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Sportvenerdì 12 giugno 2026

La stoccata di Infantino all’Italia: l’ironia sul Mondiale a 64 squadre accende la polemica

Il presidente della FIFA, ai microfoni di CazéTV, schernisce l’assenza azzurra ipotizzando un torneo allargato fino a 208 partecipanti, mentre un parlamentare italiano condanna il «comportamento triviale».

L’inaugurazione del Mondiale 2026, con il formato a 48 squadre, si è aperta con una ferita tutta italiana. Gianni Infantino, intercettato dall’emittente brasiliana CazéTV a bordo campo dello Stadio Azteca, ha scelto la via dell’ironia per commentare la terza assenza consecutiva dell’Italia dalla fase finale. «Chissà, forse con 64 squadre riusciremo a vedere gli azzurri qualificati» – ha detto sorridendo il presidente della FIFA – «potremmo persino arrivare a 208, per esserne certi». Una battuta che ha immediatamente fatto il giro del mondo, dalla platea sudamericana ai portali mediorientali, e che in Italia è stata interpretata come una presa in giro ai danni di una Nazionale quattro volte campione, ma ormai incapace di superare gli spareggi dopo le eliminazioni con Svezia, Macedonia del Nord e Bosnia-Erzegovina.

L’uscita di Infantino non è avvenuta nel vuoto. Da tempo la FIFA discute un ulteriore allargamento della Coppa del Mondo, magari già per l’edizione del 2030, e il presidente della CONMEBOL, Alejandro Domínguez, spinge in quella direzione come testimoniato dalla stampa araba. Tuttavia, è stato il contesto a rendere la frase particolarmente urticante: pronunciata nel giorno della festa d’apertura, davanti a una platea globale, ha messo in imbarazzo un paese che sta vivendo con sofferenza il proprio declino calcistico. La reazione non si è fatta attendere. Il parlamentare italiano Gaetano Amato ha definito «triviale» il comportamento di Infantino, sottolineando come «un presidente della FIFA dovrebbe rappresentare tutto il calcio mondiale con equilibrio e rispetto, non parlare come un tifoso qualunque al bar». Amato ha inoltre ricordato il ruolo decisivo giocato dalla federazione italiana nel sostenere l’ascesa dello stesso Infantino, un dettaglio che aggiunge tensione diplomatica a una vicenda già incandescente.

Al di là della polemica immediata, l’episodio illumina una questione più ampia. L’espansione del torneo – da 32 a 48 e forse a 64 squadre – risponde a logiche commerciali e a un’idea di inclusione globale che trova consenso soprattutto in Asia e Africa, ma solleva dubbi in Europa sulla qualità tecnica e sulla tenuta dei calendari. L’ironia di Infantino, tuttavia, tradisce una certa insofferenza verso chi, come l’Italia, non riesce a restare competitiva nonostante l’allargamento. Mentre il mondiale a stelle e strisce entra nel vivo, gli occhi sono già puntati sul 2030: le discussioni in seno al Consiglio FIFA potrebbero accelerare proprio alla luce dell’esperienza di quest’anno. Per l’Italia, intanto, resta la scomoda sensazione di essere diventata, da protagonista, il bersaglio di una barzelletta planetaria.

Divergenza — chi la racconta come
40%Media
3 blocchi · posizioni da −0.90 a 0.00
CriticoFavorevole
EURAFRALM
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa europea continentale−0.80critical
Stampa africana subsahariana0.00neutral
Stampa arabo levante-Maghreb−0.90critical
Stampa europea continentale−0.80

Il presidente della FIFA ha schernito l'Italia per la sua terza assenza consecutiva ai Mondiali, ipotizzando che solo con un torneo allargato a 64 o 208 squadre potrebbe qualificarsi. La stampa italiana ha reagito con indignazione, definendo la battuta un'umiliazione gratuita verso una nazionale quattro volte campione del mondo.

IndignazioneVittimismo
Stampa africana subsahariana0.00

Il presidente della FIFA ha scherzato sul fatto che l'Italia potrebbe qualificarsi se il Mondiale venisse ampliato a 64 squadre, o persino a 208. La dichiarazione, fatta con una risata, è stata riportata in modo neutrale, concentrandosi sull'idea di un torneo più grande.

IroniaDistacco
Stampa arabo levante-Maghreb−0.90

Le parole beffarde del presidente della FIFA sull'Italia hanno scatenato la reazione furiosa di un parlamentare italiano, che le ha definite un comportamento meschino e offensivo. L'episodio è stato inquadrato come un insulto a una nazione quattro volte campione, assente per la terza volta consecutiva dal torneo.

IndignazioneRevanscismo
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venerdì 12 giugno 2026

La stoccata di Infantino all’Italia: l’ironia sul Mondiale a 64 squadre accende la polemica

Il presidente della FIFA, ai microfoni di CazéTV, schernisce l’assenza azzurra ipotizzando un torneo allargato fino a 208 partecipanti, mentre un parlamentare italiano condanna il «comportamento triviale».

L’inaugurazione del Mondiale 2026, con il formato a 48 squadre, si è aperta con una ferita tutta italiana. Gianni Infantino, intercettato dall’emittente brasiliana CazéTV a bordo campo dello Stadio Azteca, ha scelto la via dell’ironia per commentare la terza assenza consecutiva dell’Italia dalla fase finale. «Chissà, forse con 64 squadre riusciremo a vedere gli azzurri qualificati» – ha detto sorridendo il presidente della FIFA – «potremmo persino arrivare a 208, per esserne certi». Una battuta che ha immediatamente fatto il giro del mondo, dalla platea sudamericana ai portali mediorientali, e che in Italia è stata interpretata come una presa in giro ai danni di una Nazionale quattro volte campione, ma ormai incapace di superare gli spareggi dopo le eliminazioni con Svezia, Macedonia del Nord e Bosnia-Erzegovina.

L’uscita di Infantino non è avvenuta nel vuoto. Da tempo la FIFA discute un ulteriore allargamento della Coppa del Mondo, magari già per l’edizione del 2030, e il presidente della CONMEBOL, Alejandro Domínguez, spinge in quella direzione come testimoniato dalla stampa araba. Tuttavia, è stato il contesto a rendere la frase particolarmente urticante: pronunciata nel giorno della festa d’apertura, davanti a una platea globale, ha messo in imbarazzo un paese che sta vivendo con sofferenza il proprio declino calcistico. La reazione non si è fatta attendere. Il parlamentare italiano Gaetano Amato ha definito «triviale» il comportamento di Infantino, sottolineando come «un presidente della FIFA dovrebbe rappresentare tutto il calcio mondiale con equilibrio e rispetto, non parlare come un tifoso qualunque al bar». Amato ha inoltre ricordato il ruolo decisivo giocato dalla federazione italiana nel sostenere l’ascesa dello stesso Infantino, un dettaglio che aggiunge tensione diplomatica a una vicenda già incandescente.

Al di là della polemica immediata, l’episodio illumina una questione più ampia. L’espansione del torneo – da 32 a 48 e forse a 64 squadre – risponde a logiche commerciali e a un’idea di inclusione globale che trova consenso soprattutto in Asia e Africa, ma solleva dubbi in Europa sulla qualità tecnica e sulla tenuta dei calendari. L’ironia di Infantino, tuttavia, tradisce una certa insofferenza verso chi, come l’Italia, non riesce a restare competitiva nonostante l’allargamento. Mentre il mondiale a stelle e strisce entra nel vivo, gli occhi sono già puntati sul 2030: le discussioni in seno al Consiglio FIFA potrebbero accelerare proprio alla luce dell’esperienza di quest’anno. Per l’Italia, intanto, resta la scomoda sensazione di essere diventata, da protagonista, il bersaglio di una barzelletta planetaria.

Divergenza — chi la racconta come
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Divergenza tra blocchi di stampa
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Stampa europea continentale−0.80

Il presidente della FIFA ha schernito l'Italia per la sua terza assenza consecutiva ai Mondiali, ipotizzando che solo con un torneo allargato a 64 o 208 squadre potrebbe qualificarsi. La stampa italiana ha reagito con indignazione, definendo la battuta un'umiliazione gratuita verso una nazionale quattro volte campione del mondo.

IndignazioneVittimismo
Stampa africana subsahariana0.00

Il presidente della FIFA ha scherzato sul fatto che l'Italia potrebbe qualificarsi se il Mondiale venisse ampliato a 64 squadre, o persino a 208. La dichiarazione, fatta con una risata, è stata riportata in modo neutrale, concentrandosi sull'idea di un torneo più grande.

IroniaDistacco
Stampa arabo levante-Maghreb−0.90

Le parole beffarde del presidente della FIFA sull'Italia hanno scatenato la reazione furiosa di un parlamentare italiano, che le ha definite un comportamento meschino e offensivo. L'episodio è stato inquadrato come un insulto a una nazione quattro volte campione, assente per la terza volta consecutiva dal torneo.

IndignazioneRevanscismo

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