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Scienza e Salutedomenica 2 agosto 2026

Malaria, 282 milioni di casi nel 2024: la diffusione delle zanzare accelera con il clima

I nuovi dati dell'OMS mostrano un aumento dei contagi e delle morti, mentre i vettori si espandono in nuove aree geografiche, mettendo a rischio gravidanze e infanzia.

Nel 2024 i casi globali di malaria hanno raggiunto quota 282 milioni, in aumento rispetto ai 273 milioni dell'anno precedente, con circa 610.000 decessi stimati. L'Africa sopporta il 94% dei contagi e il 95% delle morti, e tre quarti delle vittime sono bambini sotto i cinque anni. Sono le cifre del World Malaria Report 2025 dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che delineano una traiettoria in peggioramento dopo anni di progressi.

La spinta arriva anche dalla capacità delle zanzare vettrici di colonizzare territori un tempo inospitali. Un'analisi pubblicata su Nature ha documentato che dal 2000 almeno 12 specie di zanzare portatrici di patogeni hanno fatto il loro ingresso in nuove regioni, portando a 45 il totale delle introduzioni registrate dal XV secolo. Aedes albopictus, in grado di trasmettere dengue e chikungunya, tra giugno 2025 e aprile 2026 si è insediata in Portogallo, Francia e Grecia. Aedes aegypti è ormai presente in circa 150 Paesi. Commercio globale di pneumatici usati e piante, mobilità umana e temperature in rialzo allargano l'habitat di questi insetti, come ha spiegato César Capinha, biogeografo dell'Università di Lisbona.

La malaria in gravidanza resta un'emergenza silenziosa. Il parassita può annidarsi nella placenta anche quando non è rilevabile nel sangue periferico, infiammando i tessuti e riducendo il passaggio di ossigeno e nutrienti al feto. Ne conseguono ritardo di crescita intrauterino, parto pretermine e, nei casi più gravi, morte fetale. In Nigeria, dove la malaria è associata all'11% delle morti materne e al 70,5% della morbilità gestazionale, il professor Aniekan Abasiattai dell'Università di Uyo ha ricordato che la gravidanza indebolisce l'immunità acquisita contro la malaria, rendendo le donne più vulnerabili. L'OMS stima che nel 2018, nell'Africa subsahariana, 11 milioni di gestanti abbiano contratto l'infezione, con quasi 900.000 neonati di basso peso.

La Giornata mondiale contro la malaria del 2026, con lo slogan “Driven to End Malaria: Now We Can. Now We Must”, rilancia la sfida. L'OMS segnala che vaccini, reti di nuova generazione e farmaci migliori stanno salvando vite, ma avverte che resistenza ai farmaci, cambiamenti climatici e sottofinanziamento minacciano i risultati raggiunti. Dal 2000 gli interventi hanno evitato circa 2,3 miliardi di casi e 14 milioni di decessi, e 47 Paesi sono stati certificati malaria-free. Il prossimo banco di prova sarà la capacità dei sistemi sanitari di tradurre le innovazioni in protezione per le fasce più esposte, a cominciare da donne incinte e bambini.

Divergenza — chi la racconta come
15%Bassa
2 blocchi · posizioni da −0.30 a 0.00
CriticoFavorevole
AFRSEA
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa africana subsahariana−0.30critical
Stampa sud-est asiatica0.00neutral
Stampa africana subsahariana−0.30
Voce

Noi, esperti di salute materna e nutrizionisti, lanciamo l'allarme: la malaria in gravidanza danneggia il feto, ma la soluzione è a portata di mano – diagnosi precoce, farmaci preventivi e un semplice uovo al giorno per i bambini.

Meccanismopaternalismo preventivo

Riduce una crisi sistemica complessa a interventi individuali semplici e immediati, rendendo il problema gestibile e responsabilizzando moralmente i genitori.

Omissione

Tralascia i fattori globali evidenziati in altri blocchi, come il cambiamento climatico, la carenza di fondi, la resistenza agli insetticidi e il fallimento strutturale dei sistemi sanitari, concentrandosi invece sull'aderenza a diete e cure individuali.

AllarmePragmatismo
Stampa sud-est asiatica0.00
Voce

La comunità scientifica constata che le zanzare stanno conquistando il mondo: il cambiamento climatico e la globalizzazione stanno ridisegnando la mappa delle malattie infettive.

Meccanismoinquadramento ecologico

Inquadra il problema come un fenomeno geografico-ecologico inevitabile, de-enfatizzando la responsabilità umana diretta e spostando l'attenzione su adattamento e sorveglianza.

Omissione

Tralascia il costo umano e la sofferenza in Africa – il reale carico di morti e malattie – concentrandosi invece sull'espansione dei vettori in nuovi territori come preoccupazione principale.

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Trump rivela l’attacco pianificato, ma Teheran smentisce i negoziati diretti sullo Stretto di Hormuz·The Shards, la serie di Ryan Murphy che trasforma la Los Angeles anni Ottanta in un thriller autofittizio·Crolla il traffico aereo Mosca–San Pietroburgo: chiusure per droni e concorrenza ferroviaria ridisegnano la rotta·A Buenos Aires i canoni di locazione crescono meno dell’inflazione dopo la fine della legge sugli affitti·La FDA approva il primo vaccino antinfluenzale a mRNA di Moderna per gli over 50·Alex Eala avanza a Toronto, poi il doppio con Venus Williams·Iran e Oman vicini a un'intesa sullo Stretto di Hormuz, ma la riapertura resta subordinata a condizioni·Il Grande Otelo si divide: un pareggio storico tra due film brasiliani·Trump rivela l’attacco pianificato, ma Teheran smentisce i negoziati diretti sullo Stretto di Hormuz·The Shards, la serie di Ryan Murphy che trasforma la Los Angeles anni Ottanta in un thriller autofittizio·Crolla il traffico aereo Mosca–San Pietroburgo: chiusure per droni e concorrenza ferroviaria ridisegnano la rotta·A Buenos Aires i canoni di locazione crescono meno dell’inflazione dopo la fine della legge sugli affitti·La FDA approva il primo vaccino antinfluenzale a mRNA di Moderna per gli over 50·Alex Eala avanza a Toronto, poi il doppio con Venus Williams·Iran e Oman vicini a un'intesa sullo Stretto di Hormuz, ma la riapertura resta subordinata a condizioni·Il Grande Otelo si divide: un pareggio storico tra due film brasiliani·
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domenica 2 agosto 2026

Malaria, 282 milioni di casi nel 2024: la diffusione delle zanzare accelera con il clima

I nuovi dati dell'OMS mostrano un aumento dei contagi e delle morti, mentre i vettori si espandono in nuove aree geografiche, mettendo a rischio gravidanze e infanzia.

Nel 2024 i casi globali di malaria hanno raggiunto quota 282 milioni, in aumento rispetto ai 273 milioni dell'anno precedente, con circa 610.000 decessi stimati. L'Africa sopporta il 94% dei contagi e il 95% delle morti, e tre quarti delle vittime sono bambini sotto i cinque anni. Sono le cifre del World Malaria Report 2025 dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che delineano una traiettoria in peggioramento dopo anni di progressi.

La spinta arriva anche dalla capacità delle zanzare vettrici di colonizzare territori un tempo inospitali. Un'analisi pubblicata su Nature ha documentato che dal 2000 almeno 12 specie di zanzare portatrici di patogeni hanno fatto il loro ingresso in nuove regioni, portando a 45 il totale delle introduzioni registrate dal XV secolo. Aedes albopictus, in grado di trasmettere dengue e chikungunya, tra giugno 2025 e aprile 2026 si è insediata in Portogallo, Francia e Grecia. Aedes aegypti è ormai presente in circa 150 Paesi. Commercio globale di pneumatici usati e piante, mobilità umana e temperature in rialzo allargano l'habitat di questi insetti, come ha spiegato César Capinha, biogeografo dell'Università di Lisbona.

La malaria in gravidanza resta un'emergenza silenziosa. Il parassita può annidarsi nella placenta anche quando non è rilevabile nel sangue periferico, infiammando i tessuti e riducendo il passaggio di ossigeno e nutrienti al feto. Ne conseguono ritardo di crescita intrauterino, parto pretermine e, nei casi più gravi, morte fetale. In Nigeria, dove la malaria è associata all'11% delle morti materne e al 70,5% della morbilità gestazionale, il professor Aniekan Abasiattai dell'Università di Uyo ha ricordato che la gravidanza indebolisce l'immunità acquisita contro la malaria, rendendo le donne più vulnerabili. L'OMS stima che nel 2018, nell'Africa subsahariana, 11 milioni di gestanti abbiano contratto l'infezione, con quasi 900.000 neonati di basso peso.

La Giornata mondiale contro la malaria del 2026, con lo slogan “Driven to End Malaria: Now We Can. Now We Must”, rilancia la sfida. L'OMS segnala che vaccini, reti di nuova generazione e farmaci migliori stanno salvando vite, ma avverte che resistenza ai farmaci, cambiamenti climatici e sottofinanziamento minacciano i risultati raggiunti. Dal 2000 gli interventi hanno evitato circa 2,3 miliardi di casi e 14 milioni di decessi, e 47 Paesi sono stati certificati malaria-free. Il prossimo banco di prova sarà la capacità dei sistemi sanitari di tradurre le innovazioni in protezione per le fasce più esposte, a cominciare da donne incinte e bambini.

Divergenza — chi la racconta come
15%Bassa
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Noi, esperti di salute materna e nutrizionisti, lanciamo l'allarme: la malaria in gravidanza danneggia il feto, ma la soluzione è a portata di mano – diagnosi precoce, farmaci preventivi e un semplice uovo al giorno per i bambini.

Meccanismopaternalismo preventivo

Riduce una crisi sistemica complessa a interventi individuali semplici e immediati, rendendo il problema gestibile e responsabilizzando moralmente i genitori.

Omissione

Tralascia i fattori globali evidenziati in altri blocchi, come il cambiamento climatico, la carenza di fondi, la resistenza agli insetticidi e il fallimento strutturale dei sistemi sanitari, concentrandosi invece sull'aderenza a diete e cure individuali.

AllarmePragmatismo
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La comunità scientifica constata che le zanzare stanno conquistando il mondo: il cambiamento climatico e la globalizzazione stanno ridisegnando la mappa delle malattie infettive.

Meccanismoinquadramento ecologico

Inquadra il problema come un fenomeno geografico-ecologico inevitabile, de-enfatizzando la responsabilità umana diretta e spostando l'attenzione su adattamento e sorveglianza.

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Tralascia il costo umano e la sofferenza in Africa – il reale carico di morti e malattie – concentrandosi invece sull'espansione dei vettori in nuovi territori come preoccupazione principale.

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