
Neymar, assist e poi caos: urla “eliminati” e manda baci, il presidente del Remo lo insulta
Dopo il gol decisivo per il Santos, il brasiliano provoca avversari e tifosi nel tunnel del Mangueirão; il dirigente paraense lo chiama “vagabondo” e il caso può finire al tribunale sportivo.
La notte di Belém ha regalato al Santos il passaggio ai quarti di finale della Coppa del Brasile, ma a prendersi la scena, ancora una volta, è stato Neymar. Entrato nella ripresa, il numero 10 ha confezionato l’assist per il gol di Rony che ha fissato l’1-0 sul Remo e spento le speranze dei padroni di casa. Un lampo di classe, sufficiente a decidere la partita, che però si è subito dissolto in una coda di veleni.
Subito dopo il fischio finale, il cammino verso gli spogliatoi si è trasformato in un teatro di provocazioni. Neymar ha puntato i dirigenti del Remo e ha scandito a più riprese “eliminados”, accompagnando le parole con un balletto e con il gesto di baciare lo stemma del Santos. Poco prima, rivolto a un tifoso avversario, aveva mimato un bacio e, secondo una lettura labiale ripresa da diversi media, avrebbe aggiunto: “Un bacio per lei, per tua moglie”. Un’uscita che ha immediatamente surriscaldato la zona mista dello stadio Mangueirão, dove sono volati insulti reciproci e si è sfiorato il contatto fisico.
La reazione più dura è arrivata dal presidente del Remo, Antônio Carlos Teixeira, detto Tonhão. In un video diffuso subito dopo la gara, il dirigente ha attaccato il fuoriclasse senza mezzi termini: “Quel vagabondo di Neymar, idolatrato da un mucchio di bambini, ha fatto le sue pagliacciate qui ed è venuto a provocarci. Siamo colpevoli di idolatrare un branco di vagabondi come questo”. Parole che hanno fatto il giro del mondo, rimbalzando dalla stampa spagnola a quella francese, e che hanno ulteriormente acceso una polemica già rovente.
La condotta del giocatore, che pure non era stata segnalata dall’arbitro Anderson Daronco nel referto arbitrale, potrebbe ora avere conseguenze disciplinari. Le immagini dell’accaduto, infatti, possono essere esaminate dal Superior Tribunal de Justiça Desportiva, e Neymar rischia una denuncia per condotta contraria all’etica sportiva, con una possibile squalifica da una a sei giornate. Mentre il Santos attende il sorteggio per conoscere il prossimo avversario in Coppa del Brasile, la squadra tornerà in campo domenica 9 agosto contro l’Athletico Paranaense, in un campionato in cui la priorità resta allontanare la zona retrocessione.
| Stampa latinoamericana | −0.50 | critical |
|---|---|---|
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.10 | neutral |
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.30 | critical |
Neymar si è comportato in modo antisportivo, provocando inutilmente gli avversari e meritando le critiche ricevute.
Si enfatizzano le reazioni emotive e le parole forti ('vagabondo') per costruire una narrazione di condanna morale, senza approfondire il contesto della partita.
Viene omesso il fatto che Neymar fosse stato bersaglio di fischi e provocazioni da parte dei tifosi del Remo già prima del match, il che potrebbe giustificare parzialmente la sua reazione.
Il gesto di Neymar è stato provocatorio, ma la reazione del presidente è stata altrettanto veemente; entrambe le parti hanno contribuito alla tensione.
Si adotta un tono neutro, limitandosi a riportare i fatti senza prendere posizione, utilizzando virgolettati e descrizioni asciutte.
Viene omesso il contesto delle provocazioni subite da Neymar prima del match, che potrebbe attenuare la sua colpa.
Neymar ha deliberatamente provocato i tifosi e i dirigenti del Remo, gettando benzina sul fuoco dopo la partita.
Si utilizza un linguaggio drammatico ('caos', 'crisi') e si evidenzia il ruolo di Neymar come istigatore, mentre la reazione del presidente è presentata come conseguenza naturale.
Viene omessa la prestazione sportiva del Santos e il gol decisivo, concentrandosi esclusivamente sul teatrino post-partita.
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