Accedi
Edizione delle 16:00 CETsabato 8 agosto 2026
320 testate · 17 lingue884 briefing oggi
Società e Culturasabato 16 maggio 2026

La Svizzera apre gli archivi su Mengele, ma la memoria del male non si esaurisce

Berna desecreta i fascicoli sul medico nazista. Intanto Yad Vashem restaura la confessione di un poliziotto ebreo, e Meghan Markle onora i bambini uccisi online.

Dopo decenni di reticenze, la Svizzera ha ceduto alle pressioni degli storici: l'intelligence federale di Berna ha annunciato la desecretazione dei fascicoli su Josef Mengele, l'«Angelo della morte» di Auschwitz, senza però fissare una data precisa per la consultazione. Secondo gli analisti di Bruxelles, il gesto arriva tardi – Mengele morì in Brasile nel 1979 – ma segna un passaggio significativo nella lunga lotta per la trasparenza sui crimini nazisti. I documenti potrebbero finalmente chiarire se il medico delle Waffen-SS, fuggito in Sudamerica grazie a un falso lasciapassare della Croce Rossa, abbia effettivamente soggiornato in territorio elvetico mentre su di lui pendeva un mandato d'arresto internazionale. La decisione di Berna, salutata con cautela dai centri di ricerca di Gerusalemme e Varsavia, riaccende il dibattito sul rapporto tra neutralità e complicità.

Intanto, a ricordare che la Shoah non è solo una questione di carnefici, arriva dalla stessa Gerusalemme un gesto di restituzione della parola alle vittime. Yad Vashem ha pubblicato una nuova e più accurata traduzione del memoriale di Calel Perechodnik, un poliziotto ebreo del ghetto di Otwock che nel 1943, nascosto a Varsavia, si interrogava con lancinante sincerità: «Sono un assassino?». Non un'opera letteraria, ma una confessione nuda, in cui l'autore sapeva di non sopravvivere. Per gli studiosi israeliani, questo documento è lo specchio dell'ambiguità tragica in cui la sopravvivenza costringeva a scegliere; una memoria che si intreccia con quella di Mengele, perché entrambi parlano del medesimo abisso.

Forse non è un caso che proprio in Svizzera, nello stesso paese che apre gli archivi sul passato, si svolga oggi una cerimonia che guarda al futuro. La duchessa di Sussex, Meghan Markle, parteciperà a Ginevra all'inaugurazione del Lost Screen Memorial, un'installazione di cinquanta lightbox che riproducono le schermate dei telefoni di bambini uccisi dalla violenza online. Con lei il direttore dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, a sottolineare che il memoriale è co-ospitato da Archewell e dall'OMS. Nell'ottica di Ginevra, il parallelismo è voluto: la memoria del male storico non deve far dimenticare le nuove forme di violenza, digitali e sistematiche, che colpiscono i più piccoli.

Osservando la vicenda da Roma, emerge una duplice lezione per l'Europa. Da un lato, la fatica delle istituzioni – come la Svizzera – a fare i conti con il proprio passato di connivenze: un monito che riguarda anche l'Italia, dove le pagine del ventennio fascista attendono ancora piena archiviazione storica. Dall'altro, la necessità di un impegno generazionale contro ogni forma di prevaricazione, ieri come oggi. Se le carte di Mengele potranno finalmente dirci la verità su un fuggiasco protetto, la confessione di Perechodnik e il memoriale di Ginevra ci ricordano che la memoria è un atto vivo, che si rinnova e si sposta. Il vero banco di prova, per Bruxelles come per Berna, sarà tradurre questo patrimonio in politiche concrete di prevenzione, dalle aule scolastiche alle piattaforme digitali.

Divergenza — chi la racconta come
0%Bassa
2 blocchi · posizioni da −0.50 a −0.30
CriticoFavorevole
EURISR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa europea continentale−0.30critical
Stampa israeliana−0.50critical
Stampa europea continentale−0.30

Il servizio d’intelligence federale svizzero ha annunciato la desecretazione dei fascicoli su Josef Mengele, il medico nazista soprannominato 'Angelo della morte' per le sue atrocità ad Auschwitz. La notizia viene presentata come un passo amministrativo di routine, senza enfasi solenne, sottolineando il carattere fattuale della divulgazione. Gli articoli menzionano le visite di Mengele in Svizzera e l’assenza di una data precisa per la consultazione, inquadrando la vicenda come una misura di trasparenza tardiva ma non eccezionale.

DistaccoPragmatismo
Stampa israeliana−0.50

Una confessione recentemente restaurata di Calel Perechodnik, un poliziotto ebreo del ghetto, viene messa in risalto da Yad Vashem come una testimonianza grezza e non rifinita dell’agonia morale durante l’Olocausto. L’articolo si concentra sulla colpa personale e sulle scelte impossibili di chi era stretto tra sopravvivenza e collaborazione. La chiave di lettura è fortemente emotiva e introspettiva, privilegiando il dovere di ricordare voci complesse e dolorose piuttosto che archivi statali o azioni ufficiali.

VittimismoIndignazione
Ultim'ora
Scandio, gli Usa investono 400 milioni in Australia per spezzare il monopolio cinese·Zelensky annuncia un accordo mensile con gli Usa per i missili Patriot, ma Washington non conferma·Quattro incidenti mortali in poche ore sulle strade italiane·Protezione dei minori online: iniziative globali e ostacoli parlamentari·Quattro morti a Kiev nei raid russi, l'Ucraina colpisce le raffinerie di Ilsky e Syzran·Patrizia Reggiani ricoverata in terapia intensiva dopo un malore a Riccione·Taxi contro app: la regolamentazione divide Marocco e Argentina·Houthi colpiscono Marib, l'Onu teme il ritorno alla guerra su larga scala in Yemen·Scandio, gli Usa investono 400 milioni in Australia per spezzare il monopolio cinese·Zelensky annuncia un accordo mensile con gli Usa per i missili Patriot, ma Washington non conferma·Quattro incidenti mortali in poche ore sulle strade italiane·Protezione dei minori online: iniziative globali e ostacoli parlamentari·Quattro morti a Kiev nei raid russi, l'Ucraina colpisce le raffinerie di Ilsky e Syzran·Patrizia Reggiani ricoverata in terapia intensiva dopo un malore a Riccione·Taxi contro app: la regolamentazione divide Marocco e Argentina·Houthi colpiscono Marib, l'Onu teme il ritorno alla guerra su larga scala in Yemen·
Agg. 02:283 lingue · 5 testate
5 testate|3 lingue|3 min lettura
sabato 16 maggio 2026

La Svizzera apre gli archivi su Mengele, ma la memoria del male non si esaurisce

Berna desecreta i fascicoli sul medico nazista. Intanto Yad Vashem restaura la confessione di un poliziotto ebreo, e Meghan Markle onora i bambini uccisi online.

Dopo decenni di reticenze, la Svizzera ha ceduto alle pressioni degli storici: l'intelligence federale di Berna ha annunciato la desecretazione dei fascicoli su Josef Mengele, l'«Angelo della morte» di Auschwitz, senza però fissare una data precisa per la consultazione. Secondo gli analisti di Bruxelles, il gesto arriva tardi – Mengele morì in Brasile nel 1979 – ma segna un passaggio significativo nella lunga lotta per la trasparenza sui crimini nazisti. I documenti potrebbero finalmente chiarire se il medico delle Waffen-SS, fuggito in Sudamerica grazie a un falso lasciapassare della Croce Rossa, abbia effettivamente soggiornato in territorio elvetico mentre su di lui pendeva un mandato d'arresto internazionale. La decisione di Berna, salutata con cautela dai centri di ricerca di Gerusalemme e Varsavia, riaccende il dibattito sul rapporto tra neutralità e complicità.

Intanto, a ricordare che la Shoah non è solo una questione di carnefici, arriva dalla stessa Gerusalemme un gesto di restituzione della parola alle vittime. Yad Vashem ha pubblicato una nuova e più accurata traduzione del memoriale di Calel Perechodnik, un poliziotto ebreo del ghetto di Otwock che nel 1943, nascosto a Varsavia, si interrogava con lancinante sincerità: «Sono un assassino?». Non un'opera letteraria, ma una confessione nuda, in cui l'autore sapeva di non sopravvivere. Per gli studiosi israeliani, questo documento è lo specchio dell'ambiguità tragica in cui la sopravvivenza costringeva a scegliere; una memoria che si intreccia con quella di Mengele, perché entrambi parlano del medesimo abisso.

Forse non è un caso che proprio in Svizzera, nello stesso paese che apre gli archivi sul passato, si svolga oggi una cerimonia che guarda al futuro. La duchessa di Sussex, Meghan Markle, parteciperà a Ginevra all'inaugurazione del Lost Screen Memorial, un'installazione di cinquanta lightbox che riproducono le schermate dei telefoni di bambini uccisi dalla violenza online. Con lei il direttore dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, a sottolineare che il memoriale è co-ospitato da Archewell e dall'OMS. Nell'ottica di Ginevra, il parallelismo è voluto: la memoria del male storico non deve far dimenticare le nuove forme di violenza, digitali e sistematiche, che colpiscono i più piccoli.

Osservando la vicenda da Roma, emerge una duplice lezione per l'Europa. Da un lato, la fatica delle istituzioni – come la Svizzera – a fare i conti con il proprio passato di connivenze: un monito che riguarda anche l'Italia, dove le pagine del ventennio fascista attendono ancora piena archiviazione storica. Dall'altro, la necessità di un impegno generazionale contro ogni forma di prevaricazione, ieri come oggi. Se le carte di Mengele potranno finalmente dirci la verità su un fuggiasco protetto, la confessione di Perechodnik e il memoriale di Ginevra ci ricordano che la memoria è un atto vivo, che si rinnova e si sposta. Il vero banco di prova, per Bruxelles come per Berna, sarà tradurre questo patrimonio in politiche concrete di prevenzione, dalle aule scolastiche alle piattaforme digitali.

Divergenza — chi la racconta come
0%Bassa
2 blocchi · posizioni da −0.50 a −0.30
CriticoFavorevole
EURISR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa europea continentale−0.30critical
Stampa israeliana−0.50critical
Stampa europea continentale−0.30

Il servizio d’intelligence federale svizzero ha annunciato la desecretazione dei fascicoli su Josef Mengele, il medico nazista soprannominato 'Angelo della morte' per le sue atrocità ad Auschwitz. La notizia viene presentata come un passo amministrativo di routine, senza enfasi solenne, sottolineando il carattere fattuale della divulgazione. Gli articoli menzionano le visite di Mengele in Svizzera e l’assenza di una data precisa per la consultazione, inquadrando la vicenda come una misura di trasparenza tardiva ma non eccezionale.

DistaccoPragmatismo
Stampa israeliana−0.50

Una confessione recentemente restaurata di Calel Perechodnik, un poliziotto ebreo del ghetto, viene messa in risalto da Yad Vashem come una testimonianza grezza e non rifinita dell’agonia morale durante l’Olocausto. L’articolo si concentra sulla colpa personale e sulle scelte impossibili di chi era stretto tra sopravvivenza e collaborazione. La chiave di lettura è fortemente emotiva e introspettiva, privilegiando il dovere di ricordare voci complesse e dolorose piuttosto che archivi statali o azioni ufficiali.

VittimismoIndignazione

Questa notizia è apparsa su

5 testate · 3 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Il Senato Usa approva sanzioni dure contro Mosca e Teheran, ora la Camera

7 lingue · 36 testate

Da Economy & Markets

Dazi USA del 15% sul polisilicio: la mossa di Trump per contrastare il dominio cinese

4 lingue · 16 testate

Da Technology

Amazon finanzia in Texas una maxi-centrale a gas per l’IA: emissioni record

5 lingue · 10 testate

Leggi di più