
La corsa globale alla verifica dell’età per proteggere i minori online
Francia, Austria ed Emirati impongono limiti d’accesso ai social, mentre Google estende il sistema di segnali d’età a tutti gli sviluppatori Android, tra crescenti preoccupazioni per la salute mentale dei giovani.
Una serie di provvedimenti legislativi e iniziative tecnologiche sta ridisegnando l’accesso dei minori alle piattaforme digitali. La Francia ha vietato l’uso dei social network agli under 15, l’Austria ha alzato la soglia a 14 anni per i social e a 18 per i siti pornografici con verifica rigorosa, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno adottato la decisione del Consiglio dei ministri n. 106 del 2026 per regolamentare l’ingresso dei bambini nei social media. Sul fronte privato, Google ha annunciato il lancio globale entro fine 2026 dell’API Play Age Signals, che consente agli sviluppatori Android di ricevere la fascia d’età degli utenti e adattare le esperienze, già attiva in Brasile in ottemperanza allo Statuto digitale dell’infanzia e dell’adolescenza.
Le motivazioni avanzate da governi ed esperti ruotano attorno alla protezione della salute mentale e dello sviluppo neurologico. Secondo la psicoterapeuta Shadi Ramez, intervistata dalla Bbc, l’uso precoce dei social media agisce come «una sostanza tossica quotidiana» sul cervello in crescita, la cui corteccia prefrontale – responsabile di relazioni sociali e regolazione emotiva – completa la maturazione solo tra i 23 e i 25 anni. Il governo emiratino descrive il proprio intervento come «proattivo» e finalizzato a collocare il benessere dei minori al centro delle politiche digitali. In Europa, il libro “The Anxious Generation” di Jonathan Haidt è indicato dalla Bbc come un fattore che ha spinto diversi esecutivi occidentali verso divieti più stringenti.
Le misure di enforcement si fanno più incisive. L’autorità francese Arcom ha avviato procedimenti contro 31 siti pornografici privi di sistemi di verifica dell’età, chiedendo il blocco entro 48 ore per 13 domini senza sede nota e sollecitando la cooperazione transfrontaliera nell’Unione. In Austria, a partire dalla prossima primavera i siti per adulti dovranno richiedere l’identificazione tramite passaporto digitale nazionale (ID Austria), con possibili integrazioni nel sistema europeo eID; le piattaforme che omettono i controlli rischiano sanzioni fino al 6% del fatturato globale. Google, dal canto suo, precisa che l’API non impone regole uniformi ma lascia agli sviluppatori la scelta su quali protezioni attivare, e i genitori devono abilitare manualmente la condivisione della fascia d’età.
Non mancano critiche e difficoltà applicative. Ricerche citate dal quotidiano Kommersant indicano che in Australia, dove dal 2025 vige il divieto di accesso ai social per gli under 16, fino all’85% degli adolescenti continua a utilizzare le piattaforme attraverso età false, account di adulti o VPN. Esperti di cybersicurezza mettono in guardia contro i rischi di centralizzazione dei dati, censura e violazione della privacy connessi a verifiche di massa, definendole «ben oltre quanto sia mai accaduto nella vita offline».
Il dossier resta in rapida evoluzione. L’Austria terrà una consultazione pubblica fino a metà settembre e punta all’entrata in vigore per il 1° aprile. Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che invita a fissare un’età minima di 16 anni a livello comunitario. Parallelamente, si intensifica il dialogo con le imprese: il presidente dell’Autorità nazionale per i media degli Emirati ha incontrato a Londra i responsabili di Snapchat per discutere governance, trasparenza e protezione dei giovani, nella convinzione che la collaborazione con le piattaforme globali sia essenziale per costruire un modello sostenibile di sicurezza digitale.
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Il dibattito sulla protezione dei minori online in Brasile si mescola con dichiarazioni di celebrità: l'attrice Luana Piovani chiede la fine dei social, mentre Google annuncia l'espansione globale della verifica dell'età, già in vigore nel paese per legge.
L'Austria introduce norme severe per la verifica dell'età, vietando i social ai minori di 14 anni e imponendo controlli rigidi per i siti pornografici. La legge sarà sottoposta a consultazione pubblica e approvazione dell'UE.
L'articolo mette in dubbio l'efficacia del bando dei social per i minori, evidenziando come le misure restrittive possano essere inefficaci e invasive. Si interroga se la soluzione sia davvero proteggere o solo limitare.
Gli Emirati Arabi Uniti si pongono come leader nella protezione dei minori online, con nuove normative e collaborazioni con Snapchat per garantire un ambiente digitale sicuro. La sicurezza digitale è vista come una priorità nazionale.
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