
Body camera ICE: il direttore decide cosa rendere pubblico
La nuova politica dell'agenzia subordina la divulgazione dei video agli 'interessi' interni, sollevando dubbi sulla trasparenza in un momento di forte pressione sull'operato degli agenti.
L'Immigration and Customs Enforcement (ICE) ha avviato la distribuzione di telecamere corporali a tutti gli agenti sul campo, con completamento previsto entro fine settembre, dopo anni di rinvii. Tuttavia, la politica adottata dall'agenzia, pubblicata a febbraio 2025, concede alla dirigenza un ampio controllo sulla pubblicazione delle registrazioni: i video di sparatorie e altri incidenti in cui gli agenti causano morte o lesioni gravi saranno rilasciati solo dopo che l'agenzia avrà stabilito che ciò 'è nell'interesse dell'agenzia'. Il direttore dell'ICE ha facoltà di bloccare o ritardare indefinitamente la divulgazione, invocando 'circostanze specifiche e convincenti', senza che la norma ne definisca i criteri. Anche quando le immagini verranno rese pubbliche, saranno oscurati volti, nomi e numeri di matricola degli agenti per tutelarne la privacy.
La scelta arriva in un clima di accresciuta attenzione sull'operato dell'agenzia, dopo recenti sparatorie mortali avvenute a Houston e nel Maine, nessuna delle quali è stata registrata dalle telecamere. Secondo il professor Christopher Schneider della Brandon University, che ha studiato a lungo l'uso di questi dispositivi, la politica dell'ICE 'dice ad alta voce ciò che di solito si dice in privato', trasformando le body camera in 'strumenti contemporanei di costruzione dell'immagine' per presentare la polizia nella luce più favorevole. Schneider prevede che l'agenzia rilascerà selettivamente le registrazioni che promuovono il programma di deportazione di massa, ritraendo gli agenti come coraggiosi e gli immigrati come criminali pericolosi.
Il costo dell'operazione è di 30,9 milioni di dollari, spesi a luglio per l'acquisto di attrezzature dalla società Axon, come indicano i registri federali. Il Congresso aveva stanziato 20 milioni di dollari per le telecamere in un disegno di legge approvato il 30 aprile, dopo che le sparatorie avevano irritato i parlamentari. L'agenzia aveva iniziato a testare le telecamere nel 2021, durante l'amministrazione Biden, distribuendo 1.400 dispositivi tre anni dopo; nel 2025, il presidente Donald Trump ha revocato un ordine di Biden che imponeva l'uso delle body camera alle agenzie federali. Jason Houser, ex capo di stato maggiore dell'ICE sotto Biden, che ha contribuito al programma pilota, ha criticato i tempi: 'Non è difficile da implementare, ma l'hanno rimandata', sostenendo che l'attuale dirigenza l'ha rallentata.
I sostenitori dell'iniziativa, tra cui lo zar del confine della Casa Bianca, Tom Homan, sostengono che le telecamere garantiscano trasparenza e spesso scagionino gli agenti. Homan ha dichiarato alla CBS: 'Il popolo americano deve vedere ciò che l'agente vede e sente; i dati mostrano che le body camera scagionano più spesso di quanto forniscano prove di illeciti'. Le pratiche variano comunque nel paese: a Chicago, un'agenzia di controllo pubblica regolarmente i video entro 60 giorni, mentre a Filadelfia la polizia raramente esercita tale discrezionalità. L'ICE ha dichiarato che le telecamere sono state consegnate a più della metà degli agenti sul campo e che il resto le riceverà entro fine settembre, un cronoprogramma leggermente in ritardo rispetto alle stime precedenti fornite ai legislatori.
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Il contribuente americano paga 30 milioni di dollari per telecamere che potrebbero non vedere mai la luce, perché l'ICE si riserva il diritto di nascondere i video quando lo ritiene opportuno.
Si enfatizza il costo pubblico e la discrezionalità burocratica, trasformando una misura di accountability in un potenziale strumento di opacità.
Non si menziona il contesto di pressione per maggiore trasparenza dopo sparatorie fatali, né il fatto che altri corpi di polizia usano clausole simili.
L'ICE si dota di telecamere ma si arroga il diritto di nascondere le immagini, tradendo la fiducia del pubblico e proteggendo i propri abusi.
Si universalizza il caso specifico come esempio di impunità sistemica, collegando la mancanza di trasparenza a una storia di violazioni dei diritti.
Non si menziona che la politica è simile a quella di altre agenzie federali, né si citano i costi o le tempistiche precise del dispiegamento.
La Casa Bianca trasforma i migranti in 'alieni' da film di fantascienza, disumanizzandoli per giustificare deportazioni di massa.
Si personifica lo stato americano come un'entità che deliberatamente sceglie un linguaggio disumanizzante, trasformando una scelta lessicale in una prova di intenti repressivi.
Non si menziona la notizia principale sulle bodycam dell'ICE, concentrandosi invece su un aspetto linguistico della campagna pubblicitaria.
La Casa Bianca si mette nei panni dell'Uomo Ragno per braccare i migranti, ma i fan Marvel reagiscono con disgusto, smascherando il ridicolo della propaganda.
Si utilizza la reazione del pubblico (fan Marvel) come prova del fallimento della campagna, creando una simmetria tra l'azione del governo e la risposta sociale.
Non si menziona la notizia principale sulle bodycam dell'ICE, concentrandosi invece sull'aspetto pop-culturale della campagna.
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