
Kardashian tra cocaina e rapina, in Russia condanne per blogger
Un autista polacco condannato per aver nascosto cocaina in un carico di Skims. La star chiede un euro simbolico per la rapina di Parigi. In Russia, due casi di cronaca.
Due vicende giudiziarie diverse, ma entrambe legate a figure pubbliche, segnano l’attualità tra Europa e Russia. La più clamorosa arriva dal Regno Unito: un camionista polacco di 40 anni, Jakub Jan Konkel, è stato condannato a oltre tredici anni di reclusione per aver tentato di introdurre novanta chili di cocaina, del valore di circa sette milioni di sterline, nascosti in un carico di biancheria intima della linea Skims di Kim Kardashian. Il veicolo, fermato nel porto di Harwich dopo essere arrivato dai Paesi Bassi, trasportava ventotto pallet di abbigliamento apparentemente lecito, ma un compartimento segreto ricavato nel rimorchio conteneva la droga. Secondo gli investigatori britannici, né l’esportatore né l’importatore erano coinvolti nel traffico, e il conducente aveva ritirato il carico modificato durante il tragitto. La sentenza, emessa lunedì, rappresenta un duro colpo per la criminalità organizzata secondo le autorità di Londra.
Parallelamente, a Parigi si è chiusa la vicenda civile della rapina subita da Kim Kardashian nel 2016, quando un commando di malviventi, armati e ormai avanti negli anni, la sequestrò nella sua suite durante la settimana della moda, sottraendo gioielli per nove milioni di euro. Durante l’udienza, l’avvocata della star ha chiesto un euro simbolico di risarcimento per ciascuno dei quattro imputati, tra cui il presunto capo della banda, ormai ultrasettantenne. La richiesta, più morale che materiale, segue le condanne penali già inflitte lo scorso maggio, considerate clementi proprio per l’età avanzata dei condannati. La stampa francese sottolinea come Kardashian abbia voluto chiudere simbolicamente un capitolo traumatico.
In Russia, invece, l’attenzione si concentra su due casi di cronaca che coinvolgono donne note al grande pubblico. Diana Šurygina, diventata famosa dopo un talk show nel 2017, è stata denunciata per furto dal suo ex compagno, che l’accusa di aver sottratto denaro e attrezzature per un valore di 2,8 milioni di rubli. L’uomo, un imprenditore, ha dichiarato che la donna, senza un reddito stabile, potrebbe aver rivenduto la refurtiva. Più grave la situazione di Diana Čistjakova, blogger di San Pietroburgo, condannata a dodici anni di carcere per terrorismo: secondo l’accusa, ha lanciato due ordigni incendiari contro un edificio della polizia, seguendo istruzioni di persone non identificate. La sentenza, emessa dal tribunale militare, è stata resa nota dal comitato investigativo russo.
Se le vicende di Kardashian mostrano una giustizia che cerca di chiudere i conti con il passato, in Russia i processi a personaggi pubblici evidenziano un sistema giudiziario intransigente, specialmente quando si toccano reati di sicurezza nazionale. L’intreccio tra celebrità, denaro e crimine continua a offrire spunti di riflessione su come diverse culture giuridiche affrontano fenomeni analoghi. Per l’Italia e l’Europa, resta la lezione di una sorveglianza doganale sempre più sofisticata, capace di smascherare traffici che si celano dietro marchi globali.
| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
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| Stampa latinoamericana | −0.10 | neutral |
| Stampa cinese | 0.00 | neutral |
La stampa europea continentale riporta due sviluppi giudiziari legati a Kim Kardashian: un importante sequestro di cocaina usando il suo marchio Skims come copertura, e la sua richiesta simbolica di un euro di risarcimento dai responsabili di una rapina del 2016. La copertura mantiene un tono fattuale, evidenziando il valore del sequestro e l'insolita richiesta di un compenso minimo.
I media latinoamericani enfatizzano la natura simbolica della richiesta di risarcimento di un euro di Kim Kardashian, presentandola come una dichiarazione contro il trauma subito. La copertura riporta anche il caso del contrabbando di cocaina, ma dà più peso alle dimensioni emotive e morali.
I media cinesi riferiscono del caso di contrabbando di cocaina concentrandosi sul successo delle forze dell'ordine, descrivendo la condanna e il valore della droga. La copertura è breve e fattuale, senza menzionare le questioni legali personali di Kim Kardashian.
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