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Geopolitica e Politicavenerdì 19 giugno 2026

Costa cerca un canale con Mosca, il Cremlino apre ma rifiuta gli ultimatum

Il presidente del Consiglio europeo conferma i contatti diplomatici con la Russia, mentre l'Ue si divide sul metodo e il Cremlino detta le condizioni per un dialogo.

Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha confermato di aver avviato, tramite il proprio ufficio, brevi contatti diplomatici con il Cremlino. L’iniziativa, condotta a livello di capo di gabinetto e senza affrontare questioni sostanziali, mira a costruire un canale di comunicazione diretta in vista di futuri negoziati sulla guerra in Ucraina. Dal Cremlino, il portavoce Dmitrij Peskov ha ribadito che la Russia è aperta al dialogo con le forze europee disposte a un confronto «senza moralismi né ultimatum», ma ha definito «il più grande errore» la convinzione di Bruxelles di poter negoziare da una posizione di forza, attribuendo tale approccio a incompetenza o disinformazione. La portavoce del ministero degli Esteri russo Marija Zacharova ha ironizzato sulla necessità di un nuovo canale, ricordando che gli ambasciatori dell’Ue sono già a Mosca.

L’iniziativa di Costa ha innescato una frattura tra i Ventisette, emersa con chiarezza durante il vertice di Bruxelles. Secondo fonti diplomatiche europee, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno criticato il metodo, giudicando i contatti non coordinati con gli Stati membri e prematuri; analoghe perplessità sono state espresse dai Paesi baltici, dalla Danimarca e dai Paesi Bassi. Al contrario, un ampio gruppo di leader – tra cui, secondo quanto riferito da fonti dell’Unione, la premier italiana Giorgia Meloni – ha sostenuto la necessità di preparare canali di comunicazione, pur senza conferire a Costa un mandato negoziale formale. Il governo italiano, che in passato si è detto favorevole a un riavvicinamento con Mosca, non ha ancora preso una posizione pubblica sulla vicenda, ma il dibattito tocca direttamente il ruolo che Roma potrà giocare in un eventuale tavolo di pace.

Nell’ottica di Bruxelles, la ricerca di un canale diretto risponde alla volontà di non restare esclusa dai futuri colloqui, dopo che gli Stati Uniti hanno di fatto sospeso la propria mediazione per concentrarsi sul conflitto con l’Iran. L’Unione non intende agire da mediatore – ruolo che spetta a Kiev – ma rivendica un posto al tavolo in quanto portatrice di interessi specifici: sanzioni, utilizzo degli asset russi congelati, allargamento e garanzie di sicurezza per l’Ucraina. La discussione su chi debba rappresentare l’Ue è ancora aperta: diversi leader considerano Costa il candidato naturale in virtù del suo ruolo istituzionale, mentre altri, in particolare Parigi e Berlino, preferirebbero un formato ristretto come il gruppo E3 (Francia, Germania e Regno Unito), che già a giugno ha inviato i propri ambasciatori a Mosca per un incontro con il viceministro degli Esteri russo.

Il dossier resta in evoluzione. Il Consiglio europeo ha ribadito la necessità di mantenere la pressione su Mosca con nuove sanzioni e il contrasto alla flotta ombra, intensificando al contempo il sostegno a Kiev. La prospettiva di un negoziato appare ancora lontana: secondo analisti di Bruxelles, il comportamento del Cremlino non mostra una reale volontà di dialogo, e le condizioni poste da Mosca – l’abbandono dell’approccio «di forza» e l’assenza di ultimatum – sono giudicate da molte capitali europee come un tentativo di dettare l’agenda. Il dibattito sulla rappresentanza e sul mandato negoziale dell’Unione proseguirà nei prossimi consessi, mentre i contatti esplorativi avviati da Costa restano, per ora, privi di un esplicito avallo politico dei Ventisette.

Divergenza — chi la racconta come
49%Media
3 blocchi · posizioni da −0.40 a 0.00
CriticoFavorevole
RUSSEAEUR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa russa e CSI−0.40critical
Stampa sud-est asiatica0.00neutral
Stampa europea continentale−0.10neutral
Stampa russa e CSI−0.40

Mosca si dice pronta al dialogo con l'UE, ma respinge con fermezza qualsiasi ultimatum o trattativa condotta da una posizione di forza, definendo questo approccio l'errore più grave dell'Europa. Il Cremlino insiste sul fatto che il buon senso impone contatti per affrontare sfide complesse, attribuendo la posizione errata all'incompetenza o alla disinformazione europea. La Russia si presenta come aperta e pragmatica, ricordando di non aver mai avviato la rottura delle relazioni.

ScetticismoPragmatismo
Stampa sud-est asiatica0.00

Il portavoce del Cremlino ha dichiarato che la Russia è sempre stata aperta ai contatti con l'Europa e che non è stata Mosca a interromperli. Ha aggiunto che gli europei sbagliano a pensare di dover trattare da una posizione di forza. La notizia è stata riportata in modo neutrale, senza commenti editoriali.

DistaccoPragmatismo
Stampa europea continentale−0.10

I contatti nascenti con il Cremlino mettono in luce le profonde divisioni tra i Ventisette. Mentre paesi come Belgio e Italia applaudono il canale diplomatico aperto dal presidente del Consiglio europeo Costa, altri come Germania e Stati baltici lo criticano aspramente. Il dibattito su chi debba rappresentare l'UE in eventuali negoziati di pace con Mosca resta irrisolto, evidenziando la mancanza di unanimità.

ScetticismoDistacco
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venerdì 19 giugno 2026

Costa cerca un canale con Mosca, il Cremlino apre ma rifiuta gli ultimatum

Il presidente del Consiglio europeo conferma i contatti diplomatici con la Russia, mentre l'Ue si divide sul metodo e il Cremlino detta le condizioni per un dialogo.

Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha confermato di aver avviato, tramite il proprio ufficio, brevi contatti diplomatici con il Cremlino. L’iniziativa, condotta a livello di capo di gabinetto e senza affrontare questioni sostanziali, mira a costruire un canale di comunicazione diretta in vista di futuri negoziati sulla guerra in Ucraina. Dal Cremlino, il portavoce Dmitrij Peskov ha ribadito che la Russia è aperta al dialogo con le forze europee disposte a un confronto «senza moralismi né ultimatum», ma ha definito «il più grande errore» la convinzione di Bruxelles di poter negoziare da una posizione di forza, attribuendo tale approccio a incompetenza o disinformazione. La portavoce del ministero degli Esteri russo Marija Zacharova ha ironizzato sulla necessità di un nuovo canale, ricordando che gli ambasciatori dell’Ue sono già a Mosca.

L’iniziativa di Costa ha innescato una frattura tra i Ventisette, emersa con chiarezza durante il vertice di Bruxelles. Secondo fonti diplomatiche europee, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno criticato il metodo, giudicando i contatti non coordinati con gli Stati membri e prematuri; analoghe perplessità sono state espresse dai Paesi baltici, dalla Danimarca e dai Paesi Bassi. Al contrario, un ampio gruppo di leader – tra cui, secondo quanto riferito da fonti dell’Unione, la premier italiana Giorgia Meloni – ha sostenuto la necessità di preparare canali di comunicazione, pur senza conferire a Costa un mandato negoziale formale. Il governo italiano, che in passato si è detto favorevole a un riavvicinamento con Mosca, non ha ancora preso una posizione pubblica sulla vicenda, ma il dibattito tocca direttamente il ruolo che Roma potrà giocare in un eventuale tavolo di pace.

Nell’ottica di Bruxelles, la ricerca di un canale diretto risponde alla volontà di non restare esclusa dai futuri colloqui, dopo che gli Stati Uniti hanno di fatto sospeso la propria mediazione per concentrarsi sul conflitto con l’Iran. L’Unione non intende agire da mediatore – ruolo che spetta a Kiev – ma rivendica un posto al tavolo in quanto portatrice di interessi specifici: sanzioni, utilizzo degli asset russi congelati, allargamento e garanzie di sicurezza per l’Ucraina. La discussione su chi debba rappresentare l’Ue è ancora aperta: diversi leader considerano Costa il candidato naturale in virtù del suo ruolo istituzionale, mentre altri, in particolare Parigi e Berlino, preferirebbero un formato ristretto come il gruppo E3 (Francia, Germania e Regno Unito), che già a giugno ha inviato i propri ambasciatori a Mosca per un incontro con il viceministro degli Esteri russo.

Il dossier resta in evoluzione. Il Consiglio europeo ha ribadito la necessità di mantenere la pressione su Mosca con nuove sanzioni e il contrasto alla flotta ombra, intensificando al contempo il sostegno a Kiev. La prospettiva di un negoziato appare ancora lontana: secondo analisti di Bruxelles, il comportamento del Cremlino non mostra una reale volontà di dialogo, e le condizioni poste da Mosca – l’abbandono dell’approccio «di forza» e l’assenza di ultimatum – sono giudicate da molte capitali europee come un tentativo di dettare l’agenda. Il dibattito sulla rappresentanza e sul mandato negoziale dell’Unione proseguirà nei prossimi consessi, mentre i contatti esplorativi avviati da Costa restano, per ora, privi di un esplicito avallo politico dei Ventisette.

Divergenza — chi la racconta come
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CriticoFavorevole
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Divergenza tra blocchi di stampa
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Mosca si dice pronta al dialogo con l'UE, ma respinge con fermezza qualsiasi ultimatum o trattativa condotta da una posizione di forza, definendo questo approccio l'errore più grave dell'Europa. Il Cremlino insiste sul fatto che il buon senso impone contatti per affrontare sfide complesse, attribuendo la posizione errata all'incompetenza o alla disinformazione europea. La Russia si presenta come aperta e pragmatica, ricordando di non aver mai avviato la rottura delle relazioni.

ScetticismoPragmatismo
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Il portavoce del Cremlino ha dichiarato che la Russia è sempre stata aperta ai contatti con l'Europa e che non è stata Mosca a interromperli. Ha aggiunto che gli europei sbagliano a pensare di dover trattare da una posizione di forza. La notizia è stata riportata in modo neutrale, senza commenti editoriali.

DistaccoPragmatismo
Stampa europea continentale−0.10

I contatti nascenti con il Cremlino mettono in luce le profonde divisioni tra i Ventisette. Mentre paesi come Belgio e Italia applaudono il canale diplomatico aperto dal presidente del Consiglio europeo Costa, altri come Germania e Stati baltici lo criticano aspramente. Il dibattito su chi debba rappresentare l'UE in eventuali negoziati di pace con Mosca resta irrisolto, evidenziando la mancanza di unanimità.

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