
L'IA entra a scuola e nella vita dei giovani: tra innovazione e nuove dipendenze
Dai nuovi strumenti di Google e OpenAI alle politiche educative in Indonesia e al rapporto emotivo degli adolescenti italiani con l'intelligenza artificiale, un panorama globale in rapida evoluzione.
L'intelligenza artificiale sta ridisegnando il rapporto tra tecnologia e istruzione su scala globale, con sviluppi che spaziano dagli strumenti di ricerca alle politiche scolastiche, fino alle abitudini emotive dei più giovani. Google ha annunciato la trasformazione di NotebookLM, il suo assistente per la ricerca e la presa di appunti, in Gemini Notebook, integrando nuove funzionalità di analisi interattiva dei dati. Parallelamente, però, fonti interne rivelano che il lancio del modello di punta Gemini 3.5 Pro è in ritardo di mesi, alimentando frustrazioni tra i dipendenti e il timore di perdere terreno rispetto a concorrenti come Anthropic e OpenAI, i cui modelli attuali già superano le capacità di Gemini in ambiti chiave come la programmazione.
Sul fronte della sicurezza, OpenAI ha presentato GPT-Red, un sistema di intelligenza artificiale progettato per individuare automaticamente vulnerabilità e falle nei futuri modelli prima del loro rilascio pubblico. Questo strumento automatizza il lavoro dei cosiddetti "red team" umani, accelerando i test di resistenza e rendendo più scalabile la protezione contro attacchi informatici. L'iniziativa segnala una crescente attenzione alla robustezza dei sistemi, in un contesto in cui l'IA diventa sempre più pervasiva.
In Indonesia, il Ministero dell'Istruzione di Base e Media sta affrontando le implicazioni dell'era digitale con misure concrete. Dall'inizio dell'anno scolastico 2026/2027 è entrato in vigore il divieto di utilizzo dei dispositivi elettronici personali nelle scuole, per favorire la concentrazione degli studenti. Il ministro Abdul Mu'ti ha inoltre avviato un censimento delle scuole primarie pubbliche con meno di sessanta alunni, fenomeno in crescita che preoccupa le autorità e che sarà oggetto di un incontro con il Ministero degli Interni per valutare eventuali accorpamenti. A ciò si aggiunge l'invito del viceministro Fajar Riza Ul Haq a creare ambienti scolastici confortevoli e ispirati ai principi ASRI (Sicuro, Salutare, Pulito, Bello).
Sul tema della protezione dei minori online, un esperto del Center for Digital Society dell'Università Gadjah Mada ha messo in guardia da approcci reattivi, suggerendo piuttosto l'introduzione di funzionalità a misura di bambino nelle piattaforme social, invece di rigidi limiti di età. La ricerca evidenzia come paesi come Australia, Cina e Vietnam stiano adottando strategie mirate e misurabili, mentre l'Indonesia ha già introdotto il divieto di account per gli under 16.
In Italia, intanto, un'indagine di GoStudent rivela un dato allarmante: il 51% degli adolescenti tra gli 11 e i 17 anni preferisce confidarsi con l'intelligenza artificiale piuttosto che con genitori o amici, soprattutto nei momenti di solitudine, ansia o tristezza. Le motivazioni addotte sono la disponibilità costante, la rapidità di risposta e l'assenza di giudizio. Un segnale che solleva interrogativi profondi sulla qualità delle relazioni umane nell'era dell'IA e sulla necessità di un'educazione digitale consapevole.
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L'IA nelle scuole è vista come una minaccia alla sovranità educativa e un cavallo di Troia per interessi stranieri, ma si riconosce la necessità di regolamentazione statale.
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