
La bolla dell’AI si sgonfia: maxi-selloff tech e rimbalzo asiatico
Il Nasdaq perde oltre il 3%, Seul crolla del 10% per poi rimbalzare, mentre il dollaro si rafforza e il petrolio scende ai minimi da quattro mesi.
Martedì 23 giugno i mercati globali hanno subito una scossa violenta: il Nasdaq-100 ha ceduto il 3,29% e l’S&P 500 l’1,44%, innescati da un’ondata di vendite sui titoli legati all’intelligenza artificiale e ai semiconduttori. La correzione, che ha cancellato miliardi di capitalizzazione, è stata innescata dal riposizionamento degli investitori di fronte a valutazioni ritenute eccessive e al segnale della Federal Reserve, che continua a indicare tassi elevati più a lungo del previsto. Il Kospi di Seul ha registrato la seduta più nera da marzo, con un tonfo del 10% e l’attivazione dei circuit breaker, trascinato dai giganti dei chip SK hynix e Samsung, entrambi in calo di oltre il 12%.
La dinamica riflette un mutamento di percezione sul ciclo dell’AI. Dopo una corsa di quasi tre mesi che ha portato gli indici su massimi storici, gli operatori si interrogano sulla capacità delle aziende di trasformare in profitti gli investimenti miliardari in infrastrutture di calcolo. Secondo le sale operative di Wall Street e di Londra, il dibattito si è spostato dalla domanda se il tema sia reale alla sostenibilità dei rendimenti attesi. In Europa, il Ftse 100 ha limitato i danni grazie alla minore esposizione al tech, mentre Francoforte ha risentito del crollo di Rheinmetall (-15%) dopo notizie di possibili tagli alla spesa militare tedesca. Piazza Affari, più legata ai finanziari e all’industria tradizionale, ha osservato una flessione contenuta, con il differenziale Btp-Bund stabile.
Mercoledì la tensione si è allentata solo in parte. Seul ha rimbalzato del 3,3%, con Samsung e SK hynix in recupero, ma Tokyo ha chiuso in calo dello 0,9% e Taipei ha proseguito la discesa. I future americani hanno mostrato un lieve rialzo, mentre il dollaro si è portato ai massimi da un anno, spinto dalla ricerca di beni rifugio e dalle attese di un possibile rialzo dei tassi Fed. L’euro è scivolato sotto 1,14 dollari, ai minimi da dodici mesi, penalizzando le prospettive di allentamento monetario della Bce. Lo yen, nonostante il rialzo dei tassi della Banca del Giappone all’1,00% – massimo da trentun anni –, è rimasto vicino ai minimi da quattro decenni, alimentando i timori di un intervento valutario da parte di Tokyo.
Sul fronte energetico, il petrolio Wti e Brent ha esteso le perdite, scendendo sotto i 73 e 76 dollari al barile, ai livelli più bassi dall’inizio della crisi in Iran. L’ottimismo per un accordo di pace che sblocchi lo Stretto di Hormuz è stato però incrinato da dichiarazioni contrastanti: Washington ha respinto l’ipotesi di pedaggi iraniani sul passaggio, mentre Teheran e l’Oman rivendicano la sovranità sulla via d’acqua. La prossima tappa per i mercati saranno i conti trimestrali di Micron Technology, attesi in giornata, che offriranno un termometro sulla domanda reale di memoria per l’AI e potranno confermare o attenuare la correzione in corso.
| Stampa sud-est asiatica | +0.50 | aligned |
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| Stampa africana subsahariana | 0.00 | neutral |
Il gigante sudcoreano SK hynix dimostra che il settore tech è vivo e vegeto, puntando a una quotazione miliardaria su Nasdaq.
Si seleziona un evento positivo (la quotazione di SK hynix) per suggerire che il settore tech non è in crisi, spostando l'attenzione dal crollo.
Non menziona il crollo del Nasdaq e del Kospi, né le possibili cause del sell-off, concentrandosi solo su una notizia positiva.
I problemi interni – sanità rurale, violenza locale – occupano il centro della scena, mentre il crollo di Nasdaq e Kospi resta un evento lontano.
Si ignora completamente la notizia del crollo, implicitamente affermando che non è rilevante per il pubblico locale, rafforzando l'idea che le priorità siano altre.
Non riporta alcuna informazione sul crollo dei mercati tecnologici, né le sue implicazioni globali, dando per scontato che non sia di interesse.
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