
Persiane, ghiaccioli e pompe di calore: il mondo alle prese con l’afa
Mentre l’Italia rinnova gli incentivi per i climatizzatori, da Teheran a Manchester si moltiplicano i rimedi antichi e nuovi per sopravvivere alle ondate di calore.
Quando, nell’estate del 2022, la colonnina di mercurio a Londra superò i quaranta gradi, un’intera nazione abituata a celebrare il sole come una benedizione scoprì all’improvviso che il ventilatore non bastava più. Quell’anno, secondo un’indagine condotta su oltre milleseicento famiglie britanniche, quattro case su cinque soffrirono il surriscaldamento – un dato quadruplicato in un solo decennio – e nelle settimane successive un quinto di quelle famiglie acquistò un condizionatore. Un acquisto dettato dall’emergenza ma che, avvertono gli studiosi, rischia di allargare la forbice sociale: raffrescare casa con l’aria condizionata significa consumare molta energia proprio quando la rete è già sotto stress, e per chi non può permetterselo diventa una pericolosa lacuna di protezione.
In Italia, dove quasi trenta milioni di abitazioni dispongono già di un climatizzatore, la risposta del legislatore è stata più strutturale: prolungare gli incentivi. Il cosiddetto bonus condizionatori, rinnovato fino al 31 dicembre 2026, consente di detrarre il 36% della spesa – che sale al 50% per la prima casa – per l’acquisto di macchine ad alta efficienza, incluse le pompe di calore, a patto di sostituire un vecchio impianto e di pagare con bonifico parlante. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’agevolazione spetta anche senza ristrutturazioni, in un quadro che, secondo gli analisti del settore immobiliare, punta a svecchiare il parco impianti nazionale. Una politica che però si scontra con la realtà della bolletta: secondo le stime di Facile.it, una famiglia tipo spenderà quest’estate 146 euro per l’aria condizionata, il 4% in più rispetto al 2025, tra ondate di caldo fuori norma e tensioni sui mercati energetici legate ai conflitti in Medio Oriente.
Eppure, mentre l’Italia scommette sulla tecnologia agevolata, altre latitudini riportano l’attenzione su gesti più semplici e senza spina. Nel Regno Unito, i ricercatori che hanno fotografato l’ondata del 2022 insistono sul principio del “passive cooling first”: schermature solari, persiane, ventilazione notturna, alberi e superfici riflettenti per deviare l’irraggiamento prima che scaldi gli ambienti. A Roma, osservano, le tapparelle sono così onnipresenti da risultare quasi invisibili, eppure restano una delle barriere più efficaci contro il calore. In Iran, dove le temperature estreme non sono una novità, secoli di adattamento hanno forgiato un vero e proprio manuale di sopravvivenza per l’infanzia: i pediatri locali raccomandano abiti scuri e larghi, cappelli a tesa larga che proteggano anche il collo, e un’idratazione affidata più ai cibi che ai bicchieri – anguria, arance, ghiaccioli fatti in casa con succo di frutta molto annacquato. Per i neonati allattati al seno, nessuna acqua aggiuntiva, ma poppate più frequenti.
La stessa attenzione per i soggetti più fragili si estende agli animali domestici. In Gran Bretagna, le associazioni animaliste mettono in guardia i proprietari: mai lasciare un cane in auto nemmeno per pochi minuti, testare l’asfalto col dorso della mano prima di una passeggiata, offrire cubetti di ghiaccio e tappetini refrigeranti. Un addestratore racconta di un Golden Retriever di Londra che trascorre le ore più torride sdraiato sul suo cool mat, mentre i padroni hanno imparato a portarlo in spiaggia solo con acqua dolce e guinzaglio lungo, attenti alle correnti e alle maree.
Così, nelle settimane in cui l’anticiclone africano stringeva l’Europa in una morsa di calore, tre immagini distanti componevano un unico affresco: una mamma a Teheran che porgeva al figlio un ghiacciolo al melone, un pensionato romano che impostava il timer del suo split a pompa di calore, e un pastore tedesco di Manchester che leccava pigramente un cubetto di ghiaccio all’ombra di una tenda tirata. Tre modi di combattere l’afa, e forse una domanda comune su quale estate stiamo costruendo.
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa iraniana e affini | −0.70 | critical |
Il cittadino europeo adotta soluzioni low-tech per il caldo, mentre il governo testa nuove tecnologie di raffreddamento.
Si descrivono soluzioni concrete e testate, dando per scontato che il problema sia gestibile con ingegnosità.
Non si menziona il contesto di crisi climatica più ampio né le disuguaglianze nell'accesso al raffrescamento.
L'Iran subisce un'aggressione tecnologica e militare dagli USA, mentre il mondo distoglie lo sguardo.
Si riducono tutti gli eventi a una narrazione di vittimismo e resistenza, attribuendo ogni problema a forze ostili.
Non si riconoscono le sfide interne all'Iran (inflazione, malcontento) né si dà spazio a voci europee sulla crisi climatica.
Allarga lo sguardo
Washington revoca il visto all’ambasciatrice brasiliana: scontro diplomatico a due mesi dal voto
3 lingue · 43 testate
Da Economy & MarketsDazi USA del 15% sul polisilicio: la mossa di Trump per contrastare il dominio cinese
6 lingue · 16 testate
Da TechnologyL’amministrazione Trump esenta i modelli open-weight cinesi dai nuovi test di sicurezza sull’IA
3 lingue · 11 testate