
Ronaldo a un passo dal titolo saudita: polemiche e trionfi nel weekend arabo
Cristiano Ronaldo ha segnato il gol decisivo che avvicina il suo Al-Nassr al primo titolo saudita, in una partita che ha acceso tensioni e rivalità ben oltre il campo. La corsa al trono del calcio saudita passa per i piedi del fuoriclasse portoghese, che con una torsione di testa al settantaseiesimo minuto ha rotto l’equilibrio contro l’Al-Ahli, campione d’Asia in carica. Secondo gli analisti di Riad, l’Al-Nassr ora ha un vantaggio di otto punti sul rivale Al-Hilal con quattro giornate al termine: matematicamente bastano otto punti su dodici disponibili per blindare lo scudetto.
Ma l’incontro, valido per la trentesima giornata del campionato saudita, è stato anche un banco di prova per la maturità del sistema calcio locale, tra sfottò e accuse di esagerazione. Il clima si è acceso subito dopo il fischio finale. Il difensore turco Merih Demiral, protagonista dell’Al-Ahli, ha esibito con gesto provocatorio la medaglia d’oro della Champions League asiatica, rivendicando un trofeo che manca nella bacheca dell’Al-Nassr.
Ronaldo ha risposto mostrando cinque dita, a ricordare i suoi cinque titoli europei. Da Riyad, i cronisti locali raccontano di una tensione che ha coinvolto anche l’attaccante inglese Ivan Toney, bersaglio delle celebrazioni avversarie. In un’intervista post-partita, lo stesso Ronaldo ha preso le distanze dalle lamentele di altri giocatori sugli arbitri e sull’organizzazione del torneo, invitando a non screditare il campionato.
Una presa di posizione in linea con la strategia saudita di costruire un’immagine di competizione solida e rispettabile, capace di attrarre talenti europei ormai in declino ma ancora affamati di gloria. Nel frattempo, in Nordafrica, la Tunisia offre un contraltare di passione popolare. Espérance e CS Sfax si preparano al classico della Ligue 1 tunisina, con l’Espérance a tre punti dall’Africain capolista e lo Sfax che tenta un disperato aggancio alla vetta.
Mentre il calcio arabo guarda a Ronaldo come simbolo di una modernità controversa, il vecchio continente osserva con cautela: per gli analisti di Bruxelles, il campionato saudita resta una bolla mediatica, ma la continuità di rendimento del quarantunenne portoghese – che ha raggiunto 970 gol in carriera – dimostra che la qualità tecnica può ancora parlare una lingua universale. L’ultima parola, però, sarà sul campo: l’Al-Nassr giocherà anche la finale di AFC Champions League 2 contro il Gamba Osaka giapponese, il 16 maggio. Se Ronaldo dovesse alzare entrambi i trofei, la sua eredità araba non sarebbe più un’eccezione, ma il modello per una nuova geografia del calcio globale.
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