
Schalke torna in Bundesliga: tre anni di inferno finiscono in una notte di gioia
Alle 22:28 di sabato sera, il fischio finale di Patrick Ittrich ha liberato un boato che, a Gelsenkirchen, sembrava poter raggiungere la luna. Il gol di Kenan Karaman al quindicesimo minuto è bastato a riportare lo Schalke 04 in Bundesliga, dopo tre lunghi anni di purgatorio in seconda serie. Per un club che ha vinto sette titoli nazionali e alzato la Coppa Uefa nel 1997, il ritorno è molto più di una promozione: è la chiusura di un ciclo di umiliazioni e paure, durante il quale molti tifosi avevano temuto il collasso totale. A Gelsenkirchen, dove solo un anno fa i giocatori venivano insultati con striscioni che li chiamavano “falliti”, la festa è stata sobria quanto gioiosa: niente invasione di campo, ma una marea di birra, abbracci e lacrime, con il capitano turco Karaman che ha faticato a trattenere l’emozione davanti ai microfoni.
La stampa tedesca ha sottolineato l’eccezionalità di questa risalita, costruita su un gruppo coeso e su acquisti mirati come quello del veterano bosniaco Edin Džeko, quarantenne ex Inter e Manchester City, che con sei gol in otto partite ha portato esperienza e carisma. La sua presenza in campo e in spogliatoio – immortalata mentre brindava con i compagni dopo la partita – simboleggia la nuova maturità del club. Per la prospettiva svizzera, l’attenzione si è concentrata su Cedric Itten, partito titolare con la maglia del Fortuna Düsseldorf: la sua squadra, nonostante una prestazione dignitosa, resta invischiata nella lotta per non retrocedere, con il peggior attacco del campionato. È un paradosso che la sconfitta abbia offerto segnali di miglioramento, ma la realtà dei punti è impietosa.
Dal punto di vista del calcio europeo, il ritorno dello Schalke è una boccata d’ossigeno per la Bundesliga. A Bruxelles come a Francoforte, gli analisti sanno che un marchio storico con una tifoseria calda e uno stadio da 62.000 posti riporta spettacolo e appeal commerciale. Per l’Italia, la notizia ha un sapore particolare: Džeko, che ha lasciato un segno a Milano, potrebbe restare a Gelsenkirchen anche in massima serie, ma la sua decisione è ancora sospesa. Intanto, lo Schalke guarda avanti con occhi diversi. La dirigenza ha parlato di un club più sano e consapevole, lontano dagli eccessi del passato. Ma la Bundesliga non perdona: la concorrenza è spietata, e la storia recente insegna che risalire è difficile, ma rimanerci lo è ancora di più. Per ora, Gelsenkirchen può brindare: il carbone è tornato a brillare.
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