
Il mercato illegale del tabacco esplode a livello globale: tasse alte alimentano il crimine organizzato
Dall'Australia all'America Latina, le accise elevate sul tabacco alimentano un mercato nero sempre più violento e difficile da contrastare.
Le crescenti guerre per il controllo del mercato illegale del tabacco stanno mettendo in ginocchio le forze dell'ordine in diverse parti del mondo, con l'Australia come epicentro di una crisi che coinvolge sempre più Paesi. Secondo gli analisti di Canberra, la decisione di ridurre drasticamente le accise sul tabacco, proposta dal premier del Nuovo Galles del Sud e sostenuta dai rivenditori, è ormai considerata una necessità urgente per arginare la violenza: oltre duecento tabaccherie sono state incendiate e si contano omicidi e sparatorie legati alle faide tra gang. L'imposta, che porterebbe un pacchetto legale a circa 25 dollari australiani contro i 15 di quello illegale, ha però diviso l'opinione pubblica, con gli esperti di salute pubblica che denunciano una campagna orchestrata dalle multinazionali del tabacco per aumentare i propri profitti.
Il fenomeno non è circoscritto all'Oceania. In America Latina, un recente rapporto di KPMG citato da fonti regionali indica che il consumo di sigarette fuori dal circuito legale ha raggiunto il 31,9% del volume totale in undici Paesi, tra cui Argentina, Messico e Perù, generando perdite miliardarie per gli erari nazionali e rafforzando le organizzazioni criminali. In Brasile, la definizione delle aliquote del nuovo Imposto Selettivo sugli alcolici sta sollevando preoccupazioni analoghe: secondo gli esperti di Brasilia, un sistema tributario squilibrato rischierebbe di incentivare il mercato illegale, con gravi conseguenze per la salute pubblica e la sicurezza. Persino in Indonesia, le autorità doganali di Tegal hanno sequestrato un milione e mezzo di sigarette illegali, con un danno erariale stimato in 1,46 miliardi di rupie, a dimostrazione della capillarità del traffico illecito.
La risposta delle forze di polizia si scontra con ostacoli logistici sempre più insormontabili. In Australia, la polizia federale ha denunciato la mancanza di spazi per immagazzinare i sequestri e i costi proibitivi per la distruzione dei prodotti, che possono arrivare a oltre settemila dollari australiani per un singolo pallet di sigarette elettroniche. Come riferito dagli investigatori di Canberra, queste spese stanno diventando insostenibili e minano l'efficacia delle operazioni di contrasto. Di fronte a questa emergenza, alcuni esperti di sanità, come l'ex vicecapo medico australiano Nick Coatsworth, hanno chiesto una riduzione delle tasse per prosciugare il mercato nero, mentre le associazioni antitabacco ribadiscono i rischi per la salute pubblica.
In prospettiva, il dilemma globale è chiaro: da un lato, le accise elevate sono uno strumento efficace per ridurre il consumo di tabacco, ma dall'altro alimentano un' economia sommersa violenta e difficile da controllare. L'esperienza di Paesi come l'Italia, che ha recentemente inasprito le misure contro il contrabbando, potrebbe offrire spunti per un equilibrio tra deterrenza fiscale e sicurezza. La strada da percorrere, suggeriscono gli analisti di Bruxelles, richiede un approccio coordinato a livello internazionale, capace di coniugare politiche sanitarie e di contrasto al crimine organizzato, pena la perdita di sovranità statale su un mercato sempre più dominio delle mafie.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.60 | critical |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | −0.40 | critical |
| Stampa sud-est asiatica | +0.10 | neutral |
| Stampa europea continentale | −0.30 | critical |
Le tasse sempre più alte sulle sigarette alimentano un mercato nero violento, con centinaia di negozi incendiati e guerre tra bande. Rivenditori e alcuni politici chiedono un taglio del 50% dell'accisa per frenare la criminalità, sostenendo che i prezzi elevati spingono i consumatori verso prodotti illegali. I critici avvertono che ciò favorirebbe le aziende del tabacco e minerebbe le politiche sanitarie.
Il mercato illecito di sigarette in America Latina raggiunge livelli record, causando miliardi di perdite fiscali e alimentando la criminalità organizzata. Gli analisti indicano le politiche fiscali asimmetriche che creano differenze di prezzo, rendendo il contrabbando molto redditizio. Gli esperti avvertono che regolamentazioni mal concepite, come la nuova tassa selettiva brasiliana sulle bevande alcoliche, potrebbero aggravare il problema se non progettate con cura.
La dogana di Tegal ha sequestrato 1,5 milioni di sigarette illegali in un'operazione di routine contro le reti di distribuzione. Le merci confiscate sono stimate in oltre 2,25 miliardi di rupie, con perdite potenziali per l'erario di 1,46 miliardi. Le autorità hanno emesso verbali di sequestro ai gestori dei servizi di spedizione coinvolti.
A Varese, la Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 2,5 tonnellate di tabacco di contrabbando nel corso del 2026, sottolineando la sfida persistente del contrabbando. L'operazione evidenzia gli sforzi in corso per combattere il commercio illegale, che mina le entrate fiscali e alimenta le reti criminali.
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