
La lettera di Infantino all’Argentina e l’inchiesta FIFA: il Mondiale 2026 si chiude tra veleni
Mentre il presidente della FIFA si congratula con la Albiceleste per il secondo posto, l’organizzazione indaga sulle risse post-partita e i compagni di squadra lasciano intendere che Messi abbia giocato la sua ultima gara in nazionale.
La sconfitta dell’Argentina nella finale del Mondiale 2026 contro la Spagna ha innescato una sequenza di eventi che vanno ben oltre il risultato sportivo. Al centro delle cronache è finita una lettera di congratulazioni inviata dal presidente della FIFA Gianni Infantino al presidente della federazione argentina Claudio Tapia, resa pubblica da media argentini e poi confermata da testate internazionali. Nel testo, Infantino elogia la «magnifica actuación» della squadra e ne sottolinea la «profesionalidad», definendo il torneo «una celebración inolvidable del fútbol». La missiva, datata all’indomani della finale del 19 luglio 2026, è stata spedita mentre la stessa FIFA aveva già annunciato l’apertura di un’indagine disciplinare sul comportamento di giocatori e membri dello staff argentino dopo il fischio finale.
L’inchiesta, come riportato da diverse fonti, riguarda gli scontri scoppiati al termine della partita, che hanno visto coinvolti, tra gli altri, Leandro Paredes, Nahuel Molina e il vice-allenatore Roberto Ayala. Secondo le ricostruzioni, Paredes avrebbe aggredito Eric Garcia e spintonato Gavi, mentre Ayala sarebbe stato ripreso mentre colpiva Dani Olmo. La FIFA ha dichiarato di voler verificare «comportamenti offensivi e violazioni dei principi del fair play». La coincidenza temporale tra le felicitazioni presidenziali e il procedimento disciplinare ha sollevato critiche, con osservatori che hanno interpretato il tono della lettera come un segnale di indulgenza verso la federazione argentina.
Sullo sfondo resta l’incertezza sul futuro di Lionel Messi. Il capitano, autore di otto gol e quattro assist nel torneo, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma le parole dei compagni di squadra alimentano l’ipotesi di un addio. Leandro Paredes ha dichiarato a DSports: «Credo che avesse già deciso che sarebbe stata la sua ultima partita con la nazionale», aggiungendo che la squadra spera possa continuare. Anche Ángel Di María, ex compagno di Messi, ha invitato il fuoriclasse a non affrettare la decisione, sostenendo che «a 39 anni ha dimostrato di essere ancora il migliore della storia». La federazione argentina, secondo indiscrezioni, starebbe valutando l’organizzazione di una partita d’addio.
La finale di New York ha così messo a nudo le tensioni che hanno accompagnato l’intero cammino dell’Argentina, già segnata da episodi controversi: dal presunto fallo di Messi su Mandi nella gara d’esordio contro l’Algeria, alle proteste per la condotta di gara in semifinale contro l’Inghilterra. L’indagine FIFA è tuttora in corso e non sono state ancora annunciate sanzioni. Il dossier resta aperto, mentre il mondo del calcio attende di conoscere se il Mondiale appena concluso abbia rappresentato l’ultimo atto della carriera internazionale del suo più grande protagonista.
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Il presidente della FIFA, Infantino, attacca i critici del mondiale, definendoli portatori di odio e false voci. La stampa nigeriana dà voce alla sua difesa, sottolineando che il torneo ha portato solo gioia.
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