente ma non la sua eredità. «Se le Madri hanno potuto, perché non noi?», ripeteva a chi vacillava. Il suo esempio, dicono da Buenos Aires, resta un argine contro l’oblio. Mentre il tempo allontana gli anni della dittatura, la sfida per i movimenti argentini e per la comunità internazionale sarà mantenere viva quella domanda di verità che Taty ha incarnato per quasi mezzo secolo, in una regione dove le ombre dell’autoritarismo non smettono di allungarsi.

Divergenza — chi la racconta come
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La scomparsa di Taty Almeida, amatissima dirigente delle Madri di Plaza de Mayo, ha scosso profondamente l'Argentina. La compagna di lotta Estela de Carlotto ha lanciato una dura accusa al governo, affermando che oggi 'devono brindare'. L'eredità di Almeida come instancabile combattente contro il negazionismo della dittatura resta un faro per le nuove generazioni.

IndignazioneUrgenzaAllarme
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Taty Almeida, dirigente storica delle Madri di Plaza de Mayo, è morta a 95 anni. Pioniera della difesa dei diritti umani, negli ultimi tempi si era opposta alla politica negazionista del governo Milei. La sua scomparsa chiude un capitolo fondamentale del movimento argentino per i diritti umani.

DistaccoPragmatismo
Stampa russa e CSI−0.20

In Argentina è morta a 95 anni Taty Almeida, figlia di militari diventata simbolo del movimento per i diritti umani. La sua scomparsa avviene mentre il governo in carica mette in discussione le cifre ufficiali dei desaparecidos, riaccendendo vecchie polemiche. L'evento viene letto come l'ennesimo episodio di un conflitto ideologico mai sopito.

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