
Rosalía chiede scusa a Buenos Aires: "Tremenda cagada", mai voluto offendere
La cantante spagnola apre il Lux Tour a Buenos Aires con un mea culpa per il video condiviso dopo la finale del Mondiale 2026, tra lacrime e cori del pubblico.
Sabato primo agosto, al Movistar Arena di Buenos Aires, poco dopo le 21, Rosalía sale sul palco con un tutù giallo e scarpette da punta. La prima canzone è "Sexo, violencia y llantas" e il pubblico, che ha riempito lo stadio nonostante la bufera social delle settimane precedenti, la accoglie con una ovazione. È il primo dei quattro concerti previsti nella capitale argentina, e l'atmosfera è tesa: nelle ore precedenti, tra i fans in coda si sentivano frasi come "Sono ancora arrabbiato, ma spero in delle scuse" e "Quasi non venivo, mi sono offeso" raccolte da alcuni giornali argentini.
A venti minuti dall'inizio, arriva il momento che tutti aspettano. Rosalía si ferma, prende il microfono e dice: "Madre mía, qué lío el otro día". Poi spiega: stava scorrendo distrattamente TikTok quando ha visto un video dell'attrice Mia Khalifa che celebrava la vittoria della Spagna sull'Argentina nella finale del Mondiale 2026, usando la sua canzone "La Perla". Lei lo ha ripostato senza leggere il testo, e solo dopo si è accorta della frase "Come suona la vita ora che le perle sono state sconfitte" — un riferimento che in Spagna indica una persona problematica. "Tremenda cagada, nun fu mai la mia intenzione", ha detto visibilmente commossa, usando le sue parole. Il pubblico l'ha sommersa di applausi e ha intonato il coro "Olé, olé, olé, Rosi, Rosi".
La cantante ha poi ricordato la sua prima volta in Argentina, al Lollapalooza del 2019: una delle sue prime esperienze fuori dalla Spagna. "Ricordo di aver sentito tutta quella folla cantare le mie canzoni, e pensare: 'Ce l'ho fatta'", ha raccontato. "Questo posto mi ha aiutato a diventare ciò che sono oggi". Ha sottolineato che il suo amore per l'Argentina "resta intatto come il primo giorno" e che il pubblico argentino è "il miglior pubblico della Terra". Parole che hanno sciolto le residue tensioni: il coro dei fans è durato diversi minuti.
Poco prima, sui social, altre artiste argentine come Nicki Nicole, Ángela Torres e La Joaqui — presenti al concerto — avevano già lanciato segnali di riappacificazione. La Joaqui, in particolare, ha scritto su Instagram "Sempre diamante, mai perla", un gioco di parole diretto proprio alla canzone che aveva scatenato la bufera. Ángela Torres è stata poi invitata sul palco nel segmento "El Confesionario", dove il pubblico l'ha accolta con entusiasmo. Il concerto è proseguito tra hit e sorprese: Rosalía ha cantato anche "Alfonsina y el mar" di Mercedes Sosa al pianoforte, e tutti hanno coreato "La Perla", la stessa canzone all'origine della polemica. Era la prova più chiara che il gesto di scuse era stato accettato.
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Rosalía ammette l'errore e chiede perdono con sincerità, e il pubblico argentino la riaccoglie con calore, dimostrando che l'affetto per l'artista supera la delusione sportiva.
La narrazione costruisce una scena di pentimento emotivo e accoglienza collettiva, utilizzando dettagli visivi (lacrime, ovazione) per suggerire che la colpa è stata pienamente espiata e la relazione riparata.
Non viene menzionata la cancellazione di un concerto tributo a Rosalía in Argentina dopo la polemica, che avrebbe suggerito un danno d'immagine più profondo e persistente.
Rosalía commette un errore, si scusa e la facenda si chiude lì, senza conseguenze profonde o drammi.
Il resoconto riduce l'episodio a una semplice svista ('non ho letto cosa c'era'), normalizzando l'errore e sminuendo la portata dell'offesa, grazie all'uso del termine colloquiale 'tremenda cagada'.
Non viene riportata la reazione emotiva del pubblico argentino durante il concerto, né la presenza di altri artisti locali, il che avrebbe evidenziato un clima di tensione non completamente risolto.
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