
Londra alza la soglia di allerta: dopo l’accoltellamento antisemita, la paura della comunità ebraica
Il governo britannico ha portato il livello di minaccia terroristica nazionale da “sostanziale” a “severo” – il secondo grado più alto nella scala a cinque livelli – dopo che due uomini ebrei sono stati accoltellati in pieno giorno nel quartiere londinese di Golders Green, cuore della comunità ebraica della capitale. La decisione, presa dal Joint Terrorism Analysis Centre, non è una reazione istintiva a un singolo episodio, ma il riflesso di un’escalation che dura da settimane: incendi dolosi contro sinagoghe, assalti a luoghi di culto, e un clima di paura che ha portato molti residenti a chiedersi se sia ancora sicuro vivere in Gran Bretagna. Il primo ministro Keir Starmer, recatosi sul posto per incontrare i soccorritori, è stato accolto da fischi e grida di “traditore” e “codardo”, segno di una fiducia incrinata tra la comunità ebraica e le istituzioni.
Secondo gli analisti di Londra, l’innalzamento della soglia significa che un attacco terroristico è considerato “altamente probabile” nei prossimi sei mesi. La ministra dell’Interno Shabana Mahmood ha parlato di una “emergenza antisemita”, annunciando uno stanziamento straordinario di 25 milioni di sterline per potenziare la sicurezza di sinagoghe, scuole e centri comunitari. L’uomo accusato del duplice accoltellamento, Essa Suleiman, quarantacinquenne di origine somala e cittadino britannico, aveva già un passato di violenza e problemi mentali, ed era stato segnalato al programma antiterrorismo Prevent nel 2020. Ora rischia l’ergastolo per tentato omicidio. La polizia metropolitana ha rilasciato filmati dalle bodycam in cui gli agenti lo neutralizzano mentre brandisce un coltello in strada.
La reazione delle istituzioni non ha placato l’angoscia. Dall’ottica della comunità ebraica di Golders Green emerge un sentimento di abbandono: molti si dicono spaventati, arrabbiati, e alcuni valutano l’ipotesi di lasciare il Paese. “È un orrore totale”, ha detto un residente ortodosso alla CBS, mentre una delle vittime, Shloime Rand, trentaquattrenne accoltellato, ha raccontato dalla sua camera d’ospedale di sentirsi “come se Dio mi avesse restituito la vita”. La paura è amplificata dalla percezione che il governo non abbia finora affrontato le cause profonde dell’estremismo, non solo islamista ma anche di destra radicale, che secondo gli analisti di Bruxelles rappresenta una minaccia crescente in tutto il continente.
Guardando avanti, la risposta di Starmer – più polizia nelle aree ebraiche, nuove leggi contro le minacce statali come quelle iraniane, e la promessa di “stroncare l’odio alla radice” – sarà misurata dalla rapidità con cui verranno attuate. Per l’Italia e l’Europa, la vicenda londinese è un campanello d’allarme: l’antisemitismo non è un’emergenza nazionale confinata al Regno Unito, ma un fenomeno che attraversa i confini, alimentato dalle tensioni in Medio Oriente e da una polarizzazione sociale che non risparmia nessuna democrazia liberale. La sfida, per i governi europei, è trasformare la condanna in azioni concrete prima che la paura diventi panico e la fiducia si dissolva del tutto.
Allarga lo sguardo
Washington revoca il visto all’ambasciatrice brasiliana: scontro diplomatico a due mesi dal voto
3 lingue · 43 testate
Da Economy & MarketsDazi USA del 15% sul polisilicio: la mossa di Trump per contrastare il dominio cinese
6 lingue · 16 testate
Da TechnologyL’amministrazione Trump esenta i modelli open-weight cinesi dai nuovi test di sicurezza sull’IA
3 lingue · 11 testate