
Nel Bengala Occidentale sequestrati 28,5 crore di rupie e 15 kg d’oro a un ex autista
L’operazione, scattata dopo l’arresto di sette presunti banditi, ha portato alla luce banconote nascoste in sacchi di iuta e lingotti nell’abitazione di Minar Mondal, parente di un noto commerciante di pietre.
Le forze di polizia del Bengala Occidentale hanno sequestrato un’ingente somma di denaro contante e lingotti d’oro durante una perquisizione protrattasi per diverse ore nell’abitazione di Minar Mondal, un ex autista di autobus governativi andato in pensione anticipata circa quattro anni fa. Secondo quanto comunicato dagli inquirenti, il valore complessivo del sequestro ammonterebbe a circa 50 crore di rupie (circa 500 milioni di rupie), di cui oltre 28,5 crore in banconote e 15 chilogrammi in oro, per lo più sotto forma di lingotti e placchette.
L’irruzione, scattata nella tarda serata di martedì 28 luglio e proseguita per quasi ventiquattro ore, è stata innescata dalle dichiarazioni di sette presunti banditi arrestati il giorno precedente dalla polizia locale. Durante la perquisizione, gli agenti hanno dovuto ricorrere a cinque macchine conta-soldi, fatte arrivare da una filiale bancaria e affiancate da un gioielliere per verificare l’autenticità dell’oro. Il denaro era stipato all’interno di sacchi di iuta, occultati in armadi appositamente modificati e privi di chiavi in possesso del proprietario, disseminati tra il pianterreno e il primo piano dell’abitazione, un edificio dall’aspetto modesto, privo di aria condizionata e telecamere di sicurezza.
Minar Mondal, cognato del latitante commerciante di pietre Tulu Mondal — a sua volta indicato come figura vicina ad Anubrata Mondal, esponente del Trinamool Congress già arrestato nel 2022 per un caso di contrabbando di bestiame — avrebbe inizialmente rifiutato di fornire spiegazioni sulla provenienza dei beni. In un secondo momento, secondo fonti di polizia, avrebbe ammesso un collegamento con un’organizzazione criminale. Il figlio di Mondal ha tuttavia dichiarato alla stampa locale che la ricchezza apparteneva esclusivamente a Tulu Mondal, il quale l’avrebbe semplicemente custodita presso quell’abitazione.
L’ex autista è stato formalmente arrestato e condotto davanti a un tribunale di Suri, dove l’accusa ha richiesto la custodia cautelare per ulteriori interrogatori. L’abitazione è stata posta sotto sequestro e le indagini restano in corso per accertare l’esatta origine dei capitali e l’eventuale esistenza di altri nascondigli. Il caso ha riacceso i riflettori sui legami tra l’estrazione illegale di pietra, il contrabbando e la politica locale, in un distretto già oggetto di inchieste da parte dell’agenzia federale anti-riciclaggio.
| Stampa del Golfo arabo | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.40 | critical |
La polizia ha sequestrato ingenti somme di denaro e oro collegati a una rete criminale nella casa di un autista.
Il resoconto costruisce credibilità descrivendo la durata del raid e l'uso di macchine contanti, evitando qualsiasi contesto politico.
Tace i legami politici del sospettato con il partito al governo, presenti nei resoconti indiani.
L'enorme quantità di denaro e oro sequestrati rivela i legami del sospettato con un leader del Trinamool Congress, dimostrando la corruzione dilagante.
La credibilità è costruita attraverso la menzione di figure politiche specifiche e l'implicazione di collegamenti diretti tra il sequestro e il malgoverno.
Ridimensiona l'ipotesi di una rete criminale non politica, concentrandosi invece sulla corruzione politica.
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