
Danimarca e Norvegia conquistano la finale dell’Eurovision. Il Nord Europa fa il pieno
Dal secondo semifinale di Vienna escono i dieci finalisti: tra conferme nordiche e sorprese come la Bulgaria. La Svezia è in ansia per la voce della sua cantante.
Danimarca e Norvegia si aggiungono a Svezia e Finlandia nella finale dell’Eurovision, che si preannuncia un dominio nordico. Il danese Søren Torpegaard Lund, già favorito dopo la vittoria al Melodi Grand Prix, ha trattenuto il fiato fino all’ultimo, come lui stesso ha raccontato ai microfoni della rassegna: «È stato un thriller, ho urlato così forte da rimanere senza ossigeno». La sua canzone “Før vi går hjem” è tra le candidate alla vittoria, insieme al brano finlandese “Liekinheitin”. La Svezia, però, è in apprensione: Felicia, la rappresentante scandinava, ha perso la voce dopo la semifinale e ha dovuto cancellare tutte le interviste, seguendo il consiglio del suo vocal coach di riposare in silenzio.
La seconda semifinale si è aperta con un siparietto comico dei conduttori Victoria Swarovski e Michael Ostrowski, che hanno tentato di replicare l’entrata in scena del vincitore dell’anno scorso, JJ, a bordo di una barca. Il tentativo è miseramente fallito, tra denti finti e incendi, suscitando ilarità. Secondo la prospettiva tedesca, l’umorismo dei presentatori ha alleggerito la tensione di una serata che per alcuni paesi è stata amara: la Svizzera e il Lussemburgo sono stati eliminati, mentre il piccolo Malta ha ottenuto un posto in finale, rinnovando la sua tradizione di sorpresa.
Tra i finalisti spiccano la Bulgaria con Dara e il brano “Bangaranga”, coreografia firmata dallo svedese Fredrik Rydman, e l’Australia con Delta Goodrem e il suo pianoforte dorato. Per l’Italia, che come membro delle Big Five è automaticamente in finale, la competizione si fa interessante: la start list vede la Danimarca aprire le danze e l’Austria chiudere, con Israele al terzo posto. Il testo del brano danese ha subito una modifica per adeguarsi al regolamento. L’attenzione ora è sulla finale di sabato, con venticinque paesi in gara per un’edizione che celebra i settant’anni del concorso. L’ombra del dominio nordico si allunga, ma le sorprese non mancheranno.
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