
Sconfitta amara per l’Union di Eta, il Lipsia avanza tra una pedana e una polemica sessista
Nel campionato tedesco si intrecciano più storie che altrove. L’ultima giornata ha portato un’altra sconfitta all’Union Berlino, la seconda da quando la panchina è affidata a Marie-Louise Eta, la prima donna ad allenare un club della Bundesliga maschile. Ma a rubare la scena, almeno nelle ore che precedevano il fischio d’inizio, è stato un post pubblicato sui profili social del RB Lipsia. L’immagine ritraeva proprio Eta accanto all’ex allenatore del Lipsia, Marco Rose, e ad alcuni calciatori. Un collage apparentemente innocuo, ma che secondo molti osservatori della capitale tedesca è stato montato con una dose di paternalismo e sessismo malcelato. La reazione è stata immediata, e non solo nel quartiere di Köpenick. L’indignazione è montata fino a costringere il club della Red Bull a una dichiarazione netta: «Il sessismo non ha neanche un millimetro di spazio nella nostra società».
L’episodio si inserisce in una rivalità già velenosa. L’Union, poco prima, aveva punzecchiato il Lipsia con un tweet ironico sulla bellezza della città sassone, scherzando sul fatto che non fosse certo per Lipsia che il club di Ratisbona avesse così poco appeal tra i tifosi tradizionali. La società dell’Est, infatti, porta il marchio Red Bull e incarna l’antitesi del calcio romantico dell’Union, che gioca ancora in uno stadio costruito con il sudore dei sostenitori. Nei novanta minuti successivi, il campo ha dato la sua risposta: il Lipsia si è imposto per 3-1, scavalcando di prepotenza le sterili schermaglie verbali.
Mentre il pallone rotolava all’Alte Försterei, l’amministratore delegato del Lipsia, Oliver Mintzlaff, correva su un tapis roulant a bordo campo. Non si trattava di un capriccio manageriale ma di una promozione per l’iniziativa “Wings for Life World Run”. Per restare incollato all’azione, un monitor trasmetteva le immagini accanto alla pedana. L’immagine, surreale, ha fatto il giro dei social esattamente quando Max Finkgräfe, difensore del Lipsia, trovava il primo gol in carriera con un bolide da fuori area. Un colpo che ha tagliato le gambe all’Union, già in affanno cronico sotto porta.
Gli analisti di Berlino puntano il dito sulle cifre desolanti dell’attacco biancorosso: undici punti in quindici partite di ritorno, un bottino da retrocessione. L’esordio di Eta contro il Wolfsburg, una settimana fa, aveva mostrato un paradosso statistico: 2,9 gol attesi contro lo 0,2 degli avversari, ventisette tiri in porta – record societario – eppure una sconfitta per 1-2. «In fondo è bello aver creato così tanto», ha detto la tecnica, cercando di costruire sulle macerie. Ma contro il Lipsia le occasioni si sono diradate e la squadra è parsa svuotata dopo il vantaggio ospite.
Sul fronte opposto, dall’ottica di Lipsia, il successo non è solo riscatto d’immagine dopo la bufera social. Giovedì sera, senza scendere in campo, il club si è garantito un posto in Europa League grazie alla vittoria dello Stoccarda nella semifinale di Coppa di Germania. Essendo lo Stoccarda già qualificato per le coppe via campionato, il biglietto per l’Europa League del vincitore di Coppa è scivolato in campionato a favore proprio del Lipsia. Resta la sostanza: l’obiettivo è la Champions, e i tre punti contro l’Union servono a non perdere contatto. Anche il ritorno del portiere Gulacsi, inizialmente previsto da titolare, appare ora friabile: è rimasto in panchina per l’ennesima partita, segno che il Lipsia non forza i recuperi quando la posta è alta.
Per l’Italia, abituata a vedere le proprie squadre incrociare le tedesche nelle lotte per il ranking Uefa, la notizia ha un valore doppio. Ogni posizione guadagnata dalla Bundesliga nella corsa al quinto slot Champions incide sulle possibilità della Serie A di portare cinque squadre nell’edizione 2025/26. In questo scenario, il cammino di Eta, prima donna in Bundesliga, diventa un osservatorio anche culturale. Mentre nel calcio italiano non esiste ancora una capoallenatrice nella massima serie maschile, la vicenda dell’Union – e le accuse di sessismo rivolte al Lipsia – mostrano quanto sia ancora tortuoso il sentiero per chi rompe il soffitto di cristallo. Eta cercherà i primi punti contro i fantasmi di un attacco che non segna, consapevole che ogni domenica a Berlino è un esame non solo di tattica ma di legittimazione. La prossima sfida, con l’Hoffenheim, dirà se l’Union imboccherà finalmente la via della salvezza oppure se la paura di un ritorno in Zweite Liga diventerà più concreta di una foto infelice.
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