
L'aumento del cherosene paralizza i cieli: l'estate dei voli sospesi
La decisione di International Airlines Group di ritoccare al rialzo i biglietti per British Airways, Iberia e Aer Lingus è soltanto il segnale più vistoso di una crisi che sta corrodendo il trasporto aereo mondiale. Le compagnie annullano tratte, ricalibrano strategie e trasferiscono sui passeggeri il costo di un cherosene impazzito, mentre lo Stretto di Hormuz, strozzato dal conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele, continua a frenare le forniture globali. Non si tratta di un semplice rincaro: è lo smottamento di una catena logistica che per decenni ha funzionato con la precisione di un orologio svizzero, e che ora siinceppa proprio alle porte della stagione turistica.
Secondo gli operatori elvetici la domanda di villeggiatura resiste, anzi si rafforza sul Mediterraneo occidentale, sulle Canarie e sui Caraibi, come confermato dalla direttrice dell’associazione svizzera dei viaggi. Ma la prospettiva che si respira a Bruxelles è meno serena: gli analisti temono che le carenze di carburante possano tradursi in cancellazioni a catena negli aeroporti europei, proprio mentre i vettori canadesi mettono in guardia i propri connazionali dal rischio di restare bloccati in Europa. Dal Nord America giungono notizie di rotte militari stravolte: Washington spedisce carburante per aerei dalle raffinerie dello Stato di Washington fino alle Filippine e al Giappone, bypassando Hormuz attraverso il Pacifico, un gesto che rivela quanto la normalità dei flussi sia ormai un ricordo.
Il nodo non è soltanto il prezzo alla pompa aeroportuale, che pure ha indotto IAG a varare «aggiustamenti tariffari» e Jet2 a rimuovere persino la clausola di sovrapprezzo nei contratti con i clienti, in controtendenza rispetto ai concorrenti. A Londra gli osservatori finanziari notano un divario crescente tra compagnie che hanno coperto in anticipo il fabbisogno di cherosene e quelle esposte alla volatilità, mentre il ceo di Brittany Ferries critica apertamente chi non ha fatto hedging. Ma, come spiegano gli esperti del Quebec, la questione è anche fisica: in diversi hub europei il combustibile comincia a scarseggiare, non solo a costare di più. Le raffinerie faticano a tenere il passo e le rotte alternative allungano i tempi di consegna, innescando un domino di ritardi e soppressioni che colpisce tanto i voli intercontinentali quanto i collegamenti interni, inclusi quelli che servono le mete italiane.
Per chi ha già prenotato o sta per farlo, il consiglio che arriva dagli specialisti di diritti dei passeggeri, come il chief legal officer di AirHelp, è di familiarizzare con le tutele offerte dal Paese di partenza, perché le protezioni variano enormemente da una giurisdizione all’altra. In Canada si consiglia di sottoscrivere un’assicurazione di viaggio, specie se si è diretti verso Parigi o altri scali europei a rischio saturazione. In Italia, dove l’estate balneare promette volumi di traffico importanti verso le isole, la raccomandazione implicita è di monitorare le condizioni contrattuali e i diritti in caso di cancellazione, in un contesto normativo europeo che, pur essendo tra i più garantisti, potrebbe essere messo alla prova da un’ondata di disagi senza precedenti recenti.
Guardando avanti, lo scenario disegnato dagli analisti asiatici e mediorientali non lascia spazio a ottimismi facili. La chiusura di Hormuz non appare reversibile nel breve termine e le rotte alternative della macchina militare americana dimostrano che la domanda di carburante si sta già riposizionando su corridoi più lunghi e costosi, con ripercussioni sulla disponibilità per i vettori civili. L’estate dei grandi eventi, con i Mondiali di calcio a fare da amplificatore, rischia di trasformare gli aeroporti in punti di frizione piuttosto che di passaggio. Mentre l’Italia e l’Europa mediterranea si preparano ad accogliere milioni di visitatori, l’intera architettura del trasporto aereo mostra crepe che nessun supplemento tariffario potrà mascherare, sollevando interrogativi sulla resilienza di un settore che ha sempre confidato in un petrolio a buon mercato e in rotte marittime sicure.
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