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Geopolitica e Politicamartedì 23 giugno 2026

Muscat ribadisce il passaggio senza pedaggi nello Stretto di Hormuz

Il ministro degli Esteri omanita conferma l’intesa con Teheran sul rispetto del diritto internazionale, mentre il memorandum Iran-Usa alimenta tensioni interne e interrogativi sulla tenuta dell’accordo.

L’incontro di lunedì sera a Muscat tra il ministro degli Esteri omanita Badr al‑Busaidi, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e il capo della diplomazia di Teheran Abbas Araghchi ha prodotto un impegno esplicito: il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz resterà gratuito e conforme al diritto internazionale. Lo ha comunicato lo stesso Busaidi sulla piattaforma X, definendo «costruttivi» i colloqui e precisando che il punto è stato affrontato nel quadro del recente memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti, di cui la sultanatura è stata facilitatrice. La dichiarazione assume rilievo immediato per l’Italia e l’Europa, che dipendono per quote significative di greggio e gas naturale liquefatto proprio dal transito regolare del corridoio strategico tra Golfo Persico e Oceano Indiano.

Secondo fonti diplomatiche di area mediorientale, l’incontro ha permesso a Muscat di ribadire la propria posizione di garante neutrale della libertà di navigazione, in un momento in cui il dossier Hormuz è tornato al centro del negoziato regionale. Il memorandum Iran‑Usa, siglato dopo l’escalation militare della scorsa primavera, prevede una tregua di sessanta giorni e il divieto di imporre nuovi pedaggi. L’amministrazione statunitense, secondo analisti vicini al Dipartimento di Stato, considera la clausola un test per verificare se Teheran sia disposta a comportarsi come un «paese normale», offrendo in cambio un allentamento delle sanzioni e lo sblocco di asset finanziari. Bruxelles segue con attenzione: un’eventuale instabilità dello Stretto si tradurrebbe in un immediato rincaro dei prezzi energetici, con effetti diretti sulle economie del Mediterraneo.

Sul versante iraniano, però, il quadro appare meno lineare. Pochi giorni prima della missione a Muscat, il deputato ultraconservatore Mahmoud Nabavian aveva dichiarato in televisione che Mojtaba Khamenei, figlio della Guida suprema e figura sempre più influente, avrebbe preteso il controllo esclusivo dello Stretto da parte di Teheran e l’introduzione di pedaggi. Un account social attribuito allo stesso Mojtaba Khamenei ha successivamente smentito, affermando di aver autorizzato la firma dell’intesa e scaricando sul presidente Pezeshkian la responsabilità politica del negoziato. Nell’ottica di Teheran, il doppio registro riflette la competizione tra l’ala pragmatica che cerca un’apertura economica e i settori che temono un indebolimento della postura rivoluzionaria. Per gli osservatori europei, questa ambiguità rende fragile l’architettura del memorandum e impone di subordinare ogni concessione a verifiche rigorose.

La partita si inserisce in un riposizionamento più ampio. Dopo i raid reciproci di aprile, che hanno coinvolto anche lo spazio aereo omanita, la sultanatura ha intensificato la propria mediazione per scongiurare una nuova escalation. Il sultano Haitham bin Tariq ha ricevuto la delegazione iraniana, e i colloqui hanno toccato anche la cooperazione bilaterale e la stabilizzazione regionale. Per l’Italia, che ha sempre sostenuto il ruolo di Muscat come canale di dialogo, la tenuta dell’intesa sullo Stretto è un interesse diretto: la raffineria di Milazzo e gli approvvigionamenti di Eni transitano in larga misura da quelle acque. Il dossier resta aperto: il cessate il fuoco temporaneo scade tra alcune settimane, e i prossimi passaggi tecnici tra Iran e Stati Uniti, con la regia omanita, dovranno dimostrare se l’impegno verbale sul passaggio gratuito si tradurrà in un meccanismo stabile di monitoraggio e rispetto degli obblighi.

Divergenza — chi la racconta come
41%Media
3 blocchi · posizioni da −0.70 a +0.80
CriticoFavorevole
IRNALMATL
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa iraniana e affini+0.80aligned
Stampa arabo levante-Maghreb+0.40aligned
Stampa atlantica / anglosfera−0.70critical
Stampa iraniana e affini+0.80

La delegazione iraniana è stata accolta calorosamente a Mascate per colloqui costruttivi sul memorandum d'intesa, con particolare attenzione allo Stretto di Hormuz. Entrambe le parti hanno sottolineato il rispetto del diritto internazionale e la navigazione sicura e gratuita, consolidando al contempo il ruolo dell'Iran nella gestione dello stretto. La visita ha rafforzato i legami bilaterali e il ruolo centrale di Teheran nella sicurezza marittima regionale.

TrionfoPragmatismo
Stampa arabo levante-Maghreb+0.40

Oman e Iran hanno tenuto colloqui a Mascate incentrati sul rafforzamento dei legami bilaterali e sulla necessità di cogliere l'opportunità diplomatica per ridurre le tensioni regionali. Le discussioni hanno affrontato in modo costruttivo lo Stretto di Hormuz, con entrambe le parti che hanno ribadito la necessità di un passaggio sicuro e gratuito nel rispetto del diritto internazionale. L'incontro ha riflesso un impegno comune per la stabilità e la ricerca di soluzioni pacifiche.

PragmatismoDistacco
Stampa atlantica / anglosfera−0.70

L'Oman ha pubblicamente ribadito la necessità di un passaggio gratuito attraverso lo Stretto di Hormuz dopo l'incontro con i funzionari iraniani, respingendo implicitamente le precedenti minacce di Teheran di imporre pedaggi. I colloqui, sebbene descritti come costruttivi, non possono oscurare il comportamento destabilizzante dell'Iran, inclusi i recenti attacchi missilistici contro l'Oman e l'uso dello stretto come leva. L'accordo più ampio rischia di rafforzare le Guardie Rivoluzionarie e di consolidare l'influenza cinese, il tutto a spese del popolo iraniano.

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Muscat ribadisce il passaggio senza pedaggi nello Stretto di Hormuz

Il ministro degli Esteri omanita conferma l’intesa con Teheran sul rispetto del diritto internazionale, mentre il memorandum Iran-Usa alimenta tensioni interne e interrogativi sulla tenuta dell’accordo.

L’incontro di lunedì sera a Muscat tra il ministro degli Esteri omanita Badr al‑Busaidi, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e il capo della diplomazia di Teheran Abbas Araghchi ha prodotto un impegno esplicito: il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz resterà gratuito e conforme al diritto internazionale. Lo ha comunicato lo stesso Busaidi sulla piattaforma X, definendo «costruttivi» i colloqui e precisando che il punto è stato affrontato nel quadro del recente memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti, di cui la sultanatura è stata facilitatrice. La dichiarazione assume rilievo immediato per l’Italia e l’Europa, che dipendono per quote significative di greggio e gas naturale liquefatto proprio dal transito regolare del corridoio strategico tra Golfo Persico e Oceano Indiano.

Secondo fonti diplomatiche di area mediorientale, l’incontro ha permesso a Muscat di ribadire la propria posizione di garante neutrale della libertà di navigazione, in un momento in cui il dossier Hormuz è tornato al centro del negoziato regionale. Il memorandum Iran‑Usa, siglato dopo l’escalation militare della scorsa primavera, prevede una tregua di sessanta giorni e il divieto di imporre nuovi pedaggi. L’amministrazione statunitense, secondo analisti vicini al Dipartimento di Stato, considera la clausola un test per verificare se Teheran sia disposta a comportarsi come un «paese normale», offrendo in cambio un allentamento delle sanzioni e lo sblocco di asset finanziari. Bruxelles segue con attenzione: un’eventuale instabilità dello Stretto si tradurrebbe in un immediato rincaro dei prezzi energetici, con effetti diretti sulle economie del Mediterraneo.

Sul versante iraniano, però, il quadro appare meno lineare. Pochi giorni prima della missione a Muscat, il deputato ultraconservatore Mahmoud Nabavian aveva dichiarato in televisione che Mojtaba Khamenei, figlio della Guida suprema e figura sempre più influente, avrebbe preteso il controllo esclusivo dello Stretto da parte di Teheran e l’introduzione di pedaggi. Un account social attribuito allo stesso Mojtaba Khamenei ha successivamente smentito, affermando di aver autorizzato la firma dell’intesa e scaricando sul presidente Pezeshkian la responsabilità politica del negoziato. Nell’ottica di Teheran, il doppio registro riflette la competizione tra l’ala pragmatica che cerca un’apertura economica e i settori che temono un indebolimento della postura rivoluzionaria. Per gli osservatori europei, questa ambiguità rende fragile l’architettura del memorandum e impone di subordinare ogni concessione a verifiche rigorose.

La partita si inserisce in un riposizionamento più ampio. Dopo i raid reciproci di aprile, che hanno coinvolto anche lo spazio aereo omanita, la sultanatura ha intensificato la propria mediazione per scongiurare una nuova escalation. Il sultano Haitham bin Tariq ha ricevuto la delegazione iraniana, e i colloqui hanno toccato anche la cooperazione bilaterale e la stabilizzazione regionale. Per l’Italia, che ha sempre sostenuto il ruolo di Muscat come canale di dialogo, la tenuta dell’intesa sullo Stretto è un interesse diretto: la raffineria di Milazzo e gli approvvigionamenti di Eni transitano in larga misura da quelle acque. Il dossier resta aperto: il cessate il fuoco temporaneo scade tra alcune settimane, e i prossimi passaggi tecnici tra Iran e Stati Uniti, con la regia omanita, dovranno dimostrare se l’impegno verbale sul passaggio gratuito si tradurrà in un meccanismo stabile di monitoraggio e rispetto degli obblighi.

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Oman e Iran hanno tenuto colloqui a Mascate incentrati sul rafforzamento dei legami bilaterali e sulla necessità di cogliere l'opportunità diplomatica per ridurre le tensioni regionali. Le discussioni hanno affrontato in modo costruttivo lo Stretto di Hormuz, con entrambe le parti che hanno ribadito la necessità di un passaggio sicuro e gratuito nel rispetto del diritto internazionale. L'incontro ha riflesso un impegno comune per la stabilità e la ricerca di soluzioni pacifiche.

PragmatismoDistacco
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L'Oman ha pubblicamente ribadito la necessità di un passaggio gratuito attraverso lo Stretto di Hormuz dopo l'incontro con i funzionari iraniani, respingendo implicitamente le precedenti minacce di Teheran di imporre pedaggi. I colloqui, sebbene descritti come costruttivi, non possono oscurare il comportamento destabilizzante dell'Iran, inclusi i recenti attacchi missilistici contro l'Oman e l'uso dello stretto come leva. L'accordo più ampio rischia di rafforzare le Guardie Rivoluzionarie e di consolidare l'influenza cinese, il tutto a spese del popolo iraniano.

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