
Marocco, crescita rivista al 5,3% e deficit sotto controllo: Fettah delinea il quadro 2026-2029
La ministra dell’Economia presenta al Parlamento l’esecuzione della legge di bilancio e le prospettive triennali, tra il rimbalzo dell’agricoltura, la tenuta delle entrate fiscali e i rischi legati al conflitto mediorientale.
Davanti alle commissioni Finanze riunite del Parlamento di Rabat, la ministra dell’Economia e delle Finanze, Nadia Fettah, ha illustrato mercoledì l’esecuzione della legge di bilancio 2026 e il quadro di programmazione triennale 2027-2029. Il dato centrale è la revisione al rialzo della crescita attesa per l’anno in corso: il prodotto interno lordo marocchino dovrebbe espandersi del 5,3%, sette decimi di punto in più rispetto all’ipotesi del 4,6% iscritta nella finanziaria. A trainare la dinamica è innanzitutto il recupero del settore primario, con un valore aggiunto agricolo previsto in aumento del 15,1% dopo anni di siccità, mentre le attività non agricole segnano un +4,2%, sostenute da investimenti e domanda interna.
Sul fronte dei prezzi, il governo registra un’inflazione media dello 0,4% nei primi sei mesi del 2026 – con l’indice core addirittura negativo (-0,1%) – grazie al calo dei prodotti alimentari e alle misure di sostegno al potere d’acquisto. Per l’intero anno la previsione è dell’1,5%, che salirà al 2% nel 2027, in un contesto in cui le pressioni importate restano sotto osservazione. Parallelamente, la politica monetaria accomodante della Banca centrale – tasso guida fermo al 2,25% da marzo 2025 – ha favorito un miglioramento delle condizioni di finanziamento: il credito bancario al settore non finanziario ha registrato il flusso annuo più elevato dal 2011, con un incremento di 31 miliardi di dirham (+2,9%) nei primi cinque mesi dell’anno, trainato dai prestiti per attrezzature (+7,5%).
I conti pubblici beneficiano di un andamento fiscale robusto. Le entrate ordinarie sono cresciute del 15,4% a fine giugno, con un’imposta sulle società in rialzo del 26,2% grazie ai versamenti spontanei e all’efficacia dei meccanismi di riscossione. L’esecutivo stima di contenere il deficit di bilancio entro il 3% del Pil, in linea con gli obiettivi della legge finanziaria. Sul fronte del debito, il rapporto è sceso al 66,6% del Pil nel 2025, con un calo di 5,6 punti dal 2020; il Fondo monetario internazionale, nell’ambito delle consultazioni dell’Articolo IV, ha lodato la sostenibilità del debito del Tesoro, ancorato a una base di investitori prevalentemente domestici e a una vita media residua che a giugno 2026 si mantiene intorno agli otto anni.
Il mercato del lavoro mostra segnali di miglioramento graduale: nel 2025 sono stati creati 193.000 posti netti, il miglior risultato dal 2006 (escluso il rimbalzo post-Covid), portando il tasso di disoccupazione al 13%. Nel primo semestre 2026 il tasso di disoccupazione in senso stretto si attesta al 10,8%, ma restano criticità per giovani, donne e laureati, mentre il mondo rurale continua a scontare la perdita di circa 905.000 posti dal 2019. Sul versante esterno, le esportazioni sono cresciute del 5,8% a 211,4 miliardi di dirham a fine maggio, sospinte da automotive e aeronautica, ma le importazioni sono aumentate dell’11,8% a 370,5 miliardi, ampliando il deficit commerciale del 20,8%; a coprirlo in parte significativa concorrono i trasferimenti dei marocchini residenti all’estero (46,2 miliardi) e gli incassi turistici (46,9 miliardi), con arrivi che hanno superato i 7,7 milioni di visitatori. La programmazione 2027-2029 ipotizza una crescita del 4,1% nel 2027 e del 4,2% nei due anni successivi, basata su un raccolto cerealicolo di 70 milioni di quintali, un prezzo del petrolio a 70 dollari al barile e un’inflazione intorno al 2%. La ministra ha tuttavia insistito sulla necessaria vigilanza di fronte al perdurare del conflitto in Medio Oriente, alla volatilità delle materie prime e alle tensioni sulle catene di approvvigionamento. Il quadro presentato costituisce la base per l’elaborazione del progetto di legge finanziaria 2027, il cui iter parlamentare prenderà avvio nei prossimi mesi.
| Stampa arabo levante-Maghreb | +0.60 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa africana subsahariana | 0.00 | neutral |
Il Marocco alza le stime di crescita del PIL al 5,3% per il 2026, grazie al rimbalzo del settore agricolo dopo un periodo difficile. Il governo dimostra di saper gestire la ripresa economica, puntando sulle potenzialità del paese. La fiducia degli investitori è in aumento.
Il Marocco registra una crescita del PIL prevista al 5,3% per il 2026, un dato positivo che potrebbe avere effetti anche sui paesi vicini dell'Africa subsahariana, visti i legami commerciali. Tuttavia, resta da vedere se la ripresa agricola sarà sostenibile. Alcuni analisti avvertono che la dipendenza dall'agricoltura rende l'economia vulnerabile.
Allarga lo sguardo
Il Senato Usa approva sanzioni dure contro Mosca e Teheran, ora la Camera
4 lingue · 36 testate
Da Economy & MarketsDazi USA del 15% sul polisilicio: la mossa di Trump per contrastare il dominio cinese
4 lingue · 16 testate
Da TechnologyAmazon finanzia in Texas un impianto a gas da 7,65 GW per i data center
2 lingue · 8 testate