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Società e Culturamercoledì 27 maggio 2026

Lo sceneggiatore dei Simpson che 'vide' Trump ora punta alla Casa Bianca

Dan Greaney, autore dell'episodio profetico sul tycoon, si candida come repubblicano progressista. Mentre spunta anche la podcaster Candace Owens. Uno scenario che mescola satira e realtà.

Con una tunica da stregone, una barba finta e il proclama «Il Giorno del Giudizio è arrivato», Dan Greaney, lo scrittore dei Simpson che nel 2000 immaginò la presidenza di Donald Trump, ha annunciato la propria corsa alla Casa Bianca per il 2028. In un video pubblicato su Instagram, il sessantunenne sceneggiatore, vincitore di un Emmy, ha attaccato «Trump, Vance, i miliardari, i carrieristi e i codardi di entrambi i partiti», salvo poi spogliarsi del costume, ricordare di aver superato l’esame da avvocato e dichiarare: «Al diavolo, posso fare il politico». La sua piattaforma, «America per tutti», viene presentata sotto l’etichetta di repubblicano progressista, un ossimoro che intende sfidare tanto l’establishment conservatore quanto quello democratico. La notizia non cade nel vuoto: negli stessi giorni, focus group condotti da analisti statunitensi segnalano il crescente appeal della controversa podcaster di destra Candace Owens, già nota per teorie cospirazioniste, come possibile candidata per il 2028.

L’episodio intitolato “Bart al futuro” – in cui Lisa Simpson diventava la prima presidente donna e si lamentava del bilancio disastroso ereditato da Trump – è entrato nell’immaginario globale moltiplicando la fama del suo autore, ribattezzato “il profeta”. A distanza di venticinque anni, Greaney trasforma quella preveggenza satirica in ambizione politica. Da Mosca, l’iniziativa viene letta come l’ennesimo sintomo di uno svuotamento delle élite americane: la stampa russa sottolinea con malcelato sarcasmo come uno sceneggiatore di cartoon possa seriamente proporsi per la guida di una superpotenza, rafforzando la narrazione del Cremlino secondo cui la democrazia statunitense sarebbe degenerata in un reality show permanente.

Nell’ottica di Nuova Delhi, invece, la performance di Greaney appare meno esotica. I media indiani, che hanno seguito con dovizia di particolari il video dell’annuncio e l’inedita etichetta di repubblicano progressista, ricordano come il subcontinente abbia da tempo familiarità con le incursioni di star del cinema e della televisione nell’agone politico, trasformando la popolarità mediatica in consenso elettorale. La candidatura di uno scrittore satirico non è dunque un’anomalia, ma una variante di un fenomeno globale che mescola intrattenimento e governance, una linea di faglia che da anni ormai attraversa anche l’Europa.

A Bruxelles, osservatori e analisti seguono con preoccupazione questi sviluppi. L’irruzione di figure legate all’industria dell’intrattenimento nella competizione per la presidenza americana è vista come un acceleratore della spettacolarizzazione della politica, con potenziali conseguenze per la stabilità dell’alleanza transatlantica, già messa alla prova da cicli elettorali imprevedibili. Il fenomeno riporta alla mente quanto accaduto in Italia con l’ascesa di Beppe Grillo, il comico capace di mobilitare milioni di elettori, e suggerisce che negli Stati Uniti lo spazio per outsider mediatici è in piena espansione, in un clima in cui la satira diventa piattaforma e la finzione televisiva può trasformarsi in ambizione presidenziale.

Divergenza — chi la racconta come
22%Bassa
4 blocchi · posizioni da −0.50 a +0.10
CriticoFavorevole
RUSINDATLCIN
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa russa e CSI0.00neutral
Stampa indiana e sudasiatica+0.10neutral
Stampa atlantica / anglosfera−0.40critical
Stampa cinese−0.50critical
Stampa russa e CSI0.00

Uno sceneggiatore dei Simpson che aveva 'previsto' l'ascesa di Trump ora rivendica doti profetiche e si candida alla Casa Bianca per il 2028, promettendo un'America per tutti. L'annuncio, in un video teatrale, evidenzia la fusione tra spettacolo e politica negli Stati Uniti.

IroniaDistacco
Stampa indiana e sudasiatica+0.10

Lo sceneggiatore dei Simpson noto per l'episodio che 'predisse' la presidenza Trump si candida per il 2028 come repubblicano progressista. In un bizzarro video sui social, ha indossato un costume e dichiarato 'Il Giorno del Giudizio è arrivato', mescolando satira e messaggio politico.

IroniaPragmatismo
Stampa atlantica / anglosfera−0.40

Un ex sceneggiatore dei Simpson, noto per una trama che casualmente anticipò Trump, lancia una campagna satirica ma seria per il 2028. La sua etichetta di 'repubblicano progressista' e l'annuncio teatrale sollevano dubbi sull'erosione del discorso politico serio nell'era delle trovature virali.

ScetticismoIronia
Stampa cinese−0.50

Un autore comico di Hollywood, sfruttando la profezia accidentale di un cartone animato, cerca ora la presidenza USA, smascherando una cultura politica che confonde intrattenimento e governo. Questa candidatura assurda sottolinea la profonda disfunzione della politica elettorale americana.

PaternalismoIronia
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mercoledì 27 maggio 2026

Lo sceneggiatore dei Simpson che 'vide' Trump ora punta alla Casa Bianca

Dan Greaney, autore dell'episodio profetico sul tycoon, si candida come repubblicano progressista. Mentre spunta anche la podcaster Candace Owens. Uno scenario che mescola satira e realtà.

Con una tunica da stregone, una barba finta e il proclama «Il Giorno del Giudizio è arrivato», Dan Greaney, lo scrittore dei Simpson che nel 2000 immaginò la presidenza di Donald Trump, ha annunciato la propria corsa alla Casa Bianca per il 2028. In un video pubblicato su Instagram, il sessantunenne sceneggiatore, vincitore di un Emmy, ha attaccato «Trump, Vance, i miliardari, i carrieristi e i codardi di entrambi i partiti», salvo poi spogliarsi del costume, ricordare di aver superato l’esame da avvocato e dichiarare: «Al diavolo, posso fare il politico». La sua piattaforma, «America per tutti», viene presentata sotto l’etichetta di repubblicano progressista, un ossimoro che intende sfidare tanto l’establishment conservatore quanto quello democratico. La notizia non cade nel vuoto: negli stessi giorni, focus group condotti da analisti statunitensi segnalano il crescente appeal della controversa podcaster di destra Candace Owens, già nota per teorie cospirazioniste, come possibile candidata per il 2028.

L’episodio intitolato “Bart al futuro” – in cui Lisa Simpson diventava la prima presidente donna e si lamentava del bilancio disastroso ereditato da Trump – è entrato nell’immaginario globale moltiplicando la fama del suo autore, ribattezzato “il profeta”. A distanza di venticinque anni, Greaney trasforma quella preveggenza satirica in ambizione politica. Da Mosca, l’iniziativa viene letta come l’ennesimo sintomo di uno svuotamento delle élite americane: la stampa russa sottolinea con malcelato sarcasmo come uno sceneggiatore di cartoon possa seriamente proporsi per la guida di una superpotenza, rafforzando la narrazione del Cremlino secondo cui la democrazia statunitense sarebbe degenerata in un reality show permanente.

Nell’ottica di Nuova Delhi, invece, la performance di Greaney appare meno esotica. I media indiani, che hanno seguito con dovizia di particolari il video dell’annuncio e l’inedita etichetta di repubblicano progressista, ricordano come il subcontinente abbia da tempo familiarità con le incursioni di star del cinema e della televisione nell’agone politico, trasformando la popolarità mediatica in consenso elettorale. La candidatura di uno scrittore satirico non è dunque un’anomalia, ma una variante di un fenomeno globale che mescola intrattenimento e governance, una linea di faglia che da anni ormai attraversa anche l’Europa.

A Bruxelles, osservatori e analisti seguono con preoccupazione questi sviluppi. L’irruzione di figure legate all’industria dell’intrattenimento nella competizione per la presidenza americana è vista come un acceleratore della spettacolarizzazione della politica, con potenziali conseguenze per la stabilità dell’alleanza transatlantica, già messa alla prova da cicli elettorali imprevedibili. Il fenomeno riporta alla mente quanto accaduto in Italia con l’ascesa di Beppe Grillo, il comico capace di mobilitare milioni di elettori, e suggerisce che negli Stati Uniti lo spazio per outsider mediatici è in piena espansione, in un clima in cui la satira diventa piattaforma e la finzione televisiva può trasformarsi in ambizione presidenziale.

Divergenza — chi la racconta come
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Lo sceneggiatore dei Simpson noto per l'episodio che 'predisse' la presidenza Trump si candida per il 2028 come repubblicano progressista. In un bizzarro video sui social, ha indossato un costume e dichiarato 'Il Giorno del Giudizio è arrivato', mescolando satira e messaggio politico.

IroniaPragmatismo
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Un ex sceneggiatore dei Simpson, noto per una trama che casualmente anticipò Trump, lancia una campagna satirica ma seria per il 2028. La sua etichetta di 'repubblicano progressista' e l'annuncio teatrale sollevano dubbi sull'erosione del discorso politico serio nell'era delle trovature virali.

ScetticismoIronia
Stampa cinese−0.50

Un autore comico di Hollywood, sfruttando la profezia accidentale di un cartone animato, cerca ora la presidenza USA, smascherando una cultura politica che confonde intrattenimento e governo. Questa candidatura assurda sottolinea la profonda disfunzione della politica elettorale americana.

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