
Trump perde la sua base: delusione trasversale dagli Stati Uniti all'Italia
Il consenso al presidente americano cala tra i latinos, i maga più fedeli e persino tra gli elettori di Salvini e Meloni. Due sondaggi rivelano una disaffezione che ridisegna gli equilibri.
Il consenso intorno a Donald Trump mostra segni di crepe profonde, e non solo tra gli oppositori storici. Il dato più clamoroso arriva dalla comunità latina degli Stati Uniti, che nel 2024 aveva contribuito in modo decisivo alla sua rielezione. Secondo un recente sondaggio del Pew Research Center, solo il 66 per cento dei latini che hanno votato per lui oggi approva la sua gestione, con un crollo di ventisette punti percentuali rispetto a febbraio. Ma la delusione non risparmia neppure la base bianca: tra i sostenitori non ispanici, l'approvazione è scesa dal 95 al 79 per cento. Ancora più significativo è il malcontento che serpeggia all'interno del movimento Maga, come racconta il Tages-Anzeiger. La giovane insegnante Lilly Burrow, che aveva votato Trump con entusiasmo, oggi lo definisce «un autocrate avido e folle», costretta a moltiplicare i lavoretti per sopravvivere all'inflazione. Il sogno del presidente che mette l'America al primo posto si sta sgretolando sotto il peso delle promesse non mantenute.
Se la disaffezione è palpabile negli Stati Uniti, ancor più sorprendente è il quadro che emerge dall'Italia. Un sondaggio Ipsos per il Corriere della Sera rivela che il 77 per cento degli italiani esprime un giudizio negativo o molto negativo su Trump. Il dato diventa ancora più significativo quando si osserva la composizione dell'elettorato di centrodestra: tra i votanti di Fratelli d'Italia e della Lega le opinioni sfavorevoli superano i due terzi, mentre tra gli elettori di Forza Italia raggiungono il 76 per cento. Una frattura netta, che segna il distacco dal modello sovranista abbracciato in passato. Dall'ottica di Roma, il disincanto si nutre soprattutto della gestione della guerra in Ucraina – sulla quale il giudizio negativo sale al 74 per cento – e di una percezione crescente di inaffidabilità dell'alleato d'oltreoceano.
Due fenomeni paralleli, che attraversano l'Atlantico e si alimentano a vicenda. Da un lato, una base americana che si sente tradita dalle promesse economiche e da una politica estera erratico. Dall'altro, un elettorato di destra italiano che riscopre l'europeismo e prende le distanze da un leader percepito come estremo e imprevedibile. Gli analisti di Bruxelles osservano con attenzione questa doppia erosione: se la popolarità di Trump continuerà a calare, l'Europa potrebbe trovarsi di fronte a un interlocutore più debole, ma anche a una finestra per riaffermare una maggiore autonomia strategica. Nel frattempo, in Italia, il governo guidato da Giorgia Meloni deve fare i conti con un elettorato che guarda a Bruxelles con più fiducia che a Washington, segnale destinato a pesare sulle prossime scelte di politica estera del paese.
| Stampa europea continentale | −0.80 | critical |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.20 | neutral |
La stampa europea continentale descrive una crisi di credibilità di Trump, con i suoi stessi sostenitori MAGA che si sentono traditi e gli elettori di destra europei che prendono le distanze. Vengono raccontate storie personali di delusione e riportati sondaggi che mostrano un giudizio negativo anche tra chi vota partiti sovranisti. Il tono è critico e quasi compiaciuto nel sottolineare il fallimento del presidente americano.
La stampa atlantica si concentra sui dati che mostrano un crollo della popolarità di Trump tra i latinos e gli elettori della classe operaia. L'analisi sottolinea che i democratici devono puntare sulle questioni economiche concrete piuttosto che sull'opposizione a Trump per riconquistare questi elettori in vista delle elezioni di medio termine. Il tono è pragmatico e analitico, con un occhio alle conseguenze elettorali.
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