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giovedì 7 maggio 2026

Obama mette in guardia: «La giustizia non sia un’arma politica»

L’ex presidente avverte sulla politicizzazione del Dipartimento di Giustizia. L’attuale numero uno smentisce. Nuova incriminazione di Comey accende lo scontro.

Barack Obama ha rotto il silenzio con un monito che riecheggia nelle democrazie occidentali: la giustizia non può diventare uno strumento nelle mani di chi siede alla Casa Bianca. In un’intervista al programma di Stephen Colbert, l’ex presidente ha denunciato il rischio di una deriva autoritaria quando il procuratore generale smette di essere il tutore della legge per trasformarsi in avvocato personale del capo dell’esecutivo. Senza mai citare Donald Trump, Obama ha invocato norme solide che impediscano a un presidente di ordinare perseguimenti contro i propri avversari o di proteggere gli alleati: un richiamo alla separazione dei poteri che arriva mentre il Dipartimento di Giustizia incrimina l’ex direttore dell’Fbi James Comey, figura da tempo nel mirino del tycoon.

Da Washington, la risposta dell’attuale numero uno facente funzioni Todd Blanche è stata secca: le preoccupazioni di Obama sono «semplicemente false», ha detto, difendendo l’operato dell’amministrazione. Tuttavia, per gli analisti di Bruxelles, queste tensioni non sono solo affare americano. L’Europa – e l’Italia in particolare – segue con apprensione il dibattito, consapevole che la tenuta dello Stato di diritto negli Stati Uniti ha ricadute dirette sulla stabilità delle alleanze transatlantiche.

La tradizione giuridica continentale guarda con preoccupazione a un modello dove l’indipendenza della magistratura viene messa in discussione da logiche di partito. La sfida, per chi osserva da Londra o da Parigi, è capire se i freni istituzionali reggeranno. Obama stesso ha riconosciuto che una democrazia può sopravvivere a politiche sbagliate, ma non a un sistema giudiziario piegato al potere.

Il prossimo banco di prova sarà il procedimento contro Comey, destinato a ridefinire i confini del ruolo presidenziale. A Roma e Berlino ci si chiede se l’America tornerà presto a essere il faro di checks and balances che l’Europa ha imparato a rispettare.

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giovedì 7 maggio 2026

Obama mette in guardia: «La giustizia non sia un’arma politica»

L’ex presidente avverte sulla politicizzazione del Dipartimento di Giustizia. L’attuale numero uno smentisce. Nuova incriminazione di Comey accende lo scontro.

Barack Obama ha rotto il silenzio con un monito che riecheggia nelle democrazie occidentali: la giustizia non può diventare uno strumento nelle mani di chi siede alla Casa Bianca. In un’intervista al programma di Stephen Colbert, l’ex presidente ha denunciato il rischio di una deriva autoritaria quando il procuratore generale smette di essere il tutore della legge per trasformarsi in avvocato personale del capo dell’esecutivo. Senza mai citare Donald Trump, Obama ha invocato norme solide che impediscano a un presidente di ordinare perseguimenti contro i propri avversari o di proteggere gli alleati: un richiamo alla separazione dei poteri che arriva mentre il Dipartimento di Giustizia incrimina l’ex direttore dell’Fbi James Comey, figura da tempo nel mirino del tycoon.

Da Washington, la risposta dell’attuale numero uno facente funzioni Todd Blanche è stata secca: le preoccupazioni di Obama sono «semplicemente false», ha detto, difendendo l’operato dell’amministrazione. Tuttavia, per gli analisti di Bruxelles, queste tensioni non sono solo affare americano. L’Europa – e l’Italia in particolare – segue con apprensione il dibattito, consapevole che la tenuta dello Stato di diritto negli Stati Uniti ha ricadute dirette sulla stabilità delle alleanze transatlantiche.

La tradizione giuridica continentale guarda con preoccupazione a un modello dove l’indipendenza della magistratura viene messa in discussione da logiche di partito. La sfida, per chi osserva da Londra o da Parigi, è capire se i freni istituzionali reggeranno. Obama stesso ha riconosciuto che una democrazia può sopravvivere a politiche sbagliate, ma non a un sistema giudiziario piegato al potere.

Il prossimo banco di prova sarà il procedimento contro Comey, destinato a ridefinire i confini del ruolo presidenziale. A Roma e Berlino ci si chiede se l’America tornerà presto a essere il faro di checks and balances che l’Europa ha imparato a rispettare.

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