
Boom di casi di cyclospora negli Usa: le autorità indagano su insalata dal Messico
Oltre sedicimila infezioni segnalate, con focolai in Michigan e Ohio; il sospetto cade su prodotti ortofrutticoli importati dal centro del Messico.
L’epidemia di cyclospora che sta colpendo gli Stati Uniti ha raggiunto dimensioni senza precedenti: secondo i dati diffusi dai centri per il controllo delle malattie (Cdc) e dalla stampa, i casi accertati superano i quattromila, ma il totale delle segnalazioni – comprese quelle in attesa di verifica – ha superato le sedicimila unità, concentrate soprattutto in Michigan (oltre novemila) e Ohio (più di duemilacinquecento). Il Dipartimento della salute del Quebec ha registrato un aumento parallelo anche in Canada, con 140 casi tra maggio e luglio, rispetto ai 40 dello stesso periodo del 2025. L’origine del focolaio è stata ricondotta a partite di lattuga iceberg importate dal Messico centrale: il 17 luglio l’azienda Taylor Farms ha ritirato dal mercato tutto il prodotto proveniente da quella regione, mentre l’ex commissario della Food and Drug Administration Scott Gottlieb ha dichiarato in un’intervista che buona parte delle infezioni potrebbe avere origine nei campi dove si coltivano lattuga, coriandolo e prezzemolo, pur riconoscendo che le autorità non hanno ancora confermato il meccanismo della contaminazione.
Il parassita responsabile, il Cyclospora cayetanensis, è tipico delle aree tropicali e subtropicali e la sua stagionalità – tra maggio e agosto – coincide con le piogge nei paesi d’origine. La via di trasmissione più probabile è l’acqua di irrigazione contaminata da feci umane, come ipotizzato da esperti di sicurezza alimentare citati dalla stampa statunitense. Il Quebec, pur registrando un aumento, ha sottolineato che il clima locale è sfavorevole alla diffusione ambientale del parassita e che i casi canadesi sono probabilmente legati al consumo di prodotti importati. L’indagine della FDA è in corso su quattro distinti focolai di cyclospora, in tre dei quali la fonte non è stata ancora identificata.
L’impatto sui consumatori è stato immediato: un sondaggio CBS ha rilevato che il 40% degli americani ha ridotto l’acquisto o il consumo di frutta e verdura fresca, nonostante gli esperti – tra cui l’infettivologo Donald Vinh dell’Università McGill e il professor Darin Detwiler della Northeastern University – raccomandino di non rinunciare a questi alimenti, ma di lavarli accuratamente sotto acqua corrente e, se possibile, sbucciarli. Il ministero della Salute del Quebec ha suggerito di privilegiare i prodotti locali, perché il rischio di contaminazione è inferiore. Intanto la FDA ha aggiunto un nuovo focolaio di cyclospora, portando a quattro quelli attivi, mentre tre focolai di Salmonella, due di E. coli e due di Listeria tengono alta l’attenzione delle autorità sanitarie.
Il prossimo passo sarà l’identificazione dei lotti contaminati e la verifica delle pratiche di irrigazione nelle aziende agricole del Messico centrale. Il Quebec ha già avviato un’indagine epidemiologica per documentare le esposizioni, e la FDA prosegue il tracciamento a ritroso nella filiera. Per i consumatori, l’indicazione resta quella di seguire gli avvisi di richiamo e di lavare con cura la verdura, senza cedere alla tentazione di eliminare del tutto frutta e verdura dalla dieta.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.20 | neutral |
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| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
La stampa atlantica presenta il focolaio di ciclosporiasi come un'emergenza sanitaria in crescita, con oltre 16.000 casi e cambiamenti nelle abitudini di consumo. Le autorità cercano di rassicurare sulla sicurezza alimentare, ma la preoccupazione dei consumatori è alta e si traduce in una riduzione dell'acquisto di frutta e verdura fresca.
La stampa europea continentale tratta l'argomento in modo generico, offrendo consigli su come grigliare in sicurezza durante l'estate, senza focalizzarsi sul focolaio specifico. L'epidemia viene menzionata solo come contesto per richiamare l'attenzione sull'igiene alimentare.
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