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Sportgiovedì 18 giugno 2026

Wyndham Clark domina lo US Open tra nebbia e colpi di scena

L'ex campione guida con -6 dopo 16 buche, mentre McIlroy e Åberg restano in scia; l'australiano Day abbandona per infortunio e il dilettante Cowan sorprende.

La prima giornata del 126° US Open a Shinnecock Hills, sulla costa di Long Island, si è aperta sotto il segno della nebbia e si è chiusa con un leader inatteso: Wyndham Clark, campione nel 2023, ha sfruttato le condizioni più clementi del tardo pomeriggio per issarsi a -6 dopo sedici buche, con quattro colpi di vantaggio su un gruppo di inseguitori che include ex vincitori come Jon Rahm, Matt Fitzpatrick, Gary Woodland e Dustin Johnson, oltre al sorprendente dilettante americano Ryder Cowan. Un ritardo di due ore per scarsa visibilità aveva inizialmente spento le speranze dei giocatori del pomeriggio, attesi da raffiche fino a 35 miglia orarie; invece il vento si è placato, regalando un tramonto insolitamente benigno che ha permesso a Clark e ad altri di attaccare un percorso altrimenti temutissimo. Il gioco è stato sospeso per oscurità, lasciando cinquanta giocatori con il primo giro da completare venerdì mattina.

Nella mattinata, quando il vento soffiava ancora teso e il rough puniva ogni errore, il nordirlandese Rory McIlroy aveva dettato il passo con un eagle spettacolare alla buca 5, un drive di 360 metri e un wedge a tre metri che lo hanno portato a -3, salvo poi cedere due bogey consecutivi in chiusura per un 69 (-1). Accanto a lui, nel gruppo più solido della giornata, lo svedese Ludvig Åberg ha confermato la sua crescita costante: anche per lui un 69, frutto di un putting ispirato dopo il recente passaggio a un putter mallet, e la sensazione, dalla prospettiva scandinava, che il 26enne di Eslöv sia ormai pronto per il salto definitivo in un major. Più indietro l'altro svedese Alex Norén, +4, ha descritto il campo come "il più folle che abbia mai giocato, un esercizio di matematica pura tra distanze e raffiche".

La giornata ha registrato anche un abbandono doloroso: l'australiano Jason Day, due volte secondo in questo torneo, si è ritirato dopo nove buche per un acuto mal di schiena che lo aveva già tormentato in riscaldamento. Day, 38 anni, era a +7 dopo un triplo bogey e ha lasciato il percorso in golf cart, gettando un'ombra sulle ambizioni australiane. Il veterano Adam Scott, alla sua centesima presenza consecutiva in un major, ha lottato per un 73 (+3), mentre Cameron Smith, vincitore del British Open 2023, ha incassato un 75 aggravato da un triplo bogey alla buca 7. Lucas Herbert ha chiuso a +4, e Min Woo Lee attendeva il suo tee time pomeridiano. Dall'Argentina, i tre rappresentanti – Emiliano Grillo (+3), Alejandro Tosti (+6) e il dilettante Mateo Pulcini (+5 dopo 13 buche) – sono al momento fuori dal taglio, confermando la difficoltà di Shinnecock per chi non riesce a domare il gioco corto.

Sul fronte statunitense, la storia più bizzarra l'ha scritta Keith Mitchell: un 41 sulle prime nove (back nine) seguito da un 29 sulle seconde, con sei birdie e un eagle, per un 70 in parità. È la prima volta nella storia dello US Open che un giocatore firma un nove buche sotto i 30 dopo averne giocate altrettante sopra i 40. Scottie Scheffler, numero uno mondiale e a caccia del Grande Slam nel giorno del suo trentesimo compleanno, ha alternato quattro birdie a quattro bogey e un doppio bogey per un 72 (+2) che lo tiene in corsa ma lontano dalla vetta. L'attenzione è ora puntata su Clark, la cui recente striscia – una vittoria, un terzo posto e un dodicesimo – suggerisce che il ritorno in vetta non sia casuale. Con il meteo incerto e un campo che non perdona, il secondo giro promette di rimescolare le carte, mentre l'Europa guarda con fiducia a McIlroy e Åberg, e l'Australia spera in un riscatto di Scott e Lee. La nebbia si è diradata, ma la battaglia per il secondo major della stagione è appena cominciata.

Divergenza — chi la racconta come
45%Media
2 blocchi · posizioni da −0.30 a +0.60
CriticoFavorevole
EURATL
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa europea continentale+0.60aligned
Stampa atlantica / anglosfera−0.30critical
Stampa europea continentale+0.60

Nonostante nebbia e vento, lo svedese Ludvig Åberg ha iniziato con un solido giro sotto par, mostrando tenacia insieme a McIlroy. La prima giornata dello US Open è stata difficile, ma il golfista nordico ha retto bene la pressione.

TrionfoPragmatismo
Stampa atlantica / anglosfera−0.30

Il ritiro per infortunio alla schiena della stella australiana Jason Day ha segnato l'inizio travagliato dello US Open. Tra condizioni brutali e un saluto malizioso della moglie di Koepka, il torneo è partito in salita.

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giovedì 18 giugno 2026

Wyndham Clark domina lo US Open tra nebbia e colpi di scena

L'ex campione guida con -6 dopo 16 buche, mentre McIlroy e Åberg restano in scia; l'australiano Day abbandona per infortunio e il dilettante Cowan sorprende.

La prima giornata del 126° US Open a Shinnecock Hills, sulla costa di Long Island, si è aperta sotto il segno della nebbia e si è chiusa con un leader inatteso: Wyndham Clark, campione nel 2023, ha sfruttato le condizioni più clementi del tardo pomeriggio per issarsi a -6 dopo sedici buche, con quattro colpi di vantaggio su un gruppo di inseguitori che include ex vincitori come Jon Rahm, Matt Fitzpatrick, Gary Woodland e Dustin Johnson, oltre al sorprendente dilettante americano Ryder Cowan. Un ritardo di due ore per scarsa visibilità aveva inizialmente spento le speranze dei giocatori del pomeriggio, attesi da raffiche fino a 35 miglia orarie; invece il vento si è placato, regalando un tramonto insolitamente benigno che ha permesso a Clark e ad altri di attaccare un percorso altrimenti temutissimo. Il gioco è stato sospeso per oscurità, lasciando cinquanta giocatori con il primo giro da completare venerdì mattina.

Nella mattinata, quando il vento soffiava ancora teso e il rough puniva ogni errore, il nordirlandese Rory McIlroy aveva dettato il passo con un eagle spettacolare alla buca 5, un drive di 360 metri e un wedge a tre metri che lo hanno portato a -3, salvo poi cedere due bogey consecutivi in chiusura per un 69 (-1). Accanto a lui, nel gruppo più solido della giornata, lo svedese Ludvig Åberg ha confermato la sua crescita costante: anche per lui un 69, frutto di un putting ispirato dopo il recente passaggio a un putter mallet, e la sensazione, dalla prospettiva scandinava, che il 26enne di Eslöv sia ormai pronto per il salto definitivo in un major. Più indietro l'altro svedese Alex Norén, +4, ha descritto il campo come "il più folle che abbia mai giocato, un esercizio di matematica pura tra distanze e raffiche".

La giornata ha registrato anche un abbandono doloroso: l'australiano Jason Day, due volte secondo in questo torneo, si è ritirato dopo nove buche per un acuto mal di schiena che lo aveva già tormentato in riscaldamento. Day, 38 anni, era a +7 dopo un triplo bogey e ha lasciato il percorso in golf cart, gettando un'ombra sulle ambizioni australiane. Il veterano Adam Scott, alla sua centesima presenza consecutiva in un major, ha lottato per un 73 (+3), mentre Cameron Smith, vincitore del British Open 2023, ha incassato un 75 aggravato da un triplo bogey alla buca 7. Lucas Herbert ha chiuso a +4, e Min Woo Lee attendeva il suo tee time pomeridiano. Dall'Argentina, i tre rappresentanti – Emiliano Grillo (+3), Alejandro Tosti (+6) e il dilettante Mateo Pulcini (+5 dopo 13 buche) – sono al momento fuori dal taglio, confermando la difficoltà di Shinnecock per chi non riesce a domare il gioco corto.

Sul fronte statunitense, la storia più bizzarra l'ha scritta Keith Mitchell: un 41 sulle prime nove (back nine) seguito da un 29 sulle seconde, con sei birdie e un eagle, per un 70 in parità. È la prima volta nella storia dello US Open che un giocatore firma un nove buche sotto i 30 dopo averne giocate altrettante sopra i 40. Scottie Scheffler, numero uno mondiale e a caccia del Grande Slam nel giorno del suo trentesimo compleanno, ha alternato quattro birdie a quattro bogey e un doppio bogey per un 72 (+2) che lo tiene in corsa ma lontano dalla vetta. L'attenzione è ora puntata su Clark, la cui recente striscia – una vittoria, un terzo posto e un dodicesimo – suggerisce che il ritorno in vetta non sia casuale. Con il meteo incerto e un campo che non perdona, il secondo giro promette di rimescolare le carte, mentre l'Europa guarda con fiducia a McIlroy e Åberg, e l'Australia spera in un riscatto di Scott e Lee. La nebbia si è diradata, ma la battaglia per il secondo major della stagione è appena cominciata.

Divergenza — chi la racconta come
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Nonostante nebbia e vento, lo svedese Ludvig Åberg ha iniziato con un solido giro sotto par, mostrando tenacia insieme a McIlroy. La prima giornata dello US Open è stata difficile, ma il golfista nordico ha retto bene la pressione.

TrionfoPragmatismo
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Il ritiro per infortunio alla schiena della stella australiana Jason Day ha segnato l'inizio travagliato dello US Open. Tra condizioni brutali e un saluto malizioso della moglie di Koepka, il torneo è partito in salita.

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