
L’Egitto salda i debiti con le compagnie petrolifere e accelera sulle rinnovabili
Il Cairo ha compiuto un passo decisivo per rilanciare il proprio settore energetico, annunciando il saldo integrale dei debiti verso le compagnie petrolifere internazionali, che a giugno 2024 avevano raggiunto quasi 6,1 miliardi di dollari. Il ministro del Petrolio Karim Badawi ha definito il traguardo come una svolta epocale, capace di restituire fiducia agli investitori stranieri e aprire una nuova fase per l’industria degli idrocarburi. La mossa, accolta con favore dagli analisti di Londra e di Roma, dove hanno sede colossi come bp ed Eni, segna il superamento di uno dei principali ostacoli allo sviluppo delle risorse nazionali, in un momento in cui l’Egitto cerca di consolidare il proprio ruolo di hub energetico regionale.
Parallelamente, il governo egiziano sta diversificando le proprie fonti di approvvigionamento e attirando capitali per le infrastrutture verdi. Una delegazione di ACWA Power, il gigante saudita delle rinnovabili, ha discusso con il ministro dell’Elettricità Mahmoud Esmat l’accelerazione dei tempi di connessione alla rete per due impianti eolici da 1.100 megawatt complessivi, situati a Gabal El-Zeit e nel Golfo di Suez, la cui entrata in esercizio è prevista per il 2027. L’intesa si inserisce in una strategia più ampia che vede l’Egitto corteggiare investitori britannici: il ministro della Pianificazione Ahmed Rostom ha incontrato il CEO di British International Investment per ottenere finanziamenti aggiuntivi destinati a tecnologia e infrastrutture sostenibili, con l’obiettivo di stimolare la crescita del settore privato.
Sul fronte diplomatico, il Cairo ha rafforzato i legami con Washington e con l’Africa orientale. Durante la decima riunione ministeriale dell’East Mediterranean Gas Forum a Washington, Badawi ha ringraziato gli Stati Uniti per il sostegno alla cooperazione energetica regionale, ribadendo l’importanza della partnership bilaterale nel petrolio e nel gas. Contemporaneamente, il ministro degli Investimenti Mohamed Farid ha incontrato il vice ministro tanzaniano Dennis Londo per discutere l’incremento degli scambi commerciali e l’aggiornamento dei codici doganali, al fine di agevolare l’accesso dei prodotti egiziani ai mercati dell’Africa orientale. L’iniziativa riflette la volontà del Cairo di diversificare i propri partner commerciali, in un contesto di crescente competizione tra potenze globali per l’influenza nel continente.
Guardando al futuro, gli analisti di Bruxelles sottolineano come la combinazione tra la stabilizzazione del debito petrolifero e l’apertura alle rinnovabili possa trasformare l’Egitto in un polo attrattivo per gli investimenti energetici, con ricadute positive anche per l’Europa, che cerca fonti alternative al gas russo. Tuttavia, permangono sfide legate alla burocrazia e alla trasparenza, che il governo dovrà affrontare per mantenere la fiducia degli investitori. La partita, per il Cairo, si gioca su più tavoli: da un lato la necessità di garantire la sicurezza energetica interna, dall’altro l’ambizione di diventare un ponte tra Mediterraneo e Africa subsahariana, in un equilibrio delicato tra interessi occidentali e cinesi.
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