
Lamine Yamal salta la Liga, ma per la Spagna è pronto: il Mondiale resta il suo obiettivo
La notizia ha diviso l’umore tra la Catalogna e il resto della Spagna. Lamine Yamal, il diciottenne prodigio del Barcellona, ha concluso anticipatamente la sua stagione: una lesione al bicipite femorale della gamba sinistra, rimediata mercoledì sera trasformando un rigore decisivo contro il Celta Vigo, lo costringerà a saltare le ultime sei giornate di Liga. Il club blaugrana, con un comunicato che ha gelato i tifosi al Camp Nou ma rasserenato quelli della Roja, ha annunciato un trattamento conservativo a base di plasma ricco di piastrine, laser e radiofrequenza, con l’obiettivo dichiarato di averlo in campo per l’esordio ai Mondiali del 15 giugno contro Capo Verde.
Il verdetto non poteva essere più ambiguo: una perdita pesantissima per Hansi Flick, che perde il suo uomo più decisivo a nove punti di vantaggio sul Real Madrid e con un Clásico all’orizzonte, e un sospiro di sollievo per Luis de la Fuente, che ritroverà il gioiello di Rocafonda proprio quando inizierà l’avventura iridata negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Dal punto di vista europeo, la vicenda riaccende il dibattito sullo stillicidio di impegni cui sono sottoposti i giovani talenti: Yamal ha già collezionato quarantacinque presenze stagionali e ventiquattro gol, una mole di partite che, agli occhi degli osservatori di Bruxelles, solleva interrogativi sulla tenuta fisica a lungo termine. L’Italia, pur non direttamente coinvolta, segue con attenzione la parabola del fantasista spagnolo, modello di una generazione che promette di dominare il calcio continentale.
Ma è sull’asse Barcellona–Madrid che si gioca la partita più sottile: da una parte la necessità di preservare il giocatore per la propria rincorsa al titolo, dall’altra l’urgenza della nazionale di avere a disposizione il proprio fuoriclasse per un torneo che la Spagna affronta da favorita. Il trattamento conservativo, secondo gli analisti clinici interpellati, punta a una ripresa in circa sei settimane, il che significa che Yamal potrebbe non essere al cento per cento per i primi impegni del girone. Eppure la finestra del Mondiale resta spalancata, e il ragazzo, che a diciotto anni ha già vinto un Europeo, è chiamato a dimostrare che la sua maturità non è solo tecnica, ma anche fisica e mentale.
Per il calcio spagnolo, e per quello europeo, il vero banco di prova sarà nei prossimi due mesi: gestire il recupero di un talento così precoce senza comprometterne il futuro, tra gli interessi incrociati di club e nazionale.
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