
Meta a processo in California: quattro Stati USA chiedono 1.400 miliardi di dollari
Al via mercoledì la selezione della giuria nel processo federale di Oakland, dove gli Stati accusano Meta di aver reso Instagram e Facebook deliberatamente addictive per i minori.
Il processo federale contro Meta, uno dei più rilevanti tra le numerose cause che prendono di mira i social network negli Stati Uniti, prende il via mercoledì con la selezione della giuria presso il tribunale di Oakland, in California. Le dichiarazioni iniziali sono attese per il 18 agosto, con un dibattimento di circa sei settimane e un verdetto previsto per i primi di ottobre. I procuratori generali di California, Colorado, Kentucky e New Jersey accusano la più grande rete sociale al mondo di aver deliberatamente progettato Instagram e Facebook per creare dipendenza nei minori, chiedendo una lunga lista di restrizioni sul funzionamento delle piattaforme per i minorenni e sanzioni fino a 1.400 miliardi di dollari, una cifra che sfiora l'intera capitalizzazione di mercato di Meta.
L'accusa affonda le radici nei "Facebook Files", migliaia di pagine di ricerche interne fatte trapelare nel 2021 dall'ex dipendente Frances Haugen, che mostravano come l'azienda misurasse i potenziali danni di Instagram sulla salute mentale delle adolescenti, minimizzandoli pubblicamente. Meta respinge le accuse: in una dichiarazione, la società si è detta "fiduciosa nel nostro operato per proteggere gli adolescenti online" e intende sostenere che la salute mentale dei giovani è un problema dell'intero settore e che alcune funzionalità sono protette dalle leggi sulla libertà di espressione. La strategia legale dei quattro Stati aggira l'ampia immunità di cui godono le piattaforme internet per i contenuti generati dagli utenti, concentrandosi sul design delle applicazioni: scrolling infinito, notifiche eccessive e conteggio dei "mi piace", in presunta violazione delle leggi statali sulla protezione dei consumatori e della legge federale COPPA sulla privacy dei dati dei minori.
Il processo di Oakland è il primo in sede federale e segue una serie di condanne e accordi che hanno già scalfito la difesa di Meta. A marzo, una giuria di Los Angeles ha ritenuto Meta e YouTube responsabili della dipendenza di un'adolescente, assegnandole 6 milioni di dollari. In New Mexico, un giudice ha ordinato a Meta di pagare oltre mezzo miliardo di dollari per finanziare il trattamento e la prevenzione dei danni causati da Facebook e Instagram, imponendo anche modifiche ai prodotti; in precedenza, un'altra giuria aveva condannato la società a versare 375 milioni per aver reso i minori vulnerabili ai predatori sulle sue piattaforme. Meta ha presentato o intende presentare ricorso contro tutte queste decisioni. A maggio, Snap, TikTok, YouTube e la stessa Meta hanno patteggiato con un distretto scolastico del Kentucky per 27 milioni di dollari, evitando un processo che avrebbe fatto da precedente per circa 1.200 cause analoghe.
Un sondaggio Reuters/Ipsos condotto su 4.505 adulti statunitensi e concluso il 3 agosto rivela che il 61% degli americani è favorevole a un controllo più severo sulle società di social media, il 66% sostiene l'obbligo di verifica dell'età per gli under 16 e l'85% ritiene che i social possano creare dipendenza nei bambini. La selezione della giuria inizia mercoledì, le arringhe iniziali il 18 agosto; il processo durerà circa sei settimane, con un verdetto atteso per i primi di ottobre. Il CEO Mark Zuckerberg è tra i testimoni chiave che l'accusa intende chiamare alla sbarra. Una sconfitta di Meta potrebbe spingere verso un accordo globale con tutti gli Stati coinvolti, sulla scia di quanto avvenuto con l'industria del tabacco.
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I quattro stati americani chiedono restrizioni severe contro Meta, supportati da un'opinione pubblica che vuole più regole per proteggere i minori.
Il blocco rafforza la propria posizione giustapponendo i dettagli del processo a dati di sondaggio, creando l'impressione che la legge e l'opinione pubblica siano allineate contro Meta.
Viene omessa qualsiasi analisi delle strategie di difesa di Meta o delle implicazioni per la libertà di espressione online, che sono presenti in altri blocchi.
La generazione Z è vittima di danni irreversibili causati da Meta, e i legislatori mondiali sono stati colpevolmente inerti per anni.
Il blocco universalizza il problema trasformando un caso giudiziario specifico in una crisi generazionale globale, usando un linguaggio emotivo e assoluto ('devastanti', 'irreversibili') per creare un senso di urgenza morale.
Vengono omessi i dettagli legali del processo, le cifre dei danni e le posizioni delle aziende, concentrandosi esclusivamente sull'impatto sociale percepito.
Meta, già condannata due volte, affronta ora quattro stati americani in un processo che potrebbe ridefinire la responsabilità delle piattaforme social.
Il blocco presenta il caso come un normale sviluppo del contenzioso in corso, normalizzando la posizione di Meta come imputato seriale e dando per scontata la legittimità delle accuse.
Viene omessa qualsiasi prospettiva di difesa di Meta o critica alla regolamentazione, così come il contesto più ampio del dibattito sulla libertà di espressione.
Mentre Meta affronta un processo negli USA, la regione Asia-Pacifico deve concentrarsi su minacce più immediate come l'AI criminale e la protezione dei dati dei bambini.
Il blocco riproietta il caso americano su preoccupazioni locali, minimizzando la rilevanza del processo e spostando l'attenzione su problemi percepiti come più vicini e urgenti per il proprio pubblico.
Vengono omessi i dettagli specifici del processo, le accuse degli stati americani e le potenziali implicazioni globali del verdetto.
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