
Mondiale 2026: l’America chiude le inaugurazioni tra pop, polemiche e l’assenza di Trump
Una cerimonia fulminea al SoFi Stadium di Los Angeles, con Anitta, Lisa e Katy Perry, ha diviso il pubblico mentre il presidente disertava l’evento.
Con una cerimonia tanto attesa quanto fugace, gli Stati Uniti hanno chiuso venerdì 12 giugno il trittico di inaugurazioni del Mondiale 2026, il primo co-organizzato da tre nazioni. Sul prato del SoFi Stadium di Los Angeles, prima del debutto dei padroni di casa contro il Paraguay, si è consumato uno spettacolo di appena sette minuti che ha lasciato il pubblico in parte interdetto. L’assenza iniziale di Katy Perry, annunciata come headliner, e la brusca conclusione hanno scatenato una valanga di meme e critiche sui social network, oscurando in parte la portata simbolica dell’evento. A rendere ancora più atipica la serata, il presidente Donald Trump ha scelto di non presenziare, rompendo una consuetudine che vuole i capi di Stato sugli spalti per la partita inaugurale.
Nonostante le polemiche, il palco ha vibrato di collaborazioni globali che hanno rispecchiato la geografia musicale del pianeta. Il rapper Future e la sudafricana Tyla hanno aperto con ‘Game Time’, per poi cedere la scena al trio composto dalla brasiliana Anitta, la star del K-pop Lisa e il nigeriano Rema, che hanno eseguito ‘Goals’, il brano ufficiale del torneo. L’esibizione di Anitta, accolta con ovazione dalla numerosa comunità latina presente, è stata letta dalla stampa sudamericana come un riconoscimento del peso crescente del Brasile nel pop globale, mentre i media asiatici hanno sottolineato il ruolo di Lisa come ponte tra l’industria musicale coreana e il pubblico occidentale. Katy Perry ha infine chiuso la serata, riportando il baricentro sull’intrattenimento made in USA, in un allestimento che, secondo i commentatori mediorientali, ha celebrato «la diversità culturale e la vitalità delle comunità diasporiche» americane, come dichiarato dal presidente FIFA Gianni Infantino.
L’inedita formula delle tre inaugurazioni – dopo lo show di Shakira allo Stadio Azteca di Città del Messico e quello di Michael Bublé e Alanis Morissette al BMO Field di Toronto – ha trasformato l’avvio del torneo in un racconto a tappe, ciascuna con una propria identità estetica e politica. Negli Stati Uniti, il discorso inaugurale ha evocato i 250 anni della nazione, tra bandiere patriottiche e una gigantesca replica della Coppa del Mondo illuminata dai fuochi d’artificio. Tuttavia, la brevità dell’evento ha alimentato un dibattito che dalla California è rimbalzato fino ai circoli sportivi europei: ci si interroga se la FIFA abbia voluto privilegiare un formato televisivo compresso, sacrificando la narrazione emotiva che aveva caratterizzato le cerimonie del passato, o se si tratti di un semplice incidente di produzione.
Al di là delle critiche, la serata di Los Angeles consolida un modello organizzativo che potrebbe fare scuola. Per la prima volta, un Mondiale si apre non in un unico luogo ma in tre, moltiplicando i centri di attenzione e offrendo a ciascun paese co-ospitante una vetrina culturale autonoma. Per l’Italia e l’Europa, che guardano a questa edizione da spettatori dopo la mancata qualificazione degli Azzurri, il trittico inaugurale rappresenta un caso di studio su come lo sport possa ibridarsi con l’industria dell’intrattenimento in forme sempre più frammentate e globalizzate. Se da un lato la formula ha permesso di accendere i riflettori su artisti di tre continenti, dall’altro ha mostrato i rischi di una diluizione dell’impatto simbolico. Mentre il pallone comincia a rotolare, resta da vedere se la sostanza del torneo saprà ricucire le cuciture ancora visibili di un’apertura a tre voci.
| Stampa latinoamericana | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa arabo levante-Maghreb | +0.80 | aligned |
| Stampa europea continentale | −0.40 | critical |
La cerimonia d'apertura statunitense del Mondiale 2026 ha sorpreso per la sua brevità – appena sette minuti – e per il finale brusco, scatenando ironia e critiche sui social. Nonostante la presenza di star globali come Anitta e Katy Perry, lo show è apparso affrettato e ha lasciato più perplessità che applausi, trasformando l'esordio in un caso controverso. L'evento è stato vissuto con un misto di scetticismo e divertita malizia, tra meme e commenti che ne hanno ridimensionato l'ambizione.
La cerimonia d'apertura di Los Angeles è stata presentata come un momento storico, con gli Stati Uniti che accolgono il mondo nella capitale dell'intrattenimento. Il presidente FIFA Infantino ha elogiato la scalabilità eccezionale del Mondiale 2026 e la diversità culturale riflessa dagli artisti. Un resoconto distaccato ma trionfale, che inquadra l'evento come una pietra miliare globale.
L'apertura del Mondiale negli USA è stata seguita in diretta con un occhio critico: tra problemi di visti, biglietti alle stelle e la concorrenza di altri sport, la cerimonia è passata in secondo piano. Il blog live ha sottolineato le difficoltà organizzative e lo scetticismo che circonda il torneo in casa, più che lo spettacolo in sé. Un racconto urgente e pragmatico, che mette in guardia sulle sfide per il calcio americano.
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