
L’India potenzia l’arsenale: missili ipersonici e testata multipla, nuovi equilibri in Asia
Nuovo balistico Agni con testate multiple e motore scramjet. L’interesse di Hanoi per i BrahMos apre scenari oltre lo schema occidentale.
Nuova Delhi ha compiuto un salto di qualità nella propria dottrina di difesa, confermando la sperimentazione di un missile balistico avanzato capace di trasportare testate multiple indipendenti. Il successo del test dell’Agni, equipaggiato con tecnologia MIRV – che consente a un singolo vettore di colpire bersagli distinti su un’area vastissima dell’Oceano Indiano – segna un punto di svolta per la deterrenza indiana. Secondo il ministero della Difesa, il lancio dall’isola di Abdul Kalam ha dimostrato la capacità di eludere le difese avversarie e moltiplicare la potenza di fuoco, un messaggio inequivocabile per i vicini rivali, Pechino e Islamabad.
Contemporaneamente, la ricerca di soluzioni non occidentali si rafforza: Hanoi sta trattando l’acquisto di missili BrahMos per settecento milioni di dollari. L’intesa, in fase avanzata durante la visita del presidente vietnamita To Lam a New Delhi, rappresenta la terza esportazione del sistema d’arma congiunto indo-russo. Almeno quindici altri Paesi sarebbero interessati, attratti da un’alternativa supersonica priva dei vincoli legati alla Nato. Per l’Europa, questo moltiplicarsi di alleanze bilaterali asiatiche ridisegna le rotte della competizione tecnologica: Roma e Bruxelles osservano con attenzione l’ascesa di un fornitore che non allinea le proprie clausole agli standard atlantici.
L’accelerazione non si ferma qui. L’organizzazione per la ricerca e lo sviluppo difensivo ha annunciato il superamento della soglia dei milleduecento secondi nel test a terra del combustore scramjet, un passo decisivo verso il missile ipersonico. Dopo il primo risultato di settanta secondi a gennaio, il nuovo traguardo posiziona l’India all’avanguardia nel volo a combustione supersonica. Gli analisti di Bruxelles sottolineano come questa tecnologia, unita alla prospettiva dell’Agni-VI – un ICBM con gittata oltre diecimila chilometri – possa presto offrire a Nuova Delhi una capacità di proiezione globale, superando la dottrina della “deterrenza minima credibile”.
L’ottica di Pechino registra con preoccupazione la svolta. Se l’Agni-V raggiunge già i cinquemila chilometri, il nuovo vettore introduirebbe una minaccia intercontinentale, riducendo il vantaggio geografico cinese. Per l’Italia e l’Europa, l’emergere di un polo missilistico indiano, autonomo dai circuiti occidentali, impone una riflessione strategica: la competizione per la sicurezza globale si gioca sempre più su tecnologie duali e partenariati alternativi, mentre New Delhi tesse una rete che unisce Asia meridionale e Sud-Est asiatico in un nuovo equilibrio di potenza.
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