
Marocco e Algeria qualificate ai quarti di Coppa d’Africa femminile
Le marocchine pareggiano 0-0 col Senegal e vincono il girone A; l’Algeria batte 2-0 il Kenya e si piazza seconda.
La fase a gironi del Women’s Africa Cup of Nations 2026 si è conclusa per il gruppo A con il Marocco primo a sette punti e l’Algeria seconda a sei. Le padrone di casa hanno chiuso con un pareggio a reti bianche contro un Senegal ordinato e coriaceo, mentre le algerine hanno superato 2-0 il Kenya, condannando le keniane all’eliminazione senza punti.
La serata di Rabat ha offerto due partite dal copione opposto. Allo stadio Moulay El Hassan, il Marocco ha dominato il possesso (68 per cento nel primo tempo) e creato diverse occasioni, ma si è scontrato con la portiere senegalese Adji Ndiaye, decisiva al 69’ quando ha respinto un calcio di rigore di Yasmin Mrabet, poi ripetuto e nuovamente parato. Il Senegal, dal canto suo, aveva colpito una traversa con Ndeye Awa Diakhaté al 39’. La nazionale di Jorge Vilda resta imbattuta e con la porta inviolata in tutto il girone.
Allo stadio Olimpico, invece, l’Algeria ha chiuso i conti in ventitré minuti. La capitana Marine Dafeur ha aperto le marcature al 14’ con una punizione da venticinque metri, poi Lynda Bendris ha raddoppiato al 23’ sfruttando un errore in uscita della difesa keniana. Il Kenya, privo di punti dopo le sconfitte con Marocco e Senegal, ha tentato una reazione ma si è fermato a un tiro di Martha Emedot fuori misura.
Con questi risultati, il Marocco affronterà ai quarti la seconda classificata del gruppo B (composto da Burkina Faso, Sudafrica, Tanzania e Costa d’Avorio), mentre l’Algeria incontrerà la capolista dello stesso raggruppamento. Le semifinaliste della competizione otterranno un biglietto per il Mondiale 2027 in Brasile.
| Stampa arabo levante-Maghreb | +0.80 | aligned |
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| Stampa africana subsahariana | −0.40 | critical |
L'Algeria celebra la vittoria e la qualificazione, confermando la propria forza nel calcio africano.
Si enfatizzano i gol spettacolari e le dichiarazioni dell'allenatore per presentare la vittoria come naturale conseguenza della superiorità algerina, rendendo invisibili le difficoltà dell'avversario.
Si omette la delusione del Kenya, il suo cammino negativo nel torneo e il contesto di eliminazione, concentrandosi esclusivamente sul trionfo nordafricano.
Il Kenya piange la prematura eliminazione e addossa la colpa all'allenatrice, chiedendo un cambio di rotta immediato.
Utilizzando un linguaggio emotivo come 'sogno muore' e 'flop', la narrazione si concentra sulle conseguenze negative e sulla necessità di capri espiatori, spostando l'attenzione dalla prestazione algerina.
Si omettono la qualità dei gol algerini, la buona organizzazione difensiva dell'Algeria e il fatto che il Kenya era già svantaggiato prima della partita, creando una storia unilaterale di fallimento.
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