
L’attore indiano Salim Kumar, re dei meme e delle mimiche, muore a 57 anni
Vincitore del National Award, sopravvissuto a un trapianto di fegato, ha dominato la scena comica del cinema malayalam. Lascia un’eredità di risate e un figlio già attore.
Salim Kumar, attore del cinema malayalam celebre per la sua comicità e le doti di mimo, è deceduto il 6 giugno in un ospedale di Kochi, nello stato indiano del Kerala, dopo un arresto cardiaco. Aveva 57 anni (altre fonti segnalano 56) e una storia clinica complessa: broncopneumopatia cronica ostruttiva, insufficienza renale trattata con dialisi, un pregresso trapianto di fegato. Il suo percorso umano e artistico, costellato di cadute e risalite, lo ha reso una figura amatissima ben oltre i confini regionali, fino alle comunità diasporiche del Golfo e ai vicini Bangladesh e Sri Lanka.
L’esordio nel 1996 come mimo nei circuiti universitari e nella compagnia Kalabhavan lo impose come talento puro, capace di conquistare premi e pubblico con la sola mimica facciale. Ma la gavetta fu crudele: nel 1997, un regista lo scritturò per poi rimandarlo a casa dopo un giorno di riprese, senza nemmeno comunicargli la sostituzione. Il ritorno umiliante alimentò le derisioni, ma lui trasformò lo smacco in carburante. Quattordici anni dopo, nel 2011, lo stesso attore vinse nell’arco di pochi mesi il premio statale e il National Award come miglior attore, consacrandosi con ruoli che spaziavano dalla farsa al dramma psicologico.
Negli ultimi anni, sebbene la salute lo tenesse spesso lontano dai set, Kumar era diventato un fenomeno transmediale: i suoi personaggi, le sue espressioni e le battute dei suoi film – anche quelli meno riusciti – sono stati trasformati in meme virali dalla comunità online malayalam. Per tre anni, dopo il National Award, non apparve sullo schermo, ma i meme lo mantennero vivo nell’immaginario collettivo, rendendolo il “re dei meme” non ufficiale del cinema indiano del sud. La sua presenza sui social trascendeva il cinema: politici e commentatori ne usavano i fotogrammi per satire e prese di posizione.
La notizia della scomparsa ha suscitato un’ondata di cordoglio che dalla politica locale (il primo ministro del Kerala) ha raggiunto star come Mammootty, che su X lo ha chiamato “fratello”, e ha echeggiato sulle testate del Golfo e del Bangladesh, dove la diaspora malayalam segue con passione le icone di casa. Lascia la moglie Sunitha e i figli Chandu e Aaromal. Chandu, già attore affermato, prosegue la tradizione familiare, apparso di recente nel blockbuster “Manjummel Boys”. Il cinema malayalam perde un interprete unico, ma l’eredità del “meme king” promette di sopravvivere a lungo nella cultura digitale del subcontinente.
| Stampa del Golfo arabo | +0.10 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa indiana e sudasiatica | +0.70 | aligned |
L'attore malayalam Salim Kumar, vincitore del National Award, è morto a 56 anni in un ospedale di Kochi. Lascia un'eredità di commedia e cinema, ricevendo tributi da colleghi come Mammootty.
Da un'umiliazione subita all'inizio della carriera, Salim Kumar ha scalato le vette del cinema malayalam fino a vincere il National Award, diventando un'icona nazionale. La sua espressività e il suo tempismo comico lo hanno reso il re dei meme sui social media, mentre la sua tragica scomparsa a 57 anni chiude una parabola di riscatto e successo.
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