
Mudryk torna in campo: squalifica ridotta a 19 mesi per accordo doping
L’ala ucraina del Chelsea può riprendere a giocare dopo che la sospensione di quattro anni è stata ridotta al periodo già scontato grazie a un accordo tra FA, WADA e giocatore.
Mykhailo Mudryk è di nuovo libero di scendere in campo. Il Court of Arbitration for Sport (CAS) ha accolto parzialmente il ricorso del venticinquenne ucraino, riducendo la squalifica di quattro anni — inflitta dalla Federcalcio inglese per un test positivo al meldonium — al periodo già scontato. Mudryk, che non giocava dal novembre 2024, ha accettato di aver commesso una violazione delle norme antidoping e si è dichiarato d’accordo con una sospensione pari al tempo già trascorso. L’accordo è stato raggiunto tra la FA, il calciatore e la World Anti-Doping Agency (WADA).
Il caso ruota attorno a un controllo effettuato nel 2024 durante un raduno con la Nazionale ucraina, che aveva rilevato una bassa concentrazione di meldonio, sostanza vietata dal 2016. La WADA ha nel frattempo modificato i propri standard tecnici: secondo la FA, se il campione fosse stato analizzato oggi, quella stessa concentrazione non sarebbe stata segnalata come positiva e non avrebbe portato ad alcuna violazione. Questo elemento, insieme ad altre circostanze del caso, ha permesso l’intesa. Mudryk ha sempre negato di aver assunto consapevolmente o intenzionalmente la sostanza, ribadendo il proprio impegno per una competizione leale.
Il giocatore ha definito questi mesi “il periodo più difficile della mia carriera” e ha ringraziato la famiglia, gli amici, il Chelsea e i tifosi per il sostegno. Il club londinese, che lo aveva acquistato dallo Shakhtar Donetsk nel gennaio 2023 per circa 100 milioni di euro, ha espresso soddisfazione per la conclusione della vicenda. “Il nostro obiettivo ora è sostenere la reintegrazione di Misha nella squadra e aiutarlo a recuperare la piena forma”, ha dichiarato il Chelsea in un comunicato. Mudryk, che in 73 presenze con i Blues ha segnato dieci gol, si prepara a unirsi al tour pre-stagionale della squadra a Hong Kong, dove potrà lavorare agli ordini del nuovo tecnico Xabi Alonso.
| Stampa iraniana e affini | −0.40 | critical |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | −0.70 | critical |
| Stampa africana subsahariana | +0.20 | neutral |
| Stampa sud-est asiatica | +0.10 | neutral |
L'Iran registra il fatto con distacco: il calciatore ucraino torna in campo dopo una lunga sospensione per doping, ma la vicenda non merita trionfo né indignazione.
Il blocco iraniano adotta un tono piatto e descrittivo, privando la notizia di qualsiasi carica emotiva o valoriale, come se si trattasse di una pratica amministrativa di routine.
Viene omesso il dettaglio che il Tas ha accolto solo parzialmente il ricorso, il che implica che la colpevolezza non è stata completamente scagionata. Inoltre, non si menziona la durata della squalifica (4 anni) né il ruolo della WADA.
La Russia registra con ironia il ritorno del calciatore ucraino, sottolineando la lunga assenza e la riduzione della squalifica, quasi a deridere la vicenda.
Il blocco russo usa un tono distaccato e ironico, riducendo la notizia a un fatto di cronaca minore, quasi a sminuire l'importanza del calciatore e della vicenda stessa.
Viene omesso il dettaglio che il Tas ha accolto solo parzialmente il ricorso, il che implica che la colpevolezza non è stata completamente scagionata. Inoltre, non si menziona la durata della squalifica (4 anni) né il ruolo della WADA.
L'Africa subsahariana anglofona riporta la notizia come un esito legale: il Tas ha accolto parzialmente il ricorso, il giocatore è libero di giocare.
Il blocco africano subsahariano anglofono adotta un tono fattuale e procedurale, presentando la notizia come il risultato di un processo legale, con riferimenti a organi come il Tas, la FA e la WADA.
Viene omesso il dettaglio che il Tas ha accolto solo parzialmente il ricorso, il che implica che la colpevolezza non è stata completamente scagionata. Inoltre, non si menziona la durata della squalifica (4 anni) né il ruolo della WADA.
Il Sud-est asiatico analizza la notizia come un caso di tecnicismo procedurale: il giocatore è libero perché le regole sono cambiate, non perché sia innocente.
Il blocco del sud-est asiatico adotta un tono analitico e tecnico, concentrandosi sulle modifiche procedurali della WADA e sul fatto che il test sarebbe stato negativo con le nuove regole, presentando la notizia come una questione di scappatoie legali.
Viene omesso il dettaglio che il Tas ha accolto solo parzialmente il ricorso, il che implica che la colpevolezza non è stata completamente scagionata. Inoltre, non si menziona la durata della squalifica (4 anni) né il ruolo della FA.
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