
Marocco, traffico aereo in forte crescita: +11% a marzo, record per Casablanca
Il cielo sopra il Marocco non è mai stato così affollato. Con quasi 8,9 milioni di passeggeri transitati negli aeroporti del Regno entro la fine di marzo, il Paese nordafricano registra un incremento dell’11,15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo i dati diffusi dall’Office National des Aéroports. La performance è trainata dal traffico internazionale, che resta il vero motore del settore, e conferma una ripresa robusta dopo gli anni della pandemia. Il nodo principale, l’aeroporto Mohammed V di Casablanca, ha da solo movimentato oltre 2,7 milioni di viaggiatori, con un balzo del 15,92% che lo consolida come hub strategico per i collegamenti tra Europa, Africa e Medio Oriente. Ma il segnale più interessante arriva dalla diffusione territoriale della crescita. Scali secondari come Beni Mellal (+31,35%), Errachidia (+20,81%) e Nador El Aroui (+13,83%) mostrano un dinamismo che va oltre le tradizionali mete turistiche, suggerendo un’integrazione più capillare delle infrastrutture aeroportuali nello sviluppo economico regionale. Marrakech, con un +11,68%, e Agadir, con un +10,76%, restano le destinazioni preferite dal turismo leisure, mentre Rabat-Salé (+13,51%) e Tangeri (+11,86%) intercettano una domanda in crescita legata agli affari e alla logistica.
Dal punto di vista di Rabat, questi numeri sono il frutto di una strategia combinata di apertura dei cieli, accordi bilaterali e investimenti in nuove rotte. Gli analisti marocchini sottolineano come il Paese stia sfruttando la posizione geografica per diventare un ponte tra continenti, attirando vettori low cost e compagnie tradizionali. Bruxelles guarda a questa accelerazione con un misto di interesse e cautela. Per l’Unione Europea, il Marocco si afferma come un partner affidabile nella connettività aerea, ma anche come un competitor per gli scali del Sud Europa: aeroporti come quelli di Barcellona, Roma Fiumicino o Milano Malpensa rischiano di perdere traffico di transito verso l’Africa subsahariana a favore di Casablanca. L’Italia, in particolare, potrebbe risentire del fenomeno: l’aumento dei voli diretti verso Marrakech e Agadir offre ai turisti italiani una via più breve e spesso più economica per raggiungere il Nord Africa, sottraendo passeggeri a scali nazionali che puntano sul lungo raggio.
Guardando avanti, il trend appare solido. Le previsioni per il 2026 indicano che il Marocco potrebbe superare la soglia dei 35 milioni di passeggeri annui, spinto anche dall’effetto traino dei grandi eventi sportivi in programma, come la Coppa d’Africa 2025 e la candidatura per il Mondiale 2030. Tuttavia, restano sul tavolo incognite non trascurabili: il rincaro del carburante, le tensioni geopolitiche nel Sahel e la possibile saturazione degli hub principali potrebbero frenare la crescita. Per ora, il Regno alawita continua a volare alto, e a Bruxelles come a Roma si prende nota.
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