
Macron chiede a Teheran lo sblocco di Hormuz: Parigi prepara una missione internazionale
Il presidente francese ha sollecitato l’Iran a rimuovere il blocco nello stretto strategico. In programma una forza multinazionale neutrale per garantire la libertà di navigazione.
La crisi nel Golfo si inasprisce mentre il presidente francese Emmanuel Macron, dopo un colloquio telefonico con l’omologo iraniano Masoud Pezeshkian, ha chiesto la rimozione immediata e incondizionata del blocco nello Stretto di Hormuz. In un messaggio pubblicato su X, Macron ha sottolineato l’urgenza di tornare al regime di piena libertà di navigazione che esisteva prima del conflitto, condannando al contempo gli attacchi iraniani contro le infrastrutture civili degli Emirati Arabi Uniti e le navi in transito. La mossa arriva in un momento di tensione crescente, con Teheran che continua a ostacolare il passaggio nel canale attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale.
Secondo quanto riferito dagli analisti di Bruxelles, la Francia e il Regno Unito stanno lavorando a una missione multinazionale che possa gettare le basi per un transito sicuro. Macron ha insistito sul carattere neutrale dell’iniziativa, separata dalle parti in conflitto, e ha annunciato che ne discuterà con il presidente americano Donald Trump. Il dispiegamento preliminare della portaerei Charles de Gaulle nel Mar Rosso si inserisce in questo quadro, a testimonianza della volontà europea di agire senza attendere un intervento diretto degli Stati Uniti.
Dall’ottica di Teheran, però, il dialogo resta segnato dalla sfiducia. Pezeshkian ha ribadito che la Repubblica islamica non si fida degli Stati Uniti a causa delle azioni ostili condotte parallelamente ai negoziati, citando la reimposizione delle sanzioni come prova della mancanza di buona fede americana. Il presidente iraniano ha tuttavia riaffermato la disponibilità a risolvere le questioni aperte nel quadro del diritto internazionale, purché si rispettino i legittimi diritti dell’Iran. La posizione di Teheran, misurata ma inflessibile, rischia di rendere ardua qualsiasi mediazione.
Per l’Italia e l’Europa, la posta in gioco è altissima. Lo Stretto di Hormuz rappresenta un nodo vitale per gli approvvigionamenti energetici del Vecchio continente: un blocco prolungato farebbe impennare i prezzi del petrolio e del gas, colpendo un’economia già fragile. La proposta di una missione internazionale, se accolta, potrebbe aprire uno spiraglio diplomatico, ma la strada resta impervia. Il successo dell’iniziativa dipenderà dalla capacità di Parigi e Londra di tenere insieme le istanze di sicurezza regionale e la necessità di un confronto diretto con Teheran, senza cadere nella trappola di uno scontro che nessuno, in Europa, può permettersi.
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