
La Colombia approva il nuovo regime sanzionatorio doganale per evitare un buco fiscale da 3,2 miliardi di dollari
Il Congresso colombiano ha dato il via libera definitivo al nuovo regime sanzionatorio doganale, un provvedimento atteso da oltre un anno e considerato cruciale per la tenuta delle finanze pubbliche. La legge, che ora attende la firma del presidente Gustavo Petro, nasce da un preciso mandato della Corte Costituzionale, che aveva dichiarato incostituzionale il precedente regime basato su un decreto, imponendo al legislatore di adottare una normativa organica entro il 20 giugno. Secondo la Direzione delle Imposte e delle Dogane Nazionali (Dian), senza questo intervento sarebbero stati compromessi 11.180 procedimenti fiscali e 1.840 procedimenti ufficiali, con un rischio di perdita di gettito stimato in 800 miliardi di pesos (circa 200 milioni di euro) e un impatto fiscale complessivo di 3,2 miliardi di dollari.
La nuova legge introduce un quadro giuridico più solido per contrastare il contrabbando e garantire il controllo delle frontiere, rispondendo alle sollecitazioni della Corte che aveva censurato la precedente disciplina per violazione del principio di legalità in materia sanzionatoria. Il testo è stato approvato all'unanimità dalla Camera dei Rappresentanti, mentre al Senato si è resa necessaria una pausa per istituire una commissione tecnica incaricata di esaminare le osservazioni del senatore Alejandro Carlos Chacón. Alla fine, però, il provvedimento è passato senza modifiche sostanziali, segno della volontà trasversale di evitare un vuoto normativo che avrebbe paralizzato l'attività doganale.
Da un punto di vista internazionale, la decisione colombiana è osservata con attenzione dagli analisti di Bruxelles e di Washington, poiché un sistema doganale efficiente è considerato un prerequisito per la competitività commerciale e per la lotta al commercio illecito. Per l'Italia e l'Europa, che intrattengono con la Colombia scambi significativi nel settore agroalimentare e manifatturiero, la certezza del diritto in materia doganale rappresenta un fattore di stabilità per gli investimenti. L'ottica di Pechino, invece, è più cauta: la Cina, primo partner commerciale della Colombia, valuta l'impatto delle nuove sanzioni sulle proprie esportazioni, temendo un inasprimento dei controlli che potrebbe rallentare le operazioni portuali.
In prospettiva, l'approvazione del regime sanzionatorio segna un passo avanti nella modernizzazione del sistema doganale colombiano, ma restano aperti nodi operativi legati alla capacità della Dian di applicare le nuove norme in modo efficace. Gli osservatori locali sottolineano che il successo della riforma dipenderà dalla tempestiva emanazione dei regolamenti attuativi e dal rafforzamento delle strutture di controllo. Per il governo Petro, si tratta di un risultato importante in un contesto di difficoltà economiche e di pressioni fiscali, che potrebbe contribuire a rassicurare i mercati sulla tenuta dei conti pubblici.
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